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| SCENARI. Il matrimonio è morto. Nel nome dei figli |
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| E' proprio il cambiamento di destino della donna e del bambino a trasformare la società e a far nascere l’individualismo moderno. |
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| Martedì 18 Luglio 2006 |
| di Corriere della Sera |
| in Vita di coppia |
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La riflessione del sociologo francese Paul Yonnet sulla rivoluzione demografica e le sue ricadute culturali
Ogni bimbo diventa «unico» e nasce un nuovo soggetto sociale: l’adulto prematuro
Il problema demografico è oggi al centro del dibattito culturale nelle società occidentali: a causa del calo delle nascite, dovuto anche all’aumento della sterilità, che provoca un progressivo invecchiamento della popolazione, e soprattutto della crescente emigrazione dai Paesi del Terzo mondo. È un problema che influenza la nostra società e la nostra cultura in modo pesante: lo spiega il sociologo francese (e collaboratore di Marcel Gauchet) Paul Yonnet, che si fonda sull’analisi della rivoluzione demografica per tracciare un quadro complesso e critico dell’individualismo contemporaneo nel saggio Le recul de la mort (Gallimard, pp. 517, 25). Con un punto di vista originale e nuovo: così il problema dell’allungamento della vita umana - e in particolare quella vera e propria rivoluzione nella vita delle donne e dei bambini segnata dalla fine della mortalità infantile e della morte per parto delle donne - è studiato in rapporto con le vicende economiche e sociali dei Paesi in cui si verifica (ormai in tutto il mondo) e con gli effetti culturali determinati dai cambiamenti demografici. Si tratta infatti di una «rivoluzione unica nella storia dell’umanità», che ha cambiato totalmente la struttura familiare e la costruzione dell’identità degli individui: soprattutto delle donne e dei giovani, che hanno beneficiato più degli uomini del progresso della medicina. Ed è proprio il cambiamento di destino della donna e del bambino a trasformare la società e a far nascere l’individualismo moderno. In Occidente è stato il matrimonio il luogo dove si è realizzata la via principale di uscita dal sistema di alta fecondità che ha caratterizzato tutte le società premoderne; ma oggi, quando in molte parti del mondo l’indice di fecondità è al di sotto dei numeri che sarebbero necessari al rimpiazzo delle generazioni, il cambiamento demografico non ha più bisogno della protesi del matrimonio e della maschera del perbenismo sociale, e ha invece aperto le porte a una società in cui la libertà sessuale è divenuta un diritto indiscutibile. La morale tuttavia non scompare, ma piuttosto si riforma intorno al criterio di autenticità del legame.
Primo e fondamentale frutto del cambiamento è il passaggio dal «figlio del rapporto sessuale» a quello del «figlio del desiderio di figlio», che non potrebbe esistere senza l’affermazione del diritto alla contraccezione e all’aborto: non può esserci il bambino desiderato, sottolinea Yonnet, se non c’è il bambino rifiutato. E quindi, dal momento che il figlio non è più normalmente frutto del desiderio sessuale di una coppia di genitori, le relazioni sessuali hanno luogo indipendentemente da questo progetto. Di qui nasce - oltre al «desiderio di figlio» al di fuori di una istituzione che lo autorizza, cioè la famiglia - anche «il diritto all’omogenitorialità, che, dissociando del tutto l’atto di riproduzione dalla sessualità, realizza e incarna l’ideale del desiderio di figlio moderno, disincarnato dal sesso». Di conseguenza cambia totalmente anche il processo educativo: ogni bambino vede esaltato in sé l’essere unico che egli cela, testimonianza del desiderio unico e specifico di cui è il frutto. Opporsi ai desideri dei figli può allora far pensare che essi non siano stati desiderati, e nessun genitore infatti ha più il coraggio di farlo. Scomparsa l’umiltà («è la fierezza di esistere che domina i comportamenti»), i bambini desiderati e «unici» sono allevati in completa autonomia fin da piccolissimi e possono fare quel che vogliono senza dipendere da una costrizione esterna, a conferma che sono stati concepiti senza altri fini che essere se stessi: «È la prima volta nella storia delle società che i responsabili educativi sono di fronte a una religione di formazione che, in senso stretto, pretende di ordinare agli allievi di diventare precocemente una sorta di emettitori liberi della norma».
I bambini devono diventare autonomi subito, dimostrare la loro individualità: persino la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino è frutto di questa ossessione dell’autonomia, che significa in sostanza il rifiuto dell’infanzia: «Il bebè è una persona» è la formula di grande successo della psicologa Françoise Dolto. Yonnet spiega con questa creazione di «adulti prematuri» l’alta percentuale di suicidi fra gli adolescenti e, più in generale, l’infelicità che affligge i figli desiderati. L’individuo moderno è fragile perché, nato dal desiderio degli altri, non può vivere senza questa riaffermazione permanente. Una analisi sui serial killer, fenomeno specifico della modernità, ha mostrato che essi sono frutto di gravidanze non volute, e sembra quindi che facciano pagare alle vittime la mancanza di desiderio di cui si sentono oggetto.
Il desiderio di figlio dei padri è una rivoluzione nella rivoluzione: non basta, come prima, sapersi padre, ma conta esserlo davvero. La realizzazione di questo desiderio entra però in competizione con la riduzione del patto matrimoniale a un semplice consenso sessuale e amoroso che va molto facilmente in crisi: come si vede dai padri rifiutati, poi spesso assassini o suicidi.
Si tratta quindi di una trasformazione così profonda della nostra cultura che arriva a coinvolgere la concezione tradizionale di essere umano, nonché i rapporti primari fra genitori e figli. Insomma, si tratta di temi inquietanti, sui quali però non molti vogliono riflettere. Quando qualcuno - come ora Yonnet - lo fa, ci accorgiamo però che sono questioni davvero rilevanti, addirittura i fondamenti della nostra cultura, che meritano grande attenzione e consapevolezza. E per questo sono da riproporre a una società che tende a considerarle sempre e soltanto come trasformazioni scontate, sicuramente positive.
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