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| Famiglia eterosessuale. Passa la legge in Lombardia che esclude coppie gay e lesbiche, Ds astenuti |
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| Mercoledì 27 Ottobre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Anche la Lombardia ha una legge sulla famiglia.
Il provvedimento è stato varato ieri in consiglio
regionale a stragrande maggioranza. Favorevoli
anche Popolari, Ccd, Udeur e Lega. Contrari
Socialisti, Verdi e Rifondazione. Astenuti i Ds.
Dal prossimo anno, dunque, ci saranno a
disposizione 110 miliardi per sostenere i nuclei familiari.
Particolarmente i più deboli: 80 miliardi per
l'acquisto della prima casa, il resto per i servizi sociali
impegnati a sostenere le coppie in momenti di
difficoltà.
Roberto Formigoni e Forza Italia escludono
comunque che possano essere agevolate le coppie di
fatto. Aggiunge quindi il presidente regionale:
«Una legge bella, che ricompensa finalmente le
famiglie di tante penalizzazioni». Formigoni ha
quindi sottolineato l'importanza del voto favorevole
dei «moderati» del centro sinistra: «Quando si
tratta di votare provvedimenti che tutelano i valori
fondamentali della persona, devono aggiungere i
loro voti a quelli del Polo».
Rispetto al testo originario, comunque, la legge
presenta alcune innovazioni che hanno indotto i Ds
a non votare contro: si ritiene che, anche se non
detto esplicitamente, si accetti di aiutare anche le
famiglie di fatto. «Questo era uno degli
emendamenti principali da noi presentati - dice Fiorenza
Bassoli, consigliere ds - e accettati dalla
maggioranza. Abbiamo così deciso di astenerci al voto
finale convinti che questo sia un provvedimento
importante. Restano alcune riserve di fondo, perché
in alcuni punti è un testo solo ideologico.
Inoltre: il fatto che si registri una eccessiva
centralizzazione degli interventi a scapito del
ruolo dei Comuni, e poi la mancanza di un
investimento diretto delle risorse regionali. Qui
si utilizzano i fondi dello Stato per l'edilizia
popolare».
Per Rifondazione, invece, questa legge «è
riservata solo alle famiglie tradizionali, escludendo le
coppie di fatto e i gay», Il socialista Roberto
Biscardini ha così motivato il suo no: «Nonostante
tutti gli sforzi per migliorare un testo
indecente - ha detto - la maggioranza si è chiusa a riccio.
L'unica cosa che abbiamo ottenuto è il sostegno,
a parità di disagio, anche per le famiglie di
divorziati. ma non basta: la legge resta
discriminatoria e anticostituzionale».
Soddisfatto, invece Gianni Rossoni, consigliere
di Fi, che vede con particolare interesse la forte
adesione al testo approvato. «Rispetto alle
divisioni fini a se stesse - ha detto - va perseguita,
quando maturano come in questo caso circostanze
favorevoli all'aggregazione».
Il capogruppo dell'Udeur Onofrio Amoruso, fuori
dalla maggioranza, aggiunge: «Abbiamo votato a
favore perché pensiamo che questa sia una buona
legge, e ne condividiamo la filosofia: noi non
guardiamo agli schieramenti politici statici, ma
quando siamo convinti che ci sono valori
condivisibili, non ci interessa se sono di destra
o di sinistra». Questo articolo ha ricevuto 219 visite.
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