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| Bindi. Impegno bipartisan per la famiglia |
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| IN COMMISSIONE AFFARI SOCIALI NE' PALETTI NE' PREGIUDIZIALI |
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| Giovedì 03 Agosto 2006 |
| di Ansa |
| in Vita di coppia |
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ROMA, 2 ago - La famiglia ricompatta i poli. Sulle strategie politiche a sostegno della famiglia si delinea una collaborazione bipartisan.
Nessuna pregiudiziale nè paletti in Commissione affari sociali sulle politiche familiari che ha dato il via, all'unanimità, ad un'indagine sulle condizioni sociali delle famiglie italiane.
Uno spirito di collaborazione fra maggioranza ed opposizione "registrato" anche dal ministro Rosy Bindi che oggi ha concluso in commissione la presentazione del programma del suo dicastero.
L'apertura ad un "confronto sereno" parrebbe possibile anche sulla nodosa questione delle unioni civili.
Tanto che, dopo il dibattito nel merito del programma, il ministro Bindi ha potuto dire che va "valorizzata la possibilità di incontro" emersa sull'ex art. 29 e sul riconoscimento dei diritti delle persone che fanno parte delle unioni civili, ex art. 2 (associazione proposta dallo stesso ministro): "non dico - ha precisato - di aver registrato negli interventi un'unanimità ma una disponibilità, una possibilità di confronto in questa commissione. E' un punto di partenza che ci permetterà di lavorare. Il governo, su questo tema, prenderà l'iniziativa, come da programma di governo, ma è il parlamento la sede di confronto privilegiato. Credo si possa dire che si può superare l'ideologia e lavorare con serenità".
In generale, il ministro ha detto di "registrare sulle politiche familiari un'unità di impegno e di collaborazione fra maggioranza ed opposizione, fra governo e parlamento. Registro una convergenza importante: il riconoscimento della famiglia come valore laico, un bene di tutti, intorno al quale si può improntare un dibattito sereno senza per questo fare sconti alle differenze".
Le osservazioni più concrete segnalate dai parlamentari al ministro riguardano l'impegno economico necessario per avviare una nuova fase a sostegno della famiglia. Tuttavia, Bindi ha detto: "non sarei così pessimista. Nel Dpef c'è un'inversione di tendenza all'interno di una politica stabile. Non è un documento reticente". E tanto per cominciare la legge finanziaria, che varerà l'assegno per i figli, manderà dei "segnali precisi". Fra l'altro, il Dpef parla della legge sulla non autosufficienza, della rete di servizi per l'infanzia, delle politiche per la conciliazione dei tempi di lavoro-famiglia, della tutela della maternità. "Sono convinta - ha sottolineato Bindi - che dalla prossima finanziaria possiamo chiedere un impegno preciso su questi capitoli". (ANSA). Questo articolo ha ricevuto 206 visite.
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