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| Famiglia. Al via indagine parlamentare. I risultati a marzo |
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| Nessun approfondimento sulle unioni civili |
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| Giovedì 03 Agosto 2006 |
| di Ansa |
| in Vita di coppia |
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ROMA, 2 AGO - Sei mesi per indagare sulla condizione sociale delle famiglie italiane: da settembre la Commissione affari sociali della Camera sarà impegnata a tracciare una fotografia di come vivono le persone nei nuclei familiari.
Punto di partenza sarà la questione demografica, ha spiegato il presidente della Commissione Mimmo Lucà in una conferenza stampa a Montecitorio, presenti anche le vicepresidenti Dorina Bianchi e Luisa Santolini.
I risultati sono attesi per marzo 2007. L'obiettivo è la messa a punto di provvedimenti legislativi adeguati e mirati. Non è previsto, in questa sede, un approfondimento sulle unioni di fatto.
La decisione di avviare un'indagine è stata presa all' unanimità dalla commissione, su spinta anche del programma di governo illustrato dal ministro Rosy Bindi: "il governo - ha detto Lucà - ha lanciato un segnale forte, anche con l'istituzione del ministero della famiglia. Questa potrebbe essere la legislazione di svolta".
Lucà ha ricordato che in Italia la spesa sociale per la famiglia è appena il 3,8% contro l',8,2% della media europea. "Sappiamo che l'universo famiglia - ha aggiunto il presidente - è investito da cambiamenti profondi ed accelerati. Non partiamo da alcuna valutazione pregiudiziale ma da un assunto fondamentale: le famiglie, nella loro pluralità, sono un soggetto vitale per il benessere delle persone. E' fuori discussione la centralità del soggetto famiglia come garanzia della coesione e dello sviluppo della società. Fra l'altro, è la famiglia che si fa carico di compiti impropri, spesso è ammortizzatore sociale. Per noi è importante - ha continuato Lucà - capire come sostenere il welfare della famiglia mentre si accentua il processo di invecchiamento".
L'indagine intende valutare anche l'impatto della legislazione vigente sulla vita della famiglia. Sono previste numerose audizioni; fra queste, l'Istat, gli istituti previdenziali, le associazioni, le rappresentanze delle istituzioni religiose (come la Cei e l'Unione delle comunità ebraiche italiane), le regioni, i sindacati e le imprese.
Secondo Bianchi (Dl), pensando alla famiglia il parlamento "vuole essere vicino a tutti. La nostra iniziativa - ha affermato - è un investimento sul futuro e soprattutto vogliamo cercare di individuare cosa è stato fatto di sbagliato". Santolini ha sottolineato la positività dell' iniziativa, soprattutto perchè assunta con un'intesa di fondo fra maggioranza ed opposizione. "Non vogliamo fare una fotografia del disagio - ha osservato - ma vedere anche gli aspetti positivi che esistono. La famiglia è ancora la spina dorsale del paese. Questa è una buona partenza. Speriamo di offrire al paese un'indagine intelligente e non ideologicamente collocata". (ANSA).
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