HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
“Coppie di fatto, è quasi divorzio”
“Coppie di fatto, è quasi divorzio”
La ministra Bellillo insorge. Amato media, la Toia minimizza. Diliberto: «Il vertice di martedì dovrà dire sì alla legge» Da Il Manifesto di sabato 23 settembre 2000
Sabato 23 Settembre 2000
di Gay.it
in Vita di coppia

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia


MICAELA Bongi “Ha parlato di un fatto che ritengo molto grave». La ministra per le pari opportunità, Katia Bellillo, è piuttosto scossa, dopo aver terminato il suo intervento in consiglio dei ministri. Nell'ordine del giorno della riunione di ieri il suo ddI sui patti di convivenza non c'era. Sparito come per incanto. Anzi, grazie allo stop imposto mercoledì scorso, in preconsiglio, dal ministero per i rapporti con il parlamento guidato da Patrizia Toia, Ppi. « Un stop dato dai tecnici perché bisognava discuterne a livello politico», tengono a precisare ai rapporti con il parlamento, a proposito del caso scoppiato due giorni prima e che porterà il leader del Pdci a investire della questione il prossimo vertice di maggioranza. Bellillo comunque va dritta al punto: «Il ddI era stato concordato in sede tecnica dagli uffici competenti. Ma è stato bloccato con una richiesta di verifica nella maggioranza su questi temi, una simile richiesta non si era mai verificata», protesta. Mercoledì scorso, riferendo del «veto» deciso dalla collega Toia, aveva promesso battaglia per far approvare quel ddI che rappresenta solo un passo neppure esplicito verso il riconoscimento delle coppie di fatto, ma comunque un passo sempre troppo lungo per i custodi del sacro vincolo matrimoniale che, tra le righe di quel provvedimento, che pure non fa nessun riferimento alla natura del legame tra i conviventi, leggono anche, evidentemente: coppie omosessuali. «Vogliamo dare validità agli accordi privati con cui persone adulte possono regolare i loro affari privati: come pagare la casa quando si sta insieme o come mantenersi dopo che ci si separa, alcune decisioni in materia di salute», ribatte dunque Bellillo di fronte ai ministri, illustrando punto per punto quel testo che concederebbe ai cittadini i «privilegi» che già hanno «deputati e senatori». Insomma, nessun registro pubblico di conviventi o riconoscimento delle coppie di fatto. Con la ministra comunista, mercoledì, era sceso sul piede di guerra, contro «l'integralismo» e la sudditanza dei partiti del centrosinistra nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche, anche il vertice del Pdci, schierato davanti palazzo Chigi per una imprevista conferenza stampa. «Martedì al vertice dei segretari porrò la questione in modo dirimente, in termini programmatici. E' ora che se ne prenda atto», denunciava ancora ieri, da Gargonza, il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto. Il caso «convivenze» ricadrà dunque in quel vertice deputato a affrontare la que stione del «percorso» verso la candidatura del premier che già ha messo in fibrillazione il centrosinistra. Convitati di pietra, il sindaco Rutelli, che aspira anche a guidare anche il centro bianco﷓margherita e che già ha fatto molto in nome della convivenza Campidoglio﷓Cupolone, e l'attuale premier Giuliano Amato, quello del «purtroppo c'è la costituzione» a proposito di gaypride. Ma durante il consiglio Arnato avrebbe invece invitato i ministri a stemperare il clima sulla questione delle convivenze, a lavorare in questa direzione, mostrandosi molto ben disposto nei confronti di quel ddl nel quale non ravviserebbe nulla di clamoroso. La stessa ministra per i rapporti con il parlamento, Patrizia Toia, nel corso della riunione, complice probabilmente la necessità di non alzare la temperatura del dibattito politico, ingaggia la marcia indietro, cercando di ridimensionare i termini della vicenda. Ma il problema non riguarda solo i centristi della coalizione. Per ottenere la firma del guardasigilli Piero Fassino sul ddI ereditato dalla precedente ministra delle pari opportunità, Laura balbo, Katia Bellillo ha dovuto sudare non poco. L'ufficio legislativo del ministero della giustizia lo ha pesato fin nelle virgole. E grazie a un analogo lavoro di fino delle pari opportunità, con la collaborazione di uffici legislativi anche di altri paesi, alla fine la firma è arrivata. Come è arrivata, però, nella riunione di ieri pomeriggio, anche una significativa quanto infelice frase di Fassino, rivolta alla collega Bellillo: «Certo, anche tu, che te ne esci con gli omosessuali...». E resta il fatto che fino a ieri ﷓ e ieri grazie a un fuori programma ﷓ in consiglio dei ministri di quel ddl sui «patti di convivenza» non si era ancora potuto parlare.

Questo articolo ha ricevuto 117 visite.



Articoli correlati...

3 italiani su 4 ritengono che sul luogo di lavoro essere omosessuali è uno svantaggio Primo piano
Sabato 26 Maggio 2012
3 italiani su 4 ritengono che sul luogo di lavoro essere omosessuali è uno svantaggio
È ciò che pensa il 75% delle persone intervistate dal sociologo Raffaele Lelleri e dal docente dell'Università di Bologna Luca Pierantoni, in uno studio voluto dal Pride nazionale
di Lettera43
Eurovision 2012: stasera dalle 21:00 in diretta su Rai2 il Gran Finale Spettacoli
Sabato 26 Maggio 2012
Eurovision 2012: stasera dalle 21:00 in diretta su Rai2 il Gran Finale
26 paesi in gara, 1 solo vincitore. I favoriti sono Svezia, Serbia, Russia, Spagna e Italia (nella foto Nina Zilli nella Generale). I video dei brani in ordine di uscita (video)
di La redazione - Daniel N. Casagrande
Bologna: la sfida di Simonetta, vigilessa gay: «Colleghi, fate outing» Primo piano
Sabato 26 Maggio 2012
Bologna: la sfida di Simonetta, vigilessa gay: «Colleghi, fate outing»
La 39enne è presidente di Polis, associazione LGBT: «Chi porta la divisa ha ancora paura». Polis nasce nel 2005, ma gli iscritti sono solo 56 a fronte di oltre 200 contatti
di Corriere.it
Balcani: Amnesty, discriminazioni contro minoranze, rom ed omosessuali Primo piano
Venerdì 25 Maggio 2012
Balcani: Amnesty, discriminazioni contro minoranze, rom ed omosessuali
Dalla Bosnia al Kosovo, dalla Serbia alla Croazia al Montengro. A preoccupare sono anche i maltrattamenti della polizia in molte carceri albanesi
di Ansa



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI