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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Milano, registro delle coppie di fatto. L'iniziativa dei consiglieri lacera il Polo. De Carolis:
Milano, registro delle coppie di fatto. L'iniziativa dei consiglieri lacera il Polo. De Carolis: "Dubbi di legittimità su una posizione lontana dal partito". Dal Corriere della Sera di venerdì 29 ottobre '99
Albertini favorevole, i cattolici azzurri contrari al registro delle coppie di fatto. E il capogruppo annuncia che sulla questione lascerà libertà di voto
Venerdì 29 Ottobre 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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IL CASO / L'iniziativa dei consiglieri lacera il Polo. De Carolis: «Dubbi di legittimità su una posizione lontana dal partito»

Unioni civili, Forza Italia si spacca

Albertini favorevole, i cattolici azzurri contrari al registro delle coppie di fatto. E il capogruppo annuncia che sulla questione lascerà libertà di voto



La possibile approvazione di un registro delle coppie di fatto - a cui il sindaco Gabriele Albertini non sarebbe ostile - divide Forza Italia nelle sue due principali componenti: a favore i liberal, vigorosamente contrari i cattolici. Che vedono il provvedimento come una legittimazione delle coppie omosessuali.

Il presidente del consiglio, Massimo De Carolis, nella partita ha un ruolo molto delicato, proprio in quanto regista dei lavori dell'aula. Ed è molto critico: «Innanzitutto, ci sono seri dubbi di legittimità e certamente approfondirò la questione». Ma De Carolis è soprattutto «sorpreso della leggerezza con cui consiglieri della maggioranza si sono sentiti liberi di prendere un'iniziativa così lontana dal sentire di buona parte del loro partito. Su una materia di tale rilievo politico».



Emanuele Fiano (Ds) sostiene che quella per il registro è una battaglia «che segna la differenza tra chi in politica vuole giudicare le persone e chi difende i diritti. Spero che De Carolis, che ama presentarsi come paladino delle prerogative del consiglio, non sottragga all'aula una discussione così importante».



Il capogruppo azzurro Guido Manca ha fatto sapere che sull'argomento lascerà libertà di voto ai consiglieri. La cosa non è stata gradita dal vicesegretario cittadino Alberto Garocchio: «La linea del partito non prevede il riconoscimento delle coppie di fatto. Porterò la questione all'esame della segreteria». Il consigliere regionale Alessandro Fede ricorda che il Pirellone ha appena approvato una legge che va in senso diametralmente opposto. Inoltre, sarebbe auspicabile una diversificazione del problema delle coppie di fatto da quello delle coppie omosessuali. Di nuovo a Palazzo Marino, durissimo è Aldo Brandirali, secondo cui la delibera è suggerita «dal perbenismo di giovani liberali e vecchi paleocomunisti: non lasciamo passare l'anarchia». Contrario anche il capogruppo di An, Roberto Predolin: «Le coppie di fatto per loro natura sono fondate su un rapporto non definito per libera scelta, che merita rispetto, ma che evidenzia una chiarissima distinzione con la famiglia fondata sul matrimonio». La Lega precisa che è pronta a discutere solo sulle coppie eterosessuali. E che i due firmatari «padani» del provvedimento non appartengono al gruppo del Carroccio: «Marco Formentini appartiene al gruppo "Marco Formentini", Guido Tronconi ai Pensionati padani».



Controbatte Fabrizio De Pasquale (FI): «Un'amministrazione liberale per la famiglia deve fare più asili e migliorare l'edilizia popolare, non certo avallare discriminazioni oscurantiste che in moltissime città europee non hanno più senso». Dello stesso tenore il commento di Milko Pennisi: «Vedo che siamo già ai toni da crociata. Ma una crociata di retroguardia su un tema ampiamente assimilato dalle società più evolute. Il registro riguarderebbe moltissime coppie, non solo i gay».



A proposito della famiglia, si è svolto ieri un convegno sul tema dell'affido. Il ministro della Solidarietà sociale Livia Turco ha sottolineato l'importanza del ruolo delle associazioni nella disciplina dell'affidamento. Mentre il presidente della Regione Roberto Formigoni ha chiarito: «La nostra legge non esclude da alcun beneficio i genitori separati».







Marco Cremonesi,

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