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| Francia, PACS. Ma che fa la destra francese? Di Riccardo Gottardi |
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| Spaccata al suo interno, senza piu' una linea precisa, potrebbe addirittura decidere di sostenere i PACS. |
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| Giovedì 30 Settembre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Spaccata al suo interno, senza piu' una linea precisa, potrebbe addirittura decidere di sostenere i PACS. La domanda ricorre ormai non solo tra i giornalisti, ma anche tra gli stessi rappresentanti dei partiti della destra d'oltralpe. Infatti, dopo aver fatto un'opposizione sistematica ai PACS (PAtti Civili di Solidarieta`, l`equivalente delle Unioni Civili in Italia) arrivando all'ostruzionismo parlamentare, all`avvicinarsi delle prossime scadenze elettorali, si ritrova spaccata al suo interno, senza piu` l'appoggio della sua base elettorale, tanto che potrebbe addirittura cambiare idea sui PACS e non ostacolarne piu' l`approvazione definitiva al Senato, prevista per martedi` 12 ottobre.
I partiti della destra tradizionale (RPR, UDF e DL) hanno perso gli scorsi quattro appuntamenti elettorali e non possono permettersi ulteriori sconfitte nelle municipali e cantonali del 2001 e nelle legislative e presidenziali del 2002, da qui una riscoperta attenzione per le tendenze dei loro sostenitori e la caccia agli elettori degli altri partiti. Gia` un certo malessere si era notato ai tempi delle manifestazioni anti-PACS e del monologo fiume di Christine Boutin per bloccare i lavori in parlamento (che in quell'occasione guadagno` le prime pagine dei giornali perche` pianse per i rimproveri del capo del Governo, Lionel Jospin, al suo ostruzionismo); questa opposizione sistematica non era stata compresa dagli elettori.
Oggi ancor piu' sconvolgente per la destra risulta la spaccatura generazioanle all'interno dell`elettorato; da un sondaggio commissionato dal "Figaro Magazine" si evince che non solo ben i giovani elettori della destra sono contrari a leggi restrittive sull'immigrazione (legge Pasqua, uno dei cavalli di battaglia della "droite"), ma che non sono veramente ostili alle 35 ore e sono a favore di sindacati piu` forti, ma soprattutto che accettano pienamente il diritto alle differenze, tanto che ben il 59% e' favorevole ai PACS, contro il 76% degli anziani. E l'orientamento del voto dei giovani diventa cruciale per le prossime elezioni che si giocheranno sul filo del rasoio, in una lotta all'ultimo voto con una sinistra pronta a combattere per l'Eliseo.
Tanta e` diventata l`attenzione all'orientamento dell'elettorato che Nicolas Sarkosy, ha scelto un profilo basso, lasciando a qualcun altro la consolazione della piangente Boutin, ed annunciando che pur avendo qualcosa da dire, non e` il caso di riprendere l'ostruzionismo. Non si potranno presentare emendamenti, non previsti in questo momento dalla procedura parlamentare, ma sara' di certo presentata una mozione (in un intervento che non puo' essere piu' lungo di un quarto d'ora). Per dire cosa, pero'?
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