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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
D'Alema e le coppie gay. Pubblichiamo le reazioni alla sortita del presidente del consiglio sui diritti delle coppie omosessuali.
D'Alema e le coppie gay. Pubblichiamo le reazioni alla sortita del presidente del consiglio sui diritti delle coppie omosessuali.
La posizione dell'ARCIGAY, dei Gay DS, dell'ARCIGAY Caravaggio di Roma, di Pier Ferdinando Casini e un articolo del Messaggero
Martedì 08 Giugno 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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Le dichiarazioni di D'Alema sulla famiglia gay.





Dispiace vedere che D'Alema sia, sul tema della famiglia, un passo

indietro rispetto alla base e al corpo del suo partito di appartenenza,

che, senza innalzare vessilli ideologici, ha saputo, in varie occasioni,

compiere azioni positive per garantire alle persone omosessuali diritti

di cittadinanza senza considerare le loro relazioni affettive di

second'ordine, come sembra fare il Presidente del Consiglio.



Un recente esempio di questo e' stato il recente provvedimento adottato

dal Comune di Bologna in relazione alle "famiglie per vincoli

affettivi". In questo caso, e' stato adottato il termine "famiglia" per

indicare anche una coppia omosessuale, e lo si e' fatto sulla base e nel

pieno rispetto di una legge italiana, il D.P.R. n. 223 del 1989, , che

all'art.4 'Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della

popolazione residente' recita " per famiglia si intende un insieme di

persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinita', adozione,

tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale

nello stesso comune".



Per il resto, nessun problema a smarcarsi rispetto ad una questione

terminologica che non entusiasma nessuno, ma lo si faccia senza

offendere o sminuire la piena dignita' delle coppie gay e lesbiche.





Sergio Lo Giudice

Presidente Nazionale Arcigayriflessioni dei gay DS sulle dichiarazioni di Massimo D'Alema a favore della tutela giuridica per le coppie omosessuali rilasciate al teatro Piccolo di Milano in occasione di un incontro con le donne .





Le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio Massimo D'Alema a favore di un "criterio di registrazione delle coppie atipiche", rappresentano, a nostro avviso, un importante segnale di novità da parte del Governo.



Le provocazioni e le forzature a cui il Presidente del Consiglio fa riferimento quando si parla di "famiglie gay" (abiti bianchi - confetti - fiori d'arancio ecc.) costituiscono, nel migliore dei casi, un ostacolo al raggiungimento della piena cittadinanza e delle Pari Opportunità per tutti i cittadini.



Siamo, tuttavia, consapevoli del fatto che una nuova politica sociale dovrebbe mettere al centro la questione "Famiglie" includendo in tale concetto le Unioni Civili e le convivenze di fatto ancora prive, nel nostro paese, di riconoscimento giuridico e legislativo. Guardiamo perciò con favore alle proposte di legge sulle Unioni Civili e sulle Unioni Affettive già depositate in Parlamento, ma riteniamo la politica del Governo ancora contraddittoria e poco incisiva a tal riguardo. E’ necessario che tali proposte vengano discusse nelle aule parlamentari.



La nostra richiesta di equiparazione tra Unioni di diritto (fondate sul matrimonio) e Unioni di fatto (basate su un reale progetto di vita in comune), non vuole mettere in discussione l' attuale legislazione della famiglia tradizionale, ma rappresenta il tentativo di dare abito giuridico ad una realtà ormai radicata nella vita sociale del nostro Paese.









Ci battiamo per offrire le stesse opportunità e gli stessi diritti a donne e uomini , a giovani e anziani, a chiunque di loro per motivi affettivi, sessuali, parentali, economici ecc. decida di realizzare in una convivenza legittimata un percorso di vita comune.



La nuova legislazione dovrà tenere conto dei rapporti patrimoniali all’interno della coppia e garantire tutti i benefici derivanti dalla convivenza: pensione, risarcimento del danno, assicurazione, eredità, cittadinanza ecc.



Se le proposte presentate diventeranno legge dello Stato, il diritto all’espressione della propria sessualità avrà il più ampio riconoscimento: soprattutto le nuove generazioni potranno pianificare il proprio futuro in modo più sereno e appagante.



Mauro Ciòffari 0347 4502150 Aurelio Mancuso 0347 4292676



Responsabili Nazionali del Coordinamento Omosessuali DS



L'Arcigay di Roma risponde alle dichiarazioni di D'Alema sulle coppie gay.





Le precisazioni del presidente del Consiglio Massimo D'Alema nel suo

incontro di Milano con le done, sono del tutto superflue, volte

esclusivamente a confermare la sua compiacenza nei confronti delle forze

cattoliche e della loro influenza su una grande fetta di elettorato. Il

movimento italiano di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non ha mai

avuto questa pretesa, di cui parla D'Alema, di voler equiparare le proprie

unioni alla famiglia tradizionale, e l'Arcigay ha sempre espresso grande

cautela sul tema delle adozioni. Quelli che vogliamo ottenere sono i diritti

basilari di cui lo stesso premier parla, come il poter concorrere a un

alloggio popolare se non si ha un redditto sufficiente. Per noi il

matrimonio tradizionale ha una sua storia che non vogliamo intaccare nè

imitare, la legalizzazione delle coppie di fatto è un istituto che deve

affiancarsi al matrimonio, senza che quest'ultimo venga spazzato via o

modificato.

Se poi dobbiamo chiamare famiglia o meno una coppia di persone dello stesso

sesso, che si ama e che si assiste vicendevolmente da anni, non dovrebbe

esssere il presidente del Consiglio a dircelo.



Il Presidente

Andrea Di Giambattista



15:39 FAMIGLIA: CARLO CASINI, BRAVO D'ALEMA SUI GAY



(ASCA) - Roma, 8 giu - ''Sono lieto dei passi avanti del

presidente del Consiglio e speriamo del suo partito per

intero'': lo ha dichiarato Carlo Casini, presidente del

movimento per la vita che ha cosi' commentato il no alle

famiglie gay proclamato ieri da Massimo D'Alema.

''Come primo banco di prova di questa volonta' del

dialogo - ha detto ancora Casini - c'e' alle porte il

dibattito sulla fecondazione artificiale al Senato: perche'

- si chiede Casini - Botteghe Oscure non accetta di trattare

sulla facolta' di accedere alle tecniche procreatiche per le

coppie di fatto?''.



Il messaggero

Martedì 8 Giugno 1999



LA QUESTIONE ETICA

D’Alema: «Una famiglia gay non è una vera famiglia»



ROMA Il presidente del Consiglio Massimo D’Alema, a Milano per un incontro con le donne, torna sulle questioni etiche, che riguardano i valori della famiglia. Non solo la fecondazione assistita e le coppie di fatto, temi sui quali, ricorda il premier «vi sono maggioranze trasversali agli schieramenti politici», ma anche la spinosa questione dei gay, che chiedono di essere equiparati di fatto alle ”normali” famiglie con tutti i doveri e diritti che derivano da questo status, compresa la possibilità di adottare un bambino. Ebbene, per il premier , che dice di sentirsi assolutamente di rispettare «da parlamentare la convinzione di tanti italiani per i quali la parola famiglia corrisponde a forme storicamente e legalmente determinate», alcune forzature in materia di unioni di fatto e di famiglie gay sono «provocazioni». Forzature, ha detto, non solo a quello che è un dettato costituzionale, ma anche verso «un sentimento radicato nelle coscienze di milioni di cittadini».

Il premier insomma, in piena campagna elettorale per le Europee, sta bene attento alle sensibilità dei cattolici e di quanti tengono a tutelare la famiglia tradizionale. Ma non intende neppure discriminare gli omosessuali. Così distingue tra le garanzie economiche per le coppie di fatto, anche gay, che devono potersi «tutelare l’un l’altro» e la sfera che tocca «i diritti degli altri», ossia la possibilità di adottare bambini.

«È provocatorio - spiega D'Alema - definire una unione gay una famiglia. Lasciamo che la famiglia sia quella definita storicamente e legalmente. Nello stesso tempo - aggiunge - penso che non sia giusto che persone unite da un rapporto di convivenza non possano scambiarsi alcune tutele, come per esempio poter concorrere ad avere un alloggio popolare se non hanno un reddito sufficiente». E per questo, il presidente del Consiglio propone di stabilire un criterio di registrazione delle coppie atipiche. Ma puntualizza: «Io ho una certa cautela su alcuni di questi diritti, che toccano i diritti di altri, come nel caso delle adozioni». Una posizione questa, che certo susciterà perplessità, non solo tra le associazione degli omosessuali, come l’Arci Gay, che già si è espressa contro lo status di «coppia atipica», ma anche tra i Ds, tra i quali alcune donne della sinistra interna, guidate da Gloria Buffo, hanno già manifestato perplessità sulla definizione delle coppie di fatto, sulla fecondazione assistita e sulla possibilità per i single e per i conviventi di adottare un figlio.

R.Pol.


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