 |
| REGIONI: LOMBARDIA; AIUTI A FAMIGLIA, NO A DIVORZIATI E GAY |
 |
| Contestata dal CIG ARCIGAY di Milano la legge della Regione Lombardia sulla famiglia che esclude le coppie di fatto |
 |
| Mercoledì 13 Ottobre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
|
 |
|
MILANO, 13 OTT - La Regione Lombardia si appresta a varare consistenti aiuti alle famiglie, ma esclude i divorziati
che si sono risposati, le coppie di fatto, i genitori sposati che vivono da soli con i figli, e i gay. Lo denunciano i gruppi di centrosinistra nel Consiglio regionale, dove oggi comincera' la discussione sul progetto di legge 'politiche regionali per la famiglia' predisposto dal Polo. ''Speriamo che la presunta laicita' di Forza Italia possa
correggere il progetto - affermano Ds, Socialisti democratici, Verdi e parte del gruppo misto - anche perche' i fondi per questa impostazione discriminatoria verrebbero presi da settori vitali per l' assistenza ai piu' deboli''. Nettamente contraria anche Rifondazione comunista (in Lombardia - dice - le famiglie tradizionali sono solo il 42,9% del totale) e l' Arcigay, che non vuole ''condividere la norma eterosessista della Chiesa
cattolica''. ''In particolare questo disegno di legge - dice il centro di iniziativa omosessuale - contiene un progetto
culturale mirato a colpire le minoranze''. Il testo che sara' discusso dal consiglio, conclude l' Arcigay, parla di promozione di ''stili di vita positivi ispirati alla stabilita' familiare: questo e' inaccettabile per un' amministrazione pubblica''. La Lega e' concorde sul progetto ma ''con riserva'', soprattutto perche' l' attribuzione delle risorse finanziarie viene rinviata a una prossima variazione di bilancio.
Questo articolo ha ricevuto 193 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|