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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Pacs. L'ingerenza
Pacs. L'ingerenza "E' la prima volta che non parla di valori alle coscienze ma si rivolge al legislatore"
Franco Grillini, parlamentare Ds e leader storico del movimento gay in Italia, primo firmatario della proposta di legge sui Pacs, commenta con "profondo sconcerto" l'appello papale al Parlamento
Domenica 14 Maggio 2006
di La Stampa
in Vita di coppia

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La pagina della Stampa con l'intervista di Franco Grillini



ROMA "Subiamo la reazione clericale all'elezione di due laici come Fausto Bertinotti e Giorgio Napolitano al vertice dello Stato. Sui Pacs Benedetto XVI vuole far cadere il governo Prodi per favorire la nascita del grande centro". Franco Grillini, parlamentare Ds e leader storico del movimento gay in Italia, primo firmatario della proposta di legge sui Pacs, commenta con "profondo sconcerto" l'appello papale al Parlamento contro le unioni di fatto. E denuncia "la pesante intromissione del Papa nella politica italiana", evidenziando due record: "E' la prima volta che il Pontefice non parla di valori alle coscienze ma si rivolge direttamente al legislatore. Intanto tutti gli altri Pesi europei hanno già approvato normative sul riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, comprese quelle omosessuali". Perché grida all'entrata a gamba tesa? "L'atteggiamento del Papa è estremista. Nega, senza possibilità di dialogo alcuno, qualsiasi diritto e possibilità di riconoscimento delle unioni di fatto. Noi, però, andremo avanti nell'iter legislativo e nella battaglia sociale. Daremo vita all'associazionismo delle nuove famiglie. È triste vedere la religione ridotta ad una serie di norme prescrittive, divieti, rinunce, e proibizioni. Sembra ormai che l'unica preoccupazione del papato sia soltanto il sesso, i divieti e le proibizioni in materia familiare e l'interdizione assoluta di qualunque riconoscimento dei diritti alle persone omosessuali". Si torna all'anticlericalismo anni Settanta? "No, perché in ogni caso noi non rinunciamo al dialogo e al confronto con tutte quelle forze cristiane e cattoliche di base che condividono la nostra proposta di legge. Di fronte all'incontestabile presenza delle coppie di fatto serve un intervento legislativo, come avviene in Europa. La proposta dei Pacs si inserisce nel filone legislativo (moderato e in linea con i tempi) che ha già caratterizzato la legislazione Ue. Stride l'estremismo ecclesiastico romano-cattolico chiuso a ogni forma di dialogo e comprensione. Perciò ci rivolgiamo ai credenti". Adesso è lei che ruba il mestiere al Papa... "La cultura cristiana vorrebbe che si andasse incontro alla sofferenza che viene causata dalla mancanza di leggi e invece il Papa e la Chiesa continuano a dire no. Bisogna aprire gli occhi, la Chiesa deve ammettere che esiste un fenomeno sociale. Nessuno nega al Pontefice il diritto di dire ciò che vuole, ciò che contestiamo è il suo l'intervento pesante sulle vicende interne. Purtroppo il Papa e la Chiesa considerano l'Italia come il giardino di casa ma non attiene alla gerarchia ecclesiastica indicare al legislatore che cosa fare". Cosa c'entra la "grande intesa"? "Il plenipotenziario papale per l'Italia Camillo Ruini vuole far cadere Prodi sui Pacs, così rinasce la Dc. Gli interventi della Chiesa romano-cattolica su Pacs, famiglia e coppie omosessuali sono una vera e propria crociata verso il Parlamento e i legislatori volta a bloccare qualunque discussione sui diritti delle nuove famiglie. Paradossalmente questa posizione di così totale e brutale chiusura ci consente di far capire meglio all'opinione pubblica che i Pacs sono solo la realizzazione dei diritti umani delle coppie conviventi. La verità è che siamo di fronte ad un Papa e ad una Chiesa che sanno dire solo no e sono incapaci di affrontare, in termini positivi, i cambiamenti della società e delle famiglie".

(Stampa, La del 14/05/2006)









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