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| FRANCIA: PACS; OSSERVATORE ROMANO, SFIDA ALLA RAGIONE E DIGNITA' DELLA PERSONA |
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| pUBBLICHIAMO LE AGENZIE DI STAMPA DI GIOVEDI' 14 OTTOBRE SULLE REAZIONI ALL'APPROVAZIONE IN FRANCIA DEL PACS |
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| Giovedì 14 Ottobre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 14 OTT - Una ''sfida temeraria contro la ragione, il buon senso, la dignita' della persona e della famiglia'' e' per l'Osservatore romano la legge francese, approvata ieri, che legittima le coppie di fatto, anche omosessuali. Il duro giudizio del giornale vaticano e' affidato al teologo moralista padre Gino Concetti, secondo il quale il testo della legge suscita ''gravi e fondate riserve sotto il profilo giuridico'' ed e' ''inaccettabile sotto il profilo morale cristiano''. Concetti condanna in particolare l'argomento che lo Stato
debba regolare situazioni di fatto come quelle delle coppie. ''Il legislatore - scrive - non puo' attribuire valore legale a situazioni particolari, non avendo queste una base giuridica. Se il metodo tendesse a universalizzarsi lo Stato sarebbe costretto a legalizzare pretese si un numero imprecisato di cittadini che rivendicano per le loro situazioni particolari una forma di legalita'''. E tra queste elenca lo ''scambio di coppia fra partner diversi'' e le ''associazioni che rivendicano con forza l'eutanasia o la liberalizzazione della droga''. ''Lo Stato che apra il suo ordinamento giuridico alla permissivita' in un versante - si chiede Concetti - come potra' negarla in un altro?''.
COPPIE DI FATTO. RONCONI (CCD): MA L'ITALIA NON E' LA FRANCIA=
(DIRE)- ROMA- "I VERDI SAPPIANO CHE L'ITALIA NON E' LA FRANCIA, CHE IL NOSTRO PARLAMENTO HA ANCORA, PER FORTUNA, SENSIBILITA' DIVERSE DA QUELLE DELL'ASSEMBLEA FRANCESE". ECCO PERCHE', SPIEGA
IL SENATORE DEL CCD, MAURIZIO RONCONI, CONTESTANDO L'INIZIATIVA DEI VERDI DI PRESENTARE UN PROGETTO DI LEGGE SUI DIRITTI DELLE COPPIE DI FATTO, "NON PASSERA' MAI IN ITALIA UNA LEGGE CHE
EQUIPARI ALLE COPPIE OMOSESSUALI I DIRITTI DELLE FAMIGLIE TRADIZIONALI". NESSUNO, PREMETTE RONCONI, "HA INTENZIONE DI LIMITARE LE LIBERTA' ALTRUI, MA LO STATO DEVE SOSTENERE SOLO LE COPPIE ETEROSESSUALI CHE ABBIANO STABILITO UN CONTRATTO". E DUNQUE, INSISTE L'ESPONENTE DEL CCD, E' "DAVVERO INCREDIBILE CHE QUESTI VERDI CONTINUINO AD INTERESSARSI DI QUELLO CHE NATURALE NON E', MENTRE QUANDO SI TRATTA DI FAVORIRE AIUTI ALLE FAMIGLIE NATURALI LI TROVIAMO SULLA SPONDA OPPOSTA". PROBABILMENTE, IRONIZZA RONCONI, "ANCHE QUESTO E' UN SEGNO DI UNA IDENTITA' ORMAI SMARRITA".
COPPIE DI FATTO. PEDRIZZI (AN): NON SEGUIRE I CATTIVI ESEMPI=
(DIRE)- ROMA- "DALLA FRANCIA ARRIVA UN CATTIVO ESEMPIO DA NON SEGUIRE. MA CHI LO VORRA' SEGUIRE STIA PUR CERTO CHE TROVERA' LA FERMISSIMA OPPOSIZIONE DELLA DESTRA". CATEGORICO, IL
RESPONSABILE DELLE POLITICHE DELLA FAMIGLIA DI AN, RICCARDO PEDRIZZI, NEL CRITICARE L'APPROVAZIONE IN FRANCIA DELLA LEGGE CHE DA' UNO STATUTO LEGALE ALLA CONVIVENZA ETERO E OMOSESSUALE.
PER PEDRIZZI, CIOE', "QUELLO FRANCESE E' UN PROVVEDIMENTO CHE IGNORA LE STRUTTURE PSICHICHE DELLA SESSUALITA' UMANA E A PARTIRE DA QUALE TIPO DI UNIONE AFFETTIVO-SESSUALE LA SOCIETA'
PUO' COSTRUIRSI E DURARE NELLA STORIA". SI TRATTA INSOMMA, PER IL SENATORE DI ALLEANZA NAZIONALE, "DI UN'INIZIATIVA TALMENTE CARICA DI CONSEGUENZE PER LA SOCIETA', DAL MOMENTO CHE TOCCA LE SUE RADICI ANTROPOLOGICHE, DA OLTREPASSARE LA COMPETENZA DI UNA MAGGIORANZA PARLAMENTARE". SECONDO PEDRIZZI, INFATTI, "LA POSTA IN GIOCO PIU' GRAVE E' VEDERE LO STATO RINUNCIARE AD ESSERE IL GARANTE E IL PRODUTTORE DELLA RELAZIONE MATRIMONIALE, RICONOSCENDO UGUAL VALORE A TUTTE LE FORME D'ASSOCIAZIONE AFFETTIVA. QUESTA PROGRESSIVA DISSOCIALIZZAZIONE DELLA VITA AFFETTIVO-SESSUALE- CONCLUDE- E' DESTRUTTURANTE E DEMORALIZZANTE PER GLI INDIVIDUI CHE NON SANNO PIU' RICOLLEGARSI ALLA SOCIETA': LE NOSTRE SOCIETA' HANNO ABBANDONATO OGNI POLITICA DELLA FAMIGLIA".
SOCIETA': PER LE COPPIE DI FATTO ORA TOCCA ALL'ITALIA?/ANSA
(SERVIZIO DI GIOVANNI GRAZIANI)
(ANSA) - ROMA, 14 OTT - La Francia e' un modello di civilta', come affermano i progressisti, o un cattivo esempio da non seguire, come sostiene il quotidiano dei vescovi italiani? Il dibattito si apre dopo la legge approvata ieri dall'Assemblea nazionale di Parigi, che stabilisce l'estensione di alcuni diritti alle coppie (omo ed eterosessuali) che sottoscrivono il ''patto di solidarieta' civile'' (o, piu' in breve, Pacs). E
ora tocca all'Italia, hanno dichiarato subito esponenti dei movimenti gay, che issano il tricolore francese sui loro siti
Internet. ''Falsa solidarieta' in salsa francese'', commenta invece l'''Avvenire'', lasciando intendere quanto i vescovi
italiani considerino indigeribile la ricetta del governo Jospin. Ma la legge francese offre spunti di riflessione al di la' del riproporsi di schieramenti noti, perche' imposta la questione in termini diversi da quello del riconoscimento della famiglia di fatto o delle unioni omosessuali. Il Pacs tutela situazioni non coperte dal diritto di famiglia, senza
equipararle alla famiglia tradizionale (resta esclusa ad esempio l'adozione di figli) ma offrendo una serie di garanzie soprattutto sul piano economico. Una scelta a cui la Francia arriva dopo alcuni paesi dell'Europa del nord (Danimarca, Svezia e Olanda) e dopo che la Catalogna ha varato l'anno scorso una legge che riconosce alcune garanzie a situazioni di convivenza a vario titolo.Ora in lista d'attesa c'e' la Germania, dove le associazioni omosessuali ricordano al cancelliere Schroeder che una legge di questo tipo era nell'elenco delle promesse elettorali della Spd. In Italia, la situazione resta ferma ad una legislazione che non riconosce la convivenza, anche se qualche varco e' stato aperto dalla Corte Costituzionale (ad esempio nel caso di successione nell'affitto della casa di abitazione). Le proposte di legge in parlamento, presen riconoscimento della famiglia di fatto, per tutelare il partner economicamente piu' debole al momento della separazione o i minori che convivono con le coppie, ma senza prevedere alcuna istituzionalizzazione come ha fatto la legge francese. La Francia e' ora un esempio per Luciana Sbarbati, deputato del Pri e presentatrice di una delle proposte di legge, perche' il Pacs da' ''base giuridica a forme di convivenza che sono in aumento e vanno regolamentate laicamente'', anche se si e'
convinti che la crisi della famiglia tradizionale sia un male. Guarda alla Francia anche l'avvocato Tina Lagostena Bassi (ex deputato, eletta per Forza Italia), per la quale il Pacs ''e' un atto di grandissima civilta''' perche' non entra nella vita dei cittadini ma garantisce forme di tutela, soprattutto al momento della separazione o della morte del partner.
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