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| Milano. "Registro per le coppie gay". Palazzo Marino chiamato a decidere sulle unioni di fatto. Dal Corriere della Sera di giovedì 28 ottobre '99 |
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| Proposta di delibera firmata da rappresentanti di tutti gli schieramenti, dai Ds a Forza Italia e Lega |
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| Giovedì 28 Ottobre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Milano potrebbe essere la prima grande città in Italia ad istituire il registro delle unioni civili. Un provvedimento di valore soprattutto simbolico che ha lo scopo di dare un principio di status alle «coppie di fatto». Soprattutto omosessuali, ma non solo. Una delibera di iniziativa consiliare è stata depositata in Comune lo scorso febbraio, e in questi giorni è stato completato l'iter della sua ammissibilità. Secondo il consigliere Ds Emanuele Fiano, «la prossima riunione dei capigruppo dovrà decidere quando discuterla».
La novità è che il provvedimento ha ottime possibilità di essere approvato: tra i firmatari non si trovano solo consiglieri dell'opposizione, ma parecchi esponenti dell'area liberal di Forza Italia, come Fabrizio De Pasquale, Milko Pennisi, Paolo Massari, Giulio Gallera e Antonella Maiolo.
Spiega De Pasquale: «Non si vuole codificare le scelte individuali di ciascuno. L'obiettivo della proposta è quello di evitare alcune discriminazioni che in parecchi casi non hanno ragione di essere». De Pasquale cita il caso del permesso di assentarsi dal lavoro per malattia del coniuge, che oggi non si estende ai conviventi. Ma l'eventuale estensione del principio, con legge nazionale, potrebbe incidere, ad esempio, sull'assegnazione degli alloggi popolari, sulle successioni, sulla possibilità di adozione.
Spiega il capogruppo di Forza Italia Guido Manca: «Questo è un argomento che riguarda le coscienze, dunque il partito lascerà libertà di voto. Un fatto tipico per una forza politica liberale».
Ma Davide Tinelli teme che il «provvedimento possa trovare forti resistenze nella parte più bigotta del consiglio comunale. E c'è chi lavora perché la delibera in aula non ci arrivi mai». Fiano soprattutto si augura che «il sindaco tenga fede alla sua professione di liberalismo e stia dalla parte dei diritti individuali».
Chi esulta è Paolo Hutter, che delle unioni di fatto è stato pioniere: nel 1992, da consigliere comunale, celebrò di fronte a Palazzo Marino un simbolico matrimonio gay: «Il fatto che la proposta venga da tutte le forze politiche fa ben sperare nella civiltà di Milano».
M. Cre.,
Giovedì, 28 Ottobre 1999
Milano
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