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| FANO – REGISTRO UNIONI CIVILI, I VERDI CONTRO L'INTERVENTO CENSORIO DEL MINISTERO DEGLI INTERNI |
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| INTERROGAZIONE DI PIERONI (CAPOGRUPPO AL SENATO DEI VERDI) AL MINISTRO DELL’INTERNO |
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| Mercoledì 09 Giugno 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Dopo l’iniziativa della scorsa settimana di Verdi e Arcigay, anche il capogruppo dei Verdi al Senato Maurizio Pieroni interviene a sostegno del registro delle unioni civili, per la cui istituzione il Consiglio Comunale di Fano ha approvato lo scorso novembre un’apposita mozione. Il senatore ha presentato un’interrogazione al ministro Jervolino, in cui chiede spiegazioni sia dell’atteggiamento del prefetto di Pesaro e Urbino, sia delle note che partono dal ministero dell’Interno in merito alla registrazione delle unioni civili, iniziativa peraltro intrapresa da diversi Comuni in tutta Italia.
“Quello del prefetto di Pesaro e Urbino, che scrive al sindaco che Consiglio Comunale e Giunta non sono legittimati a introdurre modifiche alla gestione dei servizi, è un atteggiamento di indebita ingerenza, tanto più grave in un momento in cui, tra ostacoli e incrostazioni del passato, si sta comunque andando al rafforzamento delle autonomie locali e verso il federalismo. E’ anche un cieco tentativo di opporsi all’esistenza delle coppie di fatto, contestando un’iniziativa che pesa molto più per il suo significato simbolico che non per gli “ingiustificati oneri finanziari” di cui scrive il prefetto al sindaco di Fano.
“Ma sono ancora più preoccupato – continua Pieroni – per le note che partono dal ministero dell’Interno, in particolare dal Direttore centrale delle Autonomie della Direzione generale dell’Amministrazione civile. E’ una lettera di questo dirigente, che poi fa riferimento ad altre note inviate, che consente al prefetto di scrivere al sindaco una sorta di diffida a istituire il registro delle unioni civili. Al ministro Jervolino ho chiesto dunque spiegazioni su queste note che circolano tra ministero e prefetture, e quali sanzioni abbia intenzione di adottare nei confronti del Direttore centrale delle Autonomie e del prefetto di Pesaro e Urbino”.
Roma, 8 giugno 1999
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Ministro dell’Interno
Premesso:
- che il Consiglio Comunale di Fano (Pesaro) approvava il 17 novembre 1998 una mozione che impegna la Giunta Comunale, “per il pieno sviluppo della persona umana e nell’ambito dei principi dell’ordinamento giuridico” a istituire “al più presto, presso un apposito ufficio, un registro (elenco) delle Unioni Civili tra gli aventi dimora nel territorio comunale. Si precisa – recita il dispositivo della mozione – che il suddetto registro (elenco) non debba in alcun modo avere relazioni o interferenze con i registri anagrafici o di Stato Civile e serva solo a documentare l’esistenza in Fano di persone legate solamente da vincoli affettivi e di reciproca assistenza morale e materiale”;
- che in una nota a firma del Direttore centrale delle Autonomie – Direzione generale dell’Amministrazione civile – Ministero dell’Interno, datata Roma, 2 marzo 1999, prot. n. 09901273-15100-326, indirizzata al prefetto di Pesaro e Urbino, si legge:
“Oggetto: Comune di Fano – Approvazione di una mozione da parte del Consiglio Comunale per l’adozione del registro delle unioni civili.
In relazione alla nota in data 15.2.1999, concernente l’oggetto, si conferma l’orientamento espresso da questo Ufficio con la lettera del 25.1.1999 circa l’inopportunità di consentire l’adozione di un registro delle unioni civili. Alle argomentazioni esposte, fornite del resto anche in precedenza in risposta a quesiti analoghi, deve infatti aggiungersi che l’ordinamento vigente non prevede l’istituzione di un tale registro e che, anche volendo fare riferimento alla risoluzione A3-002894 del Parlamento Europeo sulla parità dei diritti per gli omosessuali nella comunità, che ha raccomandato agli Stati membri di consentire la registrazione di siffatte unioni, essa deve comunque trovare applicazione nella emanazione di una disciplina normativa da parte del Parlamento nazionale, che non risulta ancora adottata. Al momento non esiste, pertanto, alcun appiglio giuridico che consenta di dar corso alla mozione approvata dal Consiglio Comunale di Fano”;
- che in una nota del prefetto di Pesaro e Urbino, datata Pesaro, 25.3.1999, prot. 890 Sett.2 sez.2, indirizzata al sindaco del Comune di Fano, si legge:
“Oggetto: approvazione di una mozione da parte del Consiglio Comunale per l’adozione del registro delle unioni civili.
In relazione alla mozione approvata da codesto Consiglio Comunale il 17.11.1998 ed intesa ad impegnare la Giunta affinché sia istituito un registro delle unioni civili, il ministero dell’Interno con nota n. 09901273-1500-326 del 2 marzo ’99 ha rappresentato che la materia dell’anagrafe e dello stato civile rientra, ai sensi dell’art. 10 della legge 9.6.1990 n. 142, nelle competenze dello Stato. Ne consegue che il Consiglio Comunale e la Giunta non sono legittimati ad introdurre modifiche alla gestione dei servizi di cui è responsabile il Sindaco quale ufficiale di Governo. Anche volendo fare riferimento alla risoluzione del Parlamento Europeo sulla parità dei diritti degli omosessuali nella comunità, che ha raccomandato agli Stati membri di consentire la registrazione di siffatte unioni, essa deve comunque trovare applicazione nella emanazione di una disciplina normativa da parte del Parlamento nazionale. Peraltro, va, infine, rilevato che nella scheda relativa alla famiglia anagrafica vengono annotate tutte le convivenze e quindi l’iniziativa comporta per il Comune l’assunzione di ingiustificati oneri finanziari”;
per sapere:
- quale sia il contenuto della lettera del 25.1.99, a cui fa riferimento, come da premessa, il Direttore centrale delle Autonomie – Direzione Generale dell’Amministrazione Civile – Ministero dell’Interno, e a chi sia stata indirizzata;
- se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle note inviate dal suddetto Direttore centrale circa l’inopportunità di consentire l’adozione di un registro delle unioni civili, iniziativa peraltro quest’ultima intrapresa da diversi Comuni in tutta Italia;
- data l’evidenza del fatto che è stato il prefetto di Pesaro e Urbino a rivolgersi al suddetto Direttore centrale delle Autonomie, perché il citato prefetto abbia ritenuto di interpellare il ministero dell’Interno in merito alla mozione approvata dal Consiglio Comunale, non considerando, tra l’altro, che oggi il sindaco non giura più nelle mani del prefetto e che il prefetto non ha alcun titolo per intervenire nelle scelte dell’Amministrazione comunale;
- se l’atteggiamento di indebita ingerenza del prefetto di Pesaro e Urbino in merito all’adozione del registro delle unioni civili da parte di un Comune, sia un atteggiamento diffuso tra i prefetti italiani e se sia indotto da circolari o note del ministero dell’Interno;
- quali sanzioni il Ministro in indirizzo intenda adottare nei confronti del Direttore centrale delle Autonomie - Direzione Generale dell’Amministrazione Civile – Ministero dell’Interno, e nei confronti del prefetto di Pesaro e Urbino.
MAURIZIO PIERONI
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