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| Delibera delle Famiglie di Fatto: anche Cervignano approva. |
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| Pubblichiamo la rassegna stampa |
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| Mercoledì 01 Settembre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Messaggero Veneto
Sabato 28 Agosto '99
BASSO FRIULI/CRONACHE
Quel "registro" non piace
La delibera comunale sulle coppie di fatto anima il dibattito
Cervignano - L'approvazione della delibera comunale volta a istituire un registro per le "coppie di fatto , legittimando cosi l'unione civile che è stata definita "impropria", ha suscitato la reazione di numerosi cittadini.
La comunità cervignanese si è mostrata divisa sull'argomento e le proteste, in alcuni casi, sono state dure. Anzi, durissime. Insomma, la maggioranza dei cittadini pare non abbia gradito la decisione presa dal consiglio comunale e ha puntato l'indice contro il sindaco Mauro Travanut, reo di aver perorato una causa immorale.
«Il registro in questione non servirà a niente - commenta Paolo Fabrissin, 39 anni -: se due persone decidono di convivere non sarà il registro ad aiutarle a prendere questa decisione». Per Virgilio Caffarelli, 59 anni, registro o no chi desidererà convivere con un'altra persona è e sarà libero di farlo. «In qualche modo - commenta Caffarelli - la delibera in questione mirava a legittimare l'unione omosessuale. Con l'approvazione di tale delibera il Consiglio comunale ha raggiunto lo scopo. Non era il caso istituire il registro». Un cervignanese che ha chiesto di non palesare il suo nome ha risposto così alla decisione consiliare: «Mi meraviglio che in un'amministrazione dove è rappresentato il Partito popolare succedano queste cose». Un "montante destro" probabilmente indirizzato all assessore Gino Zampar, il quale, suo malgrado forse, pur militando nelle file della maggioranza, ha votato contro. Secondo Marco Benes, 29 anni, un cattolico non approverà mai l'iniziativa comunale. «Una decisione assurda - afferma Benes -: una questione puramente politica che Travanut ha tirato fuori dal cilindro per legittimare non le "coppie di fatto", ma le unioni omosessuali». Il 55enne Dario Aita, invece, è stato lapidario: «E' un argomento che non mi interessa: la moralità è una sola. Si è desiderato uscire dai binari». Non la pensa allo stesso modo Sabrina Lucchini, 26 anni, la quale ha osservato che non digerisce le discriminazioni. «Il Consiglio comunale ha fatto bene a istituire il registro per le "coppie di fatto" - aggiunge la ragazza -: è giusto e sacrosanto che ognuno di noi faccia ciò che desidera. Importante è che non si disturbi gli altri. Sono per la parità dei diritti». Da Sabrina Lucchini all'amica Antonella Iob, 31 anni: «Il Consiglio ha legalizzato la "unioni di fatto" che c'erano e ci saranno sempre. Non condivido l'unione omosessuale, ma alla base di tutto resto della convinzione che ognuno possa fare ciò che desidera». Cervignano, dunque, si è spaccata sull'argomento: non sapremo mai con chi si è schierata la maggioranza reale dei cervignanesi, ma una cosa è certa: le polemiche sulla questione non si esauriranno in un giorno. I cattolici del paese, come è stato già detto, non approveranno mai la decisione del primo cittadino e dei suoi collaboratori. L'esponente politico della maggioranza che ha promosso e si e battuto più "ardentemente" per far approvare la delibera in questione è stata Elisabetta Matassi, perché, secondo lei, il Parlamento prima o poi dovrà legiferare in materia di "coppie di fatto" e a chi sarà iscritto nel registro dovrebbero essere concesse agevolazioni importanti. L'intervento del consigliere Matassi non ha convinto tutti, ma la delibera, come abbiamo detto, è stata approvata e da ieri è esecutiva.IL GAZZETTINO
Sabato 28 Agosto '99 - Friuli
Coppie di fatto, unioni ufficiali
Un lungo dibattito, 12 voti favorevoli e 8 contrari: il Comune dice "sì" al registro
Cervignano - Con 12 voti a favore e 8 contrari il consiglio comunale di Cervignano, secondo in regione, ha istituito nella notte del 26 agosto il registro per le unioni civili, meglio conosciute con il nome di "coppie di fatto". Ciò significa che tutte le coppie coabitanti nel comune da almeno un anno, legate solo da vincoli affettivi o di reciproca assistenza morale e/o materiale, se lo vorranno potranno acquistare con l'iscrizione al registro una sorta di "status personale" che implica esclusivamente effetto di "pubblicità". L'oggetto in questione è passato in consiglio solo dopo più due ore di acceso dibattito fra maggioranza e minoranza (nettamente contraria), ma anche questo, secondo l'opinione dei sostenitori, è stato un risultato. Infatti, più che a forti esigenze e richieste di coppie di fatto del comune della Bassa, come invece è accaduto in altri comuni come Pisa, Bologna e Firenze, Travanut ha parlato di "grimaldello filosofico" per aprire una breccia sul muro dell'intolleranza, della violenza stessa del non voler riconoscere ciò che in realtà esiste.
Gli ha fatto eco poi la consigliera Elisabetta Matassi citando diverse casistiche: «personalmente - ha detto - conosco due coppie cervignanesi di vedovi anziani che non hanno intenzione, alla loro età di risposarsi, ma che hanno scelto di convivere. Ci sono poi casi in cui anziani per anni convivono e vengono assistiti da persone più giovani. Situazioni nelle quali i problemi nascono ad esempio al momento dei lasciti testamentari o della pensione di reversibilità. Per non parlare delle giovani coppie, etero od omosessuali, che vorrebbero accedere alle graduatorie per le case popolari. Con il registro si vuole solo riconoscere ciò che esiste nella realtà. Quando verrà approvato uno dei sei disegni di legge al Parlamento, e solo allora si parlerà di tutela di questi status». Pronta la critica di Mauro Di Giorgio (An) : «Chi vuole regolarizzare la propria posizione può scegliere il matrimonio, accettandone gli obblighi e i diritti. Chi non lo vuole non accetta questi obblighi e allora non ha nemmeno i diritti. Inoltre con l'iscrizione, "ai fini e scopi che l'amministrazione ritiene meritevoli di tutela" così come da dispositivo, si creerebbe una discriminazione nei confronti dei non iscritti».
Così Alberto Rigotto (Fi): «Il registro non serve a nulla. C'è una volontà da parte di una certa sinistra di far passare per i comuni ciò che non hanno il coraggio di presentare in Parlamento». Rincara il tiro Angelo Sandri (Dc): «L'amministrazione Travanut cerca di traslare l'attenzione dell'opinione pubblica a questo argomento secondario per far dimenticare i suoi fallimenti, vedi fondi Obiettivo2 persi, Molin di Ponte...». L'argomento è stato inoltre definito "preoccupante libertinismo alla Bonino" da Gianfranco Nannetti (Ppi) e "registrino" da Pizzull (Fi) . L'opposizione ha infine raccolto il voto dell'assessore Gino Zampar il quale ha fatto appello, per il suo voto contrario, alla libertà di coscienza su questi temi non amministrativi. Su richiesta della minoranza il dispositivo adottato dalla maggioranza del consiglio sarà sottoposto al controllo di legittimità del Coreco.
Cinzia Del Frate
LA TESTIMONIANZA
Allontanata dai vicini
Cervignano - Come hanno accolto la novità le coppie di fatto? Lei ha 24 anni, studentessa universitaria, biondina e longilinea, oggi single ma che fino a poco tempo compagna di una ragazza: una di quelle coppie del paese reale che Travanut vuole togliere dalla clandestinità per farle entrare nel mondo dei diritti civili acquisiti.
- Ti saresti iscritta al registro?
«Sì, più che altro per un atto dimostrativo. Penso sia un'iniziativa positiva, un passo in avanti, però rimane ancora un baratro fra lo stato attuale delle cose e come dovrebbero essere. Le persone dovrebbero dare importanza ai sentimenti e non alle istituzioni che li imbrigliano».
- Hai avuto problemi per la tua convivenza?
«L'ho sempre vissuta serenamente ma problemi ci sono stati. Ad esempio, per l'intolleranza dei vicini, ho dovuto cambiar casa. A Cervignano hanno persino fatto una riunione di condominio mettendomi nelle condizioni di cambiare casa. E capitato inoltre di aver problemi anche con persone giovani. Le persone della Bassa, rispetto altre parti d'Italia, sono ancora molto chiuse. E una questione di cultura. Queste iniziative sono positive perché favoriscono la sensibilizzazione delle persone all'omosessualità».
Felice per il risultato ottenuto si è dichiarato anche Alberto Baliello, presidente dell'Arcigay di Udine presente fra il pubblico al dibattito svoltosi in consiglio comunale a Cervignano. Così ha commentato, al termine del dibattito: «Il vostro si è dimostrato un comune democratico e liberale. Ho avuto un'ottima impressione dell'intero consiglio comunale. Di quelli a cui ho partecipato questo è stato il più civile».
C.D.F.
IL GAZZETTINO
Domenica 29 Agosto '99 - Friuli
Le coppie al Coreco
Cervignano - È destinata a continuare a lungo la polemica sul registro comunale delle coppie di fatto a Cervignano, primo comune in provincia di Udine a scegliere questa nuova via e uno dei pochi in Italia.
Angelo Sandri, consigliere comunale della Dc, rileva che la delibera non è immediatamente esecutiva: «Verrà affissa all'albo pretorio - dice Sandri - nei tempi previsti dalla legge e sarà suscettibile di eventuale opposizione da parte di coloro che ne rilevassero vizi. Inoltre rammento che è stata accettata dall'intero consiglio comunale la proposta che ho presentato, prima della sua approvazione, di sottoporre la delibera stessa al preventivo controllo di legittimità da parte del Comitato regionale di controllo».
Segue, nella nota, un po' di ironia sul provvedimento: «Ribadisco la raccomandazione alla nostra amministrazione comunale di potenziare, nella circostanza, il comparto anagrafe, onde poter meglio affrontare l'enorme mole di lavoro che graverà su questo settore, in base alla previsioni della giunta Travanut, che ci sono state presentate nel corso del recente dibattito consiliare inerente le coppie di fatto».
Insomma il provvedimento, proprio perché tocca più questioni di principio, non finisce di suscitare interventi appassionati.
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