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| GAY: L'ARCIGAY SCRIVE A D'ALEMA, VOGLIAMO IL 'PACS' ANCHE IN ITALIA |
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| I gay italiani scrivono al presidente del Consiglio, Massimo d'Alema per chiedergli ''di farsi promotore della discussione sulle unioni civili nel nostro Parlamento'' |
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| Giovedì 14 Ottobre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Roma, 14 ott. - I gay italiani scrivono al presidente del Consiglio, Massimo d'Alema per chiedergli ''di farsi promotore della discussione sulle unioni civili nel nostro Parlamento''. All'indomani dell'approvazione da parte del Parlamento francese del 'Pacs' -un pacchetto di leggi che regola diritti e doveri dei conviventi sia eterosessuali che omosessuali- i vertici dell'Arcigay scendono in campo per chiedere sia a D'Alema che al
presidente della Camera, Luciano Violante di 'sbloccare' le proposte di legge che ''giacciono nei due rami del Parlamento dall'inizio della legislatura e che recano le firme di deputati e senatori di
diversi colori politici, da Rifondazione a Forza Italia''. ''A lei nella sua veste di capo del governo -si legge nella
lettera che il presidente dell'Arcigay ha inviato a Palazzo Chigi- rivolto a nome dell'associazione che rappresento e che da anni si
batte per i diritti delle persone omosessuali, una richiesta che va
nella direzione dell'unificazione civile dell'Europa. Non ignori
l'istanza di liberta' che si alza da una grande minoranza del paese e
faccia si' che il suo governo venga ricordato anche per il contributo
dato alla grande battaglia per le liberta' civili che e' il vero
segno identificativo della storia d'Europa''.
- Franco Grillini, presidente onorario
dell'Arcigay, lancia un appello, invece, al presidente della Camera,
Luciano Violante. ''Caro Violante facendo appello alla tua
sensibilita' di uomo di sinistra ti chiediamo di mettere all'ordine
del giorno alla Camera l'esame di tutti i disegni di legge sul
riconoscimento dei diritti delle coppie gay''.
''L'Italia deve prendere esempio dalla Francia -ha continuato-
perche' questa non e' una battaglia ideologica ma una battaglia per i
diritti umani. Nel nostro paese ci sono decine e decine di migliaia
di famiglie di fatto, sia omosessuali che eterosessuali, prive di
qualsiasi copertura giudirica e di garanzie su sacrosanti diritti
come l'eredita' dei beni nel convivente, l'accesso all'edilizia
pubblica convenzionata, la reversibiltia' pensionistica, i mutui
prima casa e il diritto-dovere di assistenza in caso di malattia''.
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