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| ARCIGAY Toscana contro la giunta di Arezzo che vuole cancellare il registro delle famiglie di fatto |
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| Pubblichiamo il comunicato stampa dell'associazione toscana |
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| Venerdì 09 Luglio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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ARCIGAY TOSCANA Coordinamento Regionale
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comunicato stampa
Comune di Arezzo: "Aboliamo il Registro delle Unioni Civili". Il primo atto della neoeletta Giunta di Centrodestra cancella la più importante conquista
democratica in materia di diritti civili e libertà individuali. La riprovazione di Arcigay Toscana.
Il primo passo della nuova Giunta di Centrodestra al Comune di Arezzo, sarà
un passo indietro.
Neanche si è insediata, ancora, e la destra più retrograda ed illiberale ha
già tirato fuori il peggio del proprio armamentario ideologico, attivandosi
per interrompere il percorso di crescita civile della città aretina.
Proprio adesso che la prima coppia etero si era iscritta nell'apposito
elenco, la cui valenza purtroppo è ancora poco più che simbolica, la
forzista Rossella Angiolini Soldini, questa volta nella veste di Assessore
alle Politiche sociali, riparte in quarta con una nuova crociata personale
di stampo familista, che offende ed umilia migliaia di persone: tutti quei
nuclei familiari cioè che hanno fatto scelte diverse dalla dottrina
cattolica.
-Speriamo che nessuno dei figli, dei nipoti o dei parenti della Angiolini
sia gay, sennò poveri loro-.
Le parole di odio e di discriminazione, che certi politici lanciano
incoscientemente, daranno forse loro un po' di fama e notorietà in più, ma è
una fama sporca di sangue. Perché il loro intollerante integralismo i gay e
le lesbiche l'hanno già scontato sulla propria pelle con le violenze, i
pestaggi, le derisioni, le espulsioni dalle scuole e dal lavoro, con gli
omicidi, con i suicidi......
Neanche due settimane fa un ragazzo gay della provincia di Firenze si è
tolto la vita, perché non accettato in famiglia. E la colpa è anche di gente
come la Angiolini.
Arcigay non lascerà correre su tutto questo. Se sarà necessario
organizzeremo sit-in e manifestazioni di protesta. Siamo pronti a farlo
adesso ad Arezzo, come a maggio lo abbiamo fatto a Como, dove 10mila persone
sono scese in piazza per protesta contro le dichiarazioni razziste e
reazionarie dell'omofobo vescovo Maggiolini.
L'istituto delle unioni civili non intacca il matrimonio; la sua ragione
risiede nel tutelate tutte quelle coppie e quei nuclei familiari che
altrimenti per lo Stato non solo non avrebbero nessun diritto, ma neanche
esisterebbero. Rispettiamo profondamente la sensibilità religiosa dei
cattolici, ma con uguale forza chiediamo rispetto per tutti coloro che in
essa non si riconoscono.
La realtà è ormai profondamente mutata rispetto allo schema del vincolo
matrimoniale tradizionale.
Ed è giusto che le leggi si adeguino ad essa, tutelando i valori umani,
affettivi e patrimoniali delle coppie. Rinnegare questo dato di fatto
significa compiere un vero e proprio atto di violenza.
La stessa Destra europea, ma anche quella fuori della Toscana, è molto più
liberale ed aperta alle istanze civili, e tant'è che, ad esempio in Francia,
ha proposto una legge sulle convivenze anche gay, non certamente avanzata
quanto quella delle sinistre, ma molto di più di quanto non lo sia un
registro delle unioni civili comunale.
Che si sia voluto immolare ad Arezzo i gay e le lesbiche sull'altare della
cieca lotta politica contro la sinistra?!
Ad Arezzo c'è un'ampia maggioranza della popolazione consapevole e
progressista che incomincia adesso a sentirsi defraudata del risultato di
una fondamentale battaglia di civiltà.
E' un segnale proprio brutto questo. Ci auguriamo, come è giusto che sia,
che le parole dell'assessore Angiolini non abbiano alcun seguito.
Giacomo Andrei (0348/7232426)
Coordinatore Regionale Arcigay Toscana
Siena, 09.07.99.
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