HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
PACS. Entra in vigore oggi in Francia la legge che riconosce i diritti anche delle coppie gay e lesbiche. Pubblichiamo gli articoli del “Il Resto del Carlino” e un commento su cosa si può fare ora in Italia del direttore di NOI Franco Grillini
PACS. Entra in vigore oggi in Francia la legge che riconosce i diritti anche delle coppie gay e lesbiche. Pubblichiamo gli articoli del “Il Resto del Carlino” e un commento su cosa si può fare ora in Italia del direttore di NOI Franco Grillini
Mercoledì 17 Novembre 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

Entra in vigore da oggi in Francia il Pacs, Patto Civile di Solidarietà, che riconosce i diritti anche delle coppie gay e lesbiche. Il Ministro delle giustizia non ha voluto nemmeno aspettare i decreti attuativi, ma ha dato indicazione alle prefetture di applicare immediatamente la legge accogliendo le richieste di registrazione da parte delle coppie che si vogliono “pacsare”, a dimostrazione che oltralpe esiste una volontà ferrea di realizzare riforme significative e difenderle con vigore. Molti si chiedono a questo punto che fine hanno fatto progetti simili nel nostro paese e se mai le Unioni Civili e/o le Unioni Affettive vedranno la luce in tempi non storici. Obiettivamente non ci si può fare molte illusioni sulla possibilità che a breve il Parlamento italiano sia in grado e voglia approvare una legge alla francese. In questo Palamento sarebbe difficile persino approvare la legge sull’aborto attualmente in vigore. Non c’è nulla da fare quindi? In realtà c’è moltissimo da fare a partire soprattutto dal grande aiuto anche per noi dall’entrata in vigore nei paesi europei di leggi sulle coppie gay e lesbiche. Ma anche in Italia si può fare parecchio: intanto le coppie gay e lesbiche si possono organizzare in associazioni specifiche che siano capaci di rendersi visibili e di rivendicare a viso aperto i propri diritti in quanto coppie. Un’altra strada è quella della giurisprudenza che sempre più spesso riconosce la realtà delle coppie gay e lesbiche costruendo passo dopo passo, sentenza dopo sentenza, una legge di fatto. Poi c’è la proposta avanzata al recente convegno di Pisa organizzato dal Ministero per le Pari opportunità: quella cioè di costruire patti di convivenza privatistici di fronte ad un notaio tra le coppie conviventi in modo tale da prefigurare la legge che ancora non c’è. Come si vede anche in Italia si può fare moltissimo se il movimento gay e lesbico crede veramente nell’importanza strategica di questa battaglia.



Il Resto del Carlino, giovedì 17 novembre ‘99



I francesi in coda per il patto dell'amore



Giovanni Serafini



PARIGI — I 473 tribunali di «grande instance» della Repubblica sono ormai pronti: i primi «candidati al PACS» sfileranno in Francia nelle prossime ore davanti ai cancellieri che, esaminati i dossiers, concederanno sedutastante il sospirato documento. Basteranno pochi minuti, la presentazione di qualche scartoffia burocratica, e le coppie postulanti — eterosessuali o omosessuali — vedranno di fatto riconosciuta dallo Stato la loro esistenza. Non saranno sposati, non saranno concubini: saranno 'pacsati', ovvero legati fra loro da un 'patto civile di solidarietà'. Si tratta di una 'specialità' francese, una 'exception' squisitamente transalpina: nessun altro paese al mondo infatti riconosce valore giuridico contemporanamente ai tre statuti (matrimonio, concubinato, PACS). La legge, approvata il 13 ottobre scorso con 315 voti a favore, 249 contrari e 4 astenuti, è stata pubblicata ieri sul 'Journal Officiel'. Sarà operativa da subito, benche non siano stati ancora diramati i decreti applicativi: ordine di Elisabeth Guigou, ministro della Giustizia del governo Jospin. Che cosa occorre per contrarre un PACS? Poche cose. Un estratto di nascita, una dichiarazione che attesta l'inesistenza di parentela fra i contraenti, un'altra dichiarazione in cui si precisa che essi non sono sposati nè hanno contratto un PACS precedente, infine una dichiarazione di residenza comuna. C'est tout. I vantaggi sono evidenti: grazie al PACS si ottengono 'sconti' fiscali e garanzie sociali, fiscali e previdenziali identiche a quelle di chi è passato in chiesa o in municipio; ma mentre questi ultimi avranno non poche difficoltà a sciogliere il 'contratto' nel caso il rapporto non funzioni, i 'pacsati' si limiteranno a presentare un documento, una letterina qualsiasi, che porrà fine ufficialmente alla loro unione. Per la destra, che ha combattuto ferocemente il progetto a suon di emendamenti e che per un anno ha mobilitato manifestazioni pubbliche anti-PACS, il varo del provvedimento è chiaramente una sconfitta. «Abbiamo perso una battaglia, non la guerra. Lasciateci tornare al potere, e la prima cosa che faremo sarà abrogare questa legge assurda», promette il senatore neogollista Paul Delevoye. Altri, come la deputata giscardiana Christine Boutin, la crociata anti-PACS che ha guidato la rivolta di 'Génération Famille', sperano in un intervento provvidenziale di Jacques Chirac. «Lui può chiedere al parlamento di riesaminare la legge. E' il garante della Costituzione. Non può restare a guardare», ha commentato. E infatti Chirac ha già sparato le prime bordate: il PACS, ha detto l'altro giorno a Marsiglia, è nato da un «dibattito falsato, condotto esclusivamente in Assemblea, senza tener conto dell'opinione dei cittadini». Non ci vuol molto per capire che sarà proprio il PACS — oltre alla legge sulle 35 ore — il cavallo di battaglia di Chirac per le presidenziali del 2002. Matrimonio-bis, matrimonio gay, matrimonio-usa-e-getta, riconoscimento del concubinato omosessuale: sono alcune delle formule usate dai nemici del PACS. Questa legge — affermano — mina alla base il concetto di famiglia e viola i principi della Repubblica aprendo ufficialmente la strada alla bigamia; inoltre non tiene conto delle esigenze dei bambini all'interno del contratto stipulato. «E' una formula inadatta alle necessità della famiglia perchè non riconosce i valori dell'impegno e non comporta alcuna sicurezza, soprattutto in caso di rottura, né per i figli né per il contraente più vulnerabile, per solito la madre», ha sintetizzato Chirac. Restava, dopo l'approvazione in parlamento, una sola speranza per la destra: il giudizio della Corte Costituzionale sulla legittimità del testo di legge. Il 9 novembre scorso il verdetto è risultato però deludente: il Patto civile di solidarietà è stato ritenuto «conforme alla Costituzione, nonostante alcune riserve d'interpretazione». «Abbiamo emanato un provvedimento che entrerà a far parte delle grandi leggi della Repubblica, come il diritto di voto per le donne o l'abolizione della pena di morte», sostiene Jean-Pierre Michel, deputato del 'Movimento dei cittadini'. Ventimila sindaci (quasi la metà di quelli esistenti in Francia) e una trentina di associazioni familiari, senza contare le grandi confessioni religiose (protestanti e islamici compresi), pensano esattamente il contrario. Il PACS, volenti o nolenti, resta un soggetto di scontro e una temibile arma politica in Francia.

dal corrispondente



E 340 mila coppie italiane sperano nei nuovi «elenchi»



In Italia ci stiamo attrezzando. A fronte di 340 mila coppie di conviventi sparse lungo tutto lo Stivale (nel '93 erano 200 mila), sono una decina i comuni grandi e piccoli del nostro Paese che hanno istituito un registro per le coppie di fatto. Roma, Bologna e Pisa risultano fra le città munite di un elenco di conviventi ufficializzati, seguite da realtà minori ma coraggiose come Empoli che ha fatto addirittura da battistrada, prima in Italia a coronare l'esperimento, e Scandicci, comune in provincia di Firenze che ha attivato la lista grazie all'impegno della passata legislatura. Lo scopo di chi ha deciso di benedire le nuove famiglie del 2000 con tanto di registro è quello di puntare sulla forza delle spinte dei singoli: solo queste potranno dare uno scrollone decisivo al governo che ha già sul tavolo una serie di proposte di legge sì, ma per ora nulla di più. Anche in Francia in fondo è successo così. Intanto però in Italia sull'argomento si parla e si propone. La settimana scorsa nell'ambito di un convegno sulle famiglie organizzato a Pisa dal ministero per le Pari opportunità, Laura Balbo ha lanciato l'«accordo di convivenza» che potrebbe essere una via parallela alle leggi ancora ferme in Parlamento. In America si chiama «living together agreement», si tratta di un contratto i cui termini, dalla sede di residenza, alla condivisione dei beni, all'assistenza reciproca in caso di problemi di salute o economici, dovrebbero essere stati scelti liberamente dai conviventi. Chiara Bini



Diritti e doveri del «matrimonio facile»



La legge del PACS in pillole Chi - Possono usufruire del PACS le coppie adulte, eterosessuali o omosessuali, che desiderano organizzare una vita in comune. Ne sono esclusi i minori, i consanguinei (fratelli e sorelle, genitori e figli, zii e nipoti), le persone già sposate. Dove - Il tribunale d'istanza del luogo di residenza comune raccoglierà le dichiarazioni congiunte degli aspiranti al PACS. Come - I sottoscrittori di un PACS debbono esibire un attestato che dimostri l'inesistenza di un legame di parentela e di un legame matrimoniale (o di un altro PACS). I divorziati (ma non i separati) hanno diritto al PACS dietro presentazione dello stato di famiglia. Doveri - I sottoscrittori di un PACS debbono prestarsi aiuto reciproco e materiale e sostenere insieme i debiti contratti da uno dei due per le necessità della vita quotidiana. Rottura - Il PACS si interrompe in caso di morte o di matrimonio di uno dei due contraenti, oppure in seguito a una dichiarazione congiunta o unilaterale al tribunale d'istanza. Dopo tre mesi la rottura sarà effettiva. Tassazione - Dopo tre anni di vita in comune i partners usufruiranno di un'imposizione congiunta, più vantaggiosa di quella individuale. Successione - I sottoscrittori del PACS beneficiano da subito di una detrazione fiscale di 375.000 franchi (112 milioni di lire) sulle successioni. Aldilà di questa cifra, i primi 100.000 franchi saranno tassati al 40 e il resto al 50 per cento. Lavoro - Il datore di lavoro dovrà tenere conto delle esigenze del partner nell'assegnazione dei giorni di ferie e concedere giorni di congedo nel caso in cui uno dei due «pacsati» si trovi in gravi difficoltà. Giovanni Serafini






















Questo articolo ha ricevuto 157 visite.



Articoli correlati...

3 italiani su 4 ritengono che sul luogo di lavoro essere omosessuali è uno svantaggio Primo piano
Sabato 26 Maggio 2012
3 italiani su 4 ritengono che sul luogo di lavoro essere omosessuali è uno svantaggio
È ciò che pensa il 75% delle persone intervistate dal sociologo Raffaele Lelleri e dal docente dell'Università di Bologna Luca Pierantoni, in uno studio voluto dal Pride nazionale
di Lettera43
Eurovision 2012: stasera dalle 21:00 in diretta su Rai2 il Gran Finale Spettacoli
Sabato 26 Maggio 2012
Eurovision 2012: stasera dalle 21:00 in diretta su Rai2 il Gran Finale
26 paesi in gara, 1 solo vincitore. I favoriti sono Svezia, Serbia, Russia, Spagna e Italia (nella foto Nina Zilli nella Generale). I video dei brani in ordine di uscita (video)
di La redazione - Daniel N. Casagrande
Bologna: la sfida di Simonetta, vigilessa gay: «Colleghi, fate outing» Primo piano
Sabato 26 Maggio 2012
Bologna: la sfida di Simonetta, vigilessa gay: «Colleghi, fate outing»
La 39enne è presidente di Polis, associazione LGBT: «Chi porta la divisa ha ancora paura». Polis nasce nel 2005, ma gli iscritti sono solo 56 a fronte di oltre 200 contatti
di Corriere.it
Balcani: Amnesty, discriminazioni contro minoranze, rom ed omosessuali Primo piano
Venerdì 25 Maggio 2012
Balcani: Amnesty, discriminazioni contro minoranze, rom ed omosessuali
Dalla Bosnia al Kosovo, dalla Serbia alla Croazia al Montengro. A preoccupare sono anche i maltrattamenti della polizia in molte carceri albanesi
di Ansa



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI