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| La Rai ‘non riconosce’ le coppie di fatto |
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| In una lettera a Repubblica le disavventure con il canone RAI di una coppia di fatto |
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| Venerdì 14 Ottobre 2005 |
| di la Repubblica |
| in Vita di coppia |
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Dalla rubrica delle lettere di Repubblica
Dr. Enrico Tavani
Milano
CIRCA 5 anni fa la mia compagna ed io decidemmo di convivere e per questo mi trasferii nella sua casa. Nell’occasione comprai un nuovo televisore. La mia compagna era ed è regolarmente abbonata alla Rai, con pagamento in automatico direttamente da conto bancario. Trascorsi alcuni mesi dall’acquisto, mi arriva una richiesta di attivare un abbonamento tv. Rispondo compilando l’apposita scheda, comunicando di essere convivente con la sig.ra ‘x’ ed indicando n. abbonamento e codice fiscale della stessa. Passano altri mesi ed arriva un nuovo sollecito nel quale mi si dice che «da accertamenti presso l’anagrafe del mio comune» (Milano), io non risulto appartenere al nucleo famigliare della sig.ra ‘x’, titolare dell’abbonamento (cosa ovvia, visto che lo stato di semplice coabitazione o convivenza, che non mi risulta vietato dalla legge non prevede l’iscrizione all’anagrafe di un nuovo «nucleo famigliare») e quindi devo fare un nuovo abbonamento. Rispondo nuovamente con una gentile lettera, diciamo una sorta di autocertificazione, nella quale ribadisco lo stato delle cose e mi rendo disponibile per ogni possibile accertamento che la Rai decidesse di fare, dando ogni possibile riferimento (siamo entrambi medici ospedalieri). Due giorni fa arriva nuova risposta della Rai (cito testualmente): «...non essendo consentito costituire schede di famiglia a persone coabitanti...l’abbonamento da lei citato non autorizza la detenzione di un apparecchio tv nella Sua abitazione... «Francamente non so se ridere o piangere: nonostante le mie dichiarazioni (l’autocertificazione evidentemente vale per quasi tutto, ma non per l’abbonamento tv) e senza accertamento alcuno, la Rai conclude che io e la mia compagna viviamo in due abitazioni distinte, non essendo, se ho ben compreso il burocratese, sposati, parenti o affini (chi sono gli «affini»?) e minaccia sanzioni. Meglio andare da un avvocato o sperare nei Pacs? Questo articolo ha ricevuto 382 visite.
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