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| Fassino. "Il mio impegno per i gay" |
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| Il Ministro della giustizia chiarisce in una lettera al Manifesto la sua posizione a favore delle coppie gay anche contro il conservatorismo di sinistra. Dal manifesto di martedì 26 settembre 2000. Nella foto Piero Fassino |
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| Giovedì 28 Settembre 2000 |
| di Gay.it |
| in Vita di coppia |
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LETTERA PIERO FASSINO *
Caro Direttore, per due giorni consecutivi su il manifesto il Ministro Katia Belillo mi attribuisce una frase che, nei termini riferiti, non ho mai pronunciato e che, se creduta vera, può accreditare nei lettori l'idea di un mio atteggiamento pregiudiziale e discriminatorio verso chi ha scelto di convivere con persone dello stesso sesso. Poiché non è così e non gradisco che mi si cuciano addosso panni non miei, ripeto quel che effettivamente ho detto in Consiglio dei Ministri: 1) ritengo un atto di civiltà l'adozione di norme che consentano a persone conviventi di regolare aspetti essenziali della loro vita comune, a partire dai rapporti patrimoniali; 2) per questo condivido la proposta di legge che è stata predisposta dal Ministero per le Pari Opportunità e, sin dai primi giorni del mio mandato di ministro della Giustizia, ho sollecitato il nostro Ufficio Legislativo a fornire i pareri e le eventuali integrazioni necessarie; 3) si tratta di norme che possono riguardare un'ampia platea di persone: coppie di fatto tra uomini e donne; convivenze tra persone dello stesso sesso; e anche tra consanguinei, come ad esempio quell'ampia quantità di fratelli e sorelle anziani che, per sostenersi vicendevolmente, hanno deciso di trascorrere insieme la loro terza età in una scelta di mutua solidarietà; 4) proprio per questo mi pare opportuno evitare che un provvedimento di tale importanza venga tradotto nella comunicazione e nei media esclusivamente come "provvedimento per le coppie gay", perché così si rischierebbe di ridurre il consenso verso un provvedimento che, invece, ha valore di atto di civiltà e di giustizia verso tutti coloro che convivono. Come si vede le mie posizioni sono chiare e inequivoche e del resto tutti i colleghi che hanno partecipato al Consiglio dei Ministri possono confermare che proprio in tal senso mi sono espresso. Che il Ministro Belillo non l'abbia capito o abbia finto di non capirlo è certamente sconcertante. Aggiungo che, proprio perché non ho alcun pregiudizio verso chi sceglie liberamente di convivere con una persona dello stesso sesso, mi preoccupo come dirigente politico di far sì che quella libera scelta possa essere riconosciuta e accettata anche da quanti - non solo di destra, né solo cattolici - che ancora mantengono dubbi, perplessità o contrarietà. E mi stupisce che il Ministro Belillo non comprenda che acquisire il necessario consenso ad un provvedimento così importante è condizione essenziale perché esso sia approvato, accettato e condiviso. * Ministro di Grazia e Giustizia
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