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| Sesso a pagamento, aumentano i gigolò friulani |
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| Il Comitato prostitute: c'è più domanda. Intanto i transessuali accusano le forze dell'ordine di abusi sui fogli di via |
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| Lunedì 24 Ottobre 2005 |
| di Il Gazzettino |
| in Vita di coppia |
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Alle donne friulane piacciono sempre di meno i soliti uomini. Cercano il maschio professionista. Vanno a caccia del 'prostituto' e di prestazioni erotiche da first class senza l'incatenamento sentimentale. Tutte le tariffe, ovviamente. Proporzionali alla tipologia del pacchetto (di richieste).
Avanza in Friuli il modello-gigolò per tutte le tasche. Il fenomeno sociologico viene confermato dal Comitato per i diritti civili delle prostitute: «È innegabile. Si sta assistendo all'incremento della prostituzione maschile rivolta all'utenza femminile», constata la coordinatrice Maria Pia Covre. Se fino a qualche anno fa i luccioli si rivolgevano al mondo omosessuale, adesso si sta instaurando con caratteristiche sempre più specifiche la moda deiluccioli con biglietto da visita rigorosamente eterosessuale. Un mercato nel mercato, insomma, agganciabile sia nella rete (dove i prostituti friulani si inseriscono nella vetrina virtuale), che negli annunci a luci rosse, che - e sembra la modalità maggiormente in voga da noi - attraverso un sistema intramontabile: il passaparola. Al punto che la dizione 'Comitato per i diritti civili delle prostitute' potrebbe subire, in nome dellapar condicio, l'aggiunta democratica 'per i diritti civili dei prostituti'.
Non a caso, incominciano a chiedere lumi e a rivolgersi per informazioni al Comitato anche iluccioli. E a turbare le notti dei professionisti del sesso arriva la polizia, presa di mira dai transessuali udinesi che l'accusano, attraverso quanto riferito dalla coordinatrice Covre, di «abuso di potere». Il riferimento, stando alle precisazioni del Comitato, riguarderebbe i provvedimenti dei fogli di via con cui «continuano ad essere colpiti molti transessuali friulani». Non sono soltanto queste misure a infastidire i trans che, a ritmo incalzante, si recano in delegazione al Comitato per ribadire le loro presunte 'ragioni'. «Si lamentano - è ancora la versione di parte - per i continui blitz negli appartamenti dove esercitano il mestiere e per la ripetute pressioni da parte delle forze dell'ordine che intimano loro d'interrompere la loro attività». Le conseguenze? «O cambiano luogo in cui si prostituiscono, o si appostano sulla statale Udine-Codroipo o stanno alla larga per un po' dal giro, fino a quando la marea si è placata».
Prontamente la Questura contrattacca al pesantej'accuse: «In questi ultimi tempi - premette il vicequestore Maurizio Ferrara, dirigente dell'Ufficio volanti - abbiamo intensificato l'attività di controllo e ciò significa che eventuali misure di tutela della pubblica sicurezza sono l'effetto del giro di vite che in questo periodo stiamo portando avanti». Rimanda al mittente i capi d'accusa: «Nessuna prevaricazione e nessuna intimidazione da parte nostra» precisa Ferrara, che sul capitolo dei fogli di via non intende farla passare liscia agli accusatori: «Ribadiamo una volta per tutte che i provvedimenti scattati sono sempre avvenuti nel pieno rispetto della legalità».
Intanto, dal prossimo anno il territorio potrà contare su unatask-forcespecializzata nell'accoglienza e nella riabilitazione di tutte le vittime di tortura (politica, religiosa, etnica), comprese le donne oggetto della tratta del sesso. La rete, per la quale prosegue il corso di formazione finanziato dalla Regione e il cui progetto coinvolge Comune e Ass 4 del Medio Friuli e come ente gestore il Consiglio italiano per i rifugiati d Udine, sarà un ulteriore baluardo contro la violenza.
Irene Giurovich
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