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| Giorgio Abraham: La bisessualità? Forse un'identità sessuale labile |
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| Lo psicosessuologo risponde ad un lettore di "Donna Moderna" |
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| Venerdì 23 Settembre 2005 |
| di Donna moderna |
| in Vita di coppia |
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Sono bisex?
Amare senza distinzione uomini e donne. Un fenomeno in crescita che non riguarda solo l'erotismo ma implica spesso emozioni profonde
di Giorgio Abraham psicoanalista e sessuologo
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"Questa o quello per me pari sono" potrebbe essere il motto dei perfetto bisex.
Ma non tutti hanno la certezza di esserlo: a volte resta il dubbio che le alterne esperienze con l'uno e l'altro sesso servano da copertura a un'omosessualità che non si vuole riconoscere.
Oppure che si tratti semplicemente di un impulso giovanile a provare "tutto", destinato a estinguersi con l'età. Ma come esserne sicuri? Se lo chiede Mauro, 32 anni, sposato da quattro. «Non so bene a quando far risalire questo dubbio, se all'adolescenza o più tardi» dice. «Avevo già avuto rapporti sessuali del tutto soddisfacenti con delle ragazze, quando nella mia vita è apparso un uomo un po' più anziano di me con il quale si è stabilita una relazione molto coinvolgente, dal punto di vista sia affettivo sia sessuale, che è durata un certo numero di mesi. E di cui conservo ancora un bel ricordo. Questo non mi ha impedito di innamorarmi poi di mia moglie, per la quale provo sentimenti profondi e un forte coinvolgimento erotico. Penso che l'esperienza che ho avuto tanti anni fa mi abbia segnato più sul piano affettivo che sessuale: per ora non avverto alcuna particolare attrazione verso gli uomini, come del resto verso altre donne. Ma domani?».
La bisessualità sembra aumentare, senza che si possa spiegare il perché
di questo fenomeno. Certo è sempre
maggiore il numero di uomini e don
ne che mostrano una relativa indifferenza rispetto all'identità di genere dei loro partner: una interscambiabilità che
non si limita ai rapporti sessuali, ma
implica spesso emozioni profonde e
un vero e proprio innamoramento,
come se a volte prevalesse il biso
gno di amare l'identico a sé e altre vol
te il diverso. Difficile dire se questo
dipenda da una maggior capacità di accogliere stimoli erotici che esulano dagli schemi tradizionali, oppure da un'identità sessuale piuttosto labile e in differenziata. Nel caso di Mauro la relazione giovanile con un uomo maggiore di lui sembra aver avuto un ruolo rivelatorio in una fase di transizione verso l'età adulta: come guardarsi allo specchio
per scoprire gli aspetti ancora sconosciuti di sé. Di qui il segno più affettivo che sessuale lasciato da un legamedi cui conserva un bel ricordo, ma che non ha più ragione di ripetersi. Almeno non nella sua funzione "speculare", ora che la fase di immaturità e indeterminatezza è
stata superata anche grazie all'incontro con la moglie. Questo articolo ha ricevuto 213 visite.
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