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| Grillini su Pacs e Rosy Bindi, buon avvio, ma il ministero si chiami col plurale “famiglie” |
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| Ha ragione Rosy Bindi quando afferma che le realtà familiari sono molteplici e che non le si può ignorare sul piano del diritto. |
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| Domenica 21 Maggio 2006 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Vita di coppia |
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Ha ragione Rosy Bindi quando afferma che le realtà familiari sono molteplici e che non le si può ignorare sul piano del diritto. Ha ragione anche quando afferma che i diritti da riconoscere alle coppie di fatto, comprese quelle omosessuali, non possono essere solo di carattere privatistico (riguardanti cioè solo la gestione del patrimonio e dei beni mobili e immobili all’interno della coppia), ma devono anche riguardare i diritti, “pubblicistici” relativi i rapporti con “terzi” cioè gli enti pubblici: enti locali, INPS, tribunali, enti gestori delle case popolari, ecc. Ciò significa riconoscere diritti alle coppie di fatto quali la pensione di reversibilità, l’eredità dei beni del convivente, il diritto di rimanere nella casa in cui si è vissuto per tanto tempo in seguito alla morte del convivente, il diritto di accesso all’ospedale dove è ricoverato il compagno o la compagna.
Si tratta a ben vedere di diritti umani elementari che in nulla e per nulla possono essere messi in contrasto con i diritti della famiglia tradizionale. Non a caso nel resto dei Paesi europei le legislazioni che estendono i diritti a tutte le coppie di fatto sono in vigore da tempo (in Danimarca da ben 17 anni) con grandissimi benefici per l’insieme della società.
Coerentemente con questa impostazione è necessario che il ministero si chiami al plurale e assuma la denominazione di “Ministero per le famiglie”; su questo presenterò un apposito emendamento quando il decreto istitutivo arriverà in Parlamento per la necessaria approvazione.
In quanto al PACS, di cui sono il primo firmatario, anche in questa legislatura (la proposta di legge numero 33 è stata depositata il primo giorno di apertura delle Camere ed è già stata sottoscritta da 50 parlamentari), continuerò ad insistere perché venga mantenuta questa popolarissima denominazione con la quale ormai milioni e milioni di italiani sanno benissimo di che cosa si parla a proposito dei diritti delle coppie di fatto.
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