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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Coppie gay e diritti di cittadinanza. Si vari subito la normativa a tutela delle coppie gay e lesbiche. Lettera aperta al Presidente del Consiglio in seguito alla sue dichiarazioni (di cui riportiamo il testo ANSA) sulle coppie omosessuali
Coppie gay e diritti di cittadinanza. Si vari subito la normativa a tutela delle coppie gay e lesbiche. Lettera aperta al Presidente del Consiglio in seguito alla sue dichiarazioni (di cui riportiamo il testo ANSA) sulle coppie omosessuali
Martedì 08 Giugno 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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Bologna, 8 giugno ’99



Caro D’Alema, come sai abbiamo sempre sostenuto che ognuno, anche a sinistra, ha il diritto di pensarla come crede in materia di famiglie e di coppie di fatto. In particolare abbiamo sempre detto che non siamo di fronte ad una questione di nomi ma di sostanza. Che le coppie gay e lesbiche si chiamino “famiglia” o convivenze o Famiglie di Fatto o qualsiasi altra cosa importa assai poco (purché sia chiara la assoluta pari dignità di ogni forma di famiglia, ovvero che non ci siano, anche sul piano etico, famiglie di serie A e famiglie di serie B). In tratta Europa, laddove governano le sinistre, si sono varate leggi a tutela delle coppie omosessuali: “partnership registrata” in Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda; “Patto Civile di Solidarietà” (PACS) in Francia dove il credente Lionel Jospen ha sostiene di persona la battaglia in Parlamento; “Partnership Domestica” in Olanda e via dicendo. “Una qualche forma di tutela”, insomma, c’è e ci sarà ormai dappertutto tranne ché in Italia.

Siamo quindi d’accordo con te sulla necessità della “registrazione” delle coppie gay e sulla necessità di garanzia dei diritti della coppia, ma perché non prendere su questi temi una iniziativa forte in campo legislativo? Perché non varare subito le norme di tutela?



Franco Grillini

Presidente Onorario ARCIGAY

Direttore di Notizie Omosessuali Italiane



FAMIGLIA: D'ALEMA,'E'UN DETTATO COSTITUZIONALE'



MILANO, 7 GIU - Il concetto di famiglia si e' definito storicamente ed e' un dettato costituzionale oltre che un sentimento radicato. In questi termini si e' espresso oggi Massimo D'Alema all’incontro le donne Ds a Milano. Rispondendo ad una domanda fattagli da Catherine Spaak, D'Alema ha detto: "Non partecipo a un gioco di provocazioni e forzature rispetto al concetto di famiglia, che non e' solo un dettato costituzionale, ma e' anche un sentimento radicato nella coscienza dì milioni di cittadini. Rispetto le convinzioni dì tanti italiani per i quali la parola famiglia corrisponde a una forma storicamente e legalmente determinata". Secondo D'Alema “e' provocatorio definire una unione gay una famiglia. Lasciamo che la famiglia sia quella definita regolarmente e storicamente. E’ giusto che persone unite da rapporto di convivenza possano concorrere ad avere una qualche forma di tutela, penso per esempio ad un concorso per l'assegnazione di una casa". Pero' questi sono temi - ha aggiunto - che riguardano il Parlamento. La fecondazione assistita, per esempio, ha messo in luce come su certi temi esistano alleanze trasversali e ritengo che questo sia un fatto da rispettare".

Circa le coppie di fatto, D'Alema ha poi aggiunto.- "Credo si possa stabilire un criterio di registrazione. Ma su alcuni diritti, come quello dell'adozione, e' bene agire con molta cautela. Questo e' un problema delicatissimo".


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