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| Pisa. Concluso il convegno "Stare insieme" sulle famiglie di fatto: "le coppie omosessuali conviventi sono più stabili di quelle eterosessuali". La stabilità delle coppie omosessuali favorisce la "visibilità". Resi noti i dati sulle coppie gay in Italia. |
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| Domenica 07 Novembre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Nell’ultima giornata dei lavori del convegno “Stare insieme” sulle famiglie di fatto organizzato del Ministero per le pari opportunità, Marzio Barbagli, sociologo della famiglia, autore in collaborazione con l’ARCIGAY dell’inchiesta di prossima pubblicazione sulla condizione omosessuale in Italia, ha rivelato che le coppie gay conviventi sono più stabili dei conviventi eterosessuali. I dati resi noti ieri smentiscono clamorosamente pregiudizi e stereotipi confermando un quadro di “normalità” e integrazione delle coppie omosessuali nella società. L’89% del campione studiato da Barbagli ha espresso una netta preferenza per una relazione di coppia stabile; al momento dell’inchiesta quasi la metà degli intervistati aveva una relazione stabile (il dato è maggiore fra le donne). Molto interessanti anche i dati sulla distribuzione territoriale e sociale delle coppie gay e lesbiche che rivelano l’importanza dell’accettazione sociale nella diffusione delle coppie stesse. Ci sono più coppie gay e lesbiche laddove i gay stessi si accettano di più, dove l’interdetto religioso è meno forte e nei centri urbani piuttosto che nelle periferie. “Se venissero meno le resistenze culturali, sociali e religiose, ha affermato Barbagli, le convivenze omosessuali sarebbero molte di più”. A differenza, poi, delle coppie eterosessuali, che hanno modelli predefiniti di sostegno colturale, religioso e politico nonché legislativo, le coppie omosessuali devono inventare ogni giorno la loro convivenza e il modo di essere coppia. Ciò rende indubbiamente più difficile la vita quotidiana delle coppie gay e lesbiche, ma tutto ciò è anche fonte di creatività e libertà nonché di autonomia. Tra coppie gay e lesbiche ci sono differenze sostanziali, ha detto Asher Colombo, coautore dell’inchiesta; le coppie lesbiche sono più stabili e più vicine al modello tradizionale di famiglia. I compiti domestici sono distribuiti più equamente nelle coppie lesbiche che in quelle gay. In quanto alla “visibilità” il dato importante che emerge dall’inchiesta riguarda ancora una volta la stabilità: più è stabile e duratura la coppia omosessuale e più è elevato il grado di visibilità presso amici, genitori e ambiente sociale. Infine il dato politico dell’inchiesta: il 90% ritiene indispensabile l’approvazione di una legge sul riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali.
La giornata si è conclusa con la tavola rotonda “politica” a cui hanno partecipato Roberto Romboli, preside di Giurisprudenza a Pisa e autore del testo del registro delle famiglie di fatto approvato al Comune di Pisa, Luigi Manconi dei verdi e Marcella Lucidi parlamentare DS e relatrice delle leggi sulle famiglie di fatto e sulle Unioni Civili. Tra gli altri Manconi ha affermato che ci sono grosse resistenze sia a destra che a sinistra all’approvazione di una normativa sul riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, ma che dalle coppie omosessuali viene una forte indicazione morale in termini di solidarietà, mutualità e progettualità. Questo articolo ha ricevuto 132 visite.
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