 |
| Lombradia, la legge regionale sulla famiglia. Mentre in Francia passa la legislazione sui PACS, in Lombardia si legifera contro l’aborto, contro il divorzio, escludendo gay e lesbiche da qualsiasi tentativo di equiparazione dei diritti. Di Massimili |
 |
| Formigoni e le famiglie: niente soldi alle unioni di fatto. Da Repubblica del 16 ottobre '99 |
 |
| Sabato 16 Ottobre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
|
 |
|
In Regione Lombardia c’era da tempo il progetto di una legge sulla famiglia. Mesi di commissione stavano elaborando un testo di compromesso che avrebbe ottenuto un voto piuttosto ampio in consiglio ma sarebbe stato troppo morbido per l’antiabortista eterofamilista Formigoni, che oltretutto si trova alle soglie di elezioni (il Consiglio regionale si rinnova in primavera).Così l’ultima seduta della commissione viene convocata con tre giorni di anticipo, l’opposizione non riesce a partecipare, in dieci minuti di lavoro si fa uscire un testo che sembra dettato dal cardinal Ruini e, stravolgendo i lavori del Consiglio, lo si impone in votazione nel giro di una settimana.
Cosa dice la legge? Nell’articolo 1 si specifica che “ai fini degli interventi previsti dalla presente legge il concepito è considerato componente della famiglia”. E questo principio viene poi applicato spiegando che in tutti i modi le strutture che usufruiscono dei fondi stanziati da questa legge dovranno favorire la nascita del bambino: ad avere diritti non è la donna incinta ma il concepito. Commenti delle femministe?
Altri punti spiegano che solo chi si è già sposato o si sposerà entro un anno dalla richiesta di fondi può accedervi (mutui agevolati per la casa, assegni di maternità, sostegni economici di vario tipo).
La vera chicca è l’articolo 4: “La Regione riconosce e sovvenziona i servizi alla famiglia [che promuovono] stili di vita positivi ispirati alla stabilità familiare”. Che tra le altre cose suona come un avviso a non promuovere visioni positive dell’omosessualità, soprattutto con gli adolescenti che devono essere indirizzati ad una sana eterosessualità! Credo non serva commentare oltre.
Insomma, mentre in Francia passa la legislazione sui PACS, in Lombardia si legifera contro l’aborto, contro il divorzio, escludendo gay e lesbiche da qualsiasi tentativo di equiparazione dei diritti. E fin qui quello che fanno i cattolici.
E la sinistra? Rifondazione, per prima cosa, intuendo la portata della legge, ha contattato noi di ARCIGAY, abbiamo fatto una lunga chiacchierata per ragionare sulle strategie, una conferenza stampa congiunta: Pippo Torre, capogruppo alla Regione Lombardia PRC, ed io. I DS hanno fato una conferenza per i fatti loro, spiegando, naturalmente in privato, che non volevano assumere un profilo troppo rigido per non manifestare una spaccatura coi Popolari, che ovviamente appoggiano la legge (pur se con alcune riserve). Nihil sub sole novum diceva Qoelet, niente di nuovo sotto il sole. Però scoccia sempre un po’ imbattersi in queste gaffe, per quanto prevedibili. Sarà interessante vedere dove andrà il voto dei gay lombardi alle elezioni di primavera.
Massimiliano Colombi Presidente del Centri di Iniziativa Gay – ARCIGAY Milano
massimilianocolombi@iol.it
La Repubblica, sabato 16 ottobre '99
Niente soldi alle unioni di fatto
"La legge non le prevede"
Formigoni e gli aiuti per la famiglia
MILANO - Roberto Formigoni, presidente della giunta lombarda, difende la nuova legge sulla famiglia che stanzia, per il 2000, oltre 100 miliardi. "Non è un provvedimento discriminatorio - sostiene Formigoni - I benefici saranno estesi anche ai divorziati". Ma alle unioni di fatto niente contributi. "Non sono previste dalla Costituzione - spiega il presidente della Regione - Se alle sinistre non va bene, cambino la carta costituzionale". Questo articolo ha ricevuto 181 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|