HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Rutelli propone un contratto privatistico al posto dei Pacs
Rutelli propone un contratto privatistico al posto dei Pacs
Lo Giudice: “Soluzione inaccettabile. Così si umiliano le persone omosessuali e le nuove forme sociali in cui tanti italiani vivono il loro progetto d’amore”
Domenica 18 Settembre 2005
di Rassegna stampa
in Vita di coppia

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

Rutelli frena sui Pacs Solo contratti privati per le convivenze

(Stampa, La del 18/09/2005)

Apri in una nuova finestra - Stampa

IL LEADER DELLA MARGHERITA NO ALL'APERTURA DI PRODI Rutelli frena sui Pacs "Solo contratti privati per le convivenze" "Garantire i diritti dei gay, ma la Costituzione vieta di realizzare forme simil-matrimoniali" Flavia Amabile ROMA Una nuova sigla si aggira nel dibattito politico italiano. Sono i Ccs, li ha inventati Francesco Rutelli, leader della Margherita, dando il suo contributo nella già difficile e controversa questione delle unioni civili. "Ccs" sta per Contratti di convivenza solidale, sono validi per le coppie etero ma anche per gli omosessuali. La differenza più significativa rispetto ai Pacs sta nel valore giuridico dei Ccs, che sono semplici contratti di diritto privato stipulati tra i contraenti, anche se - precisa Rutelli nel documento - "si possono codificare nel codice civile". Al contrario, i Pacs comportano il riconoscimento pubblico delle coppie di fatto. Non si sa quale sarà il futuro dei Ccs, ma di sicuro hanno avuto l'effetto immediato di riaprire le polemiche sui temi della famiglia riportando lo scenario pre-elettorale indietro di dieci giorni, al momento in cui Romano Prodi parlò di Pacs e della sua intenzione di occuparsi della materia con una legge. Allora insorse il mondo cattolico intero, a partire dall'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede. Oggi che le polemiche sembravano sopite, la proposta del presidente della Margherita riprende ad agitare gli animi e suscitare malcontento. Rutelli, memore delle polemiche sorte dopo le sue prese di posizione in passato (vedi il referendum sulla fecondazione assistita, ad esempio), ha precisato di esprimere una "opinione personale nota da tempo" e di non intervenire in quanto presidente della Margherita, anche se ha affidato la sua riflessione in tre punti al sito ufficiale del suo partito, www.margheritaonline.it. Ha messo anche in guardia i colleghi di coalizione dal farne una bandiera elettorale, perché il tema rischierebbe di portare risultati anche inferiori rispetto a quelli registrati in occasione del referendum sulla fecondazione assistita in termini di consensi. E, in serata, quando invece i suoi alleati lo avevano già sommerso sotto una pioggia di critiche, ha ricordato che si tratta di "un discorso aperto ed è evidente che la discussione sfocerà in una proposta legislativa nella prossima legislatura, quando il centrosinistra avrà la maggioranza". Anche perché "è stato legittimo presentare proposte di legge sull'argomento e concorrere al dibattito per tutti. Lo è anche per me". Innanzitutto - sia chiaro - nella sua proposta Rutelli non offre alcuna apertura sui matrimoni gay né su altri matrimoni di serie B. Il problema delle coppie gay però esiste. "Occorre assicurare la protezione dei diritti civili degli omosessuali - scrive per prima cosa il presidente della Margherita - anche perché inaccettabili aree di discriminazione persistono nella società italiana". Dopo questa premessa, il leader dei Dl sviluppa il secondo punto della sua riflessione lanciando l'idea dei Ccs. "Nella prossima legislatura - afferma - sarà possibile definire una normativa che regoli i Contratti di Convivenza Solidale per tutte le persone che intendono vivere insieme, prestandosi mutua assistenza, con beni e abitazione in comune. Si possono codificare simili contratti di diritto privato nel codice civile, in modo da precisare diritti e doveri delle persone che convivono, a vario titolo, incluse le persone omosessuali". Ed ecco il terzo passaggio della riflessione. "È da escludere - va avanti Rutelli - per l'indicazione tassativa dell'articolo 29 della Costituzione, il "matrimonio gay", così come altre figure giuridiche che possano introdurre forme simil-matrimoniali. Su queste basi credo si possa trovare una larga convergenza nell'Unione, e soprattutto presso l'opinione pubblica, risolvendo così alcuni problemi significativi". Una convergenza così larga da incontrare il favore di Forza Italia. Francesco Giro, responsabile dei rapporti con il mondo cattolico, la definisce una buona ipotesi "perché da un lato circoscrive l'accordo tra i conviventi "di fatto" all'interno di un contratto privatistico, dall'altro lo fonda giuridicamente e ne assicura una adeguata cogenza legale sotto il profilo del codice civile". Quanto a Rutelli, al termine del suo intervento ricorda che "il dibattito sulle "unioni civili" deve servire a fronteggiare e migliorare alcune difficili situazioni sociali e umane ma non deve diventare un tormentone estraneo alle attese fondamentali degli italiani. Altrimenti, chi intendesse farne una bandiera della campagna elettorale si misurerebbe con un consenso ancora inferiore ai referendum sulla procreazione assistita".



Rutelli lancia l'alternativa ai pacs

(Repubblica, La del 18/09/2005)

Apri in una nuova finestra - Stampa

Il leader della Margherita propone di inserire i "Ccs" nel codice civile e respinge i matrimoni, o "forme simili", tra omosessuali Rutelli lancia l'alternativa ai Pacs "Solo contratti privati tra conviventi". No dell'Arcigay, critici i Ds ROMA - Con una lettera-manifesto sul sito della Margherita Francesco Rutelli ritira i Pacs e lancia i Css. Ed è subito, nuovamente, polemica nel centrosinistra sul riconoscimento dei diritti civili alle coppie di fatto. Perché dietro quello che può sembrare solo un gioco di parole, una parte dei Ds, Rifondazione, Verdi e Arcigay vedono un "pericoloso passo indietro che non possono tollerare e che è al di fuori del comune sentire europeo". Il leader della Margherita strappa invece l'ok dell'Udeur di Clemente Mastella e di Forza Italia. "Parliamone" gli dice Francesco Giro, responsabile di Fi per i rapporti con il mondo cattolico. Il no secco arriva solo da An. Così, quello che a sera Rutelli minimizza definendolo "una sua legittima proposta personale in un discorso ancora aperto", innervosisce e divide. La lettera-manifesto vuol dire basta al "tormentone dei Pacs" e mettere in guardia chi ne volesse fare una bandiera della campagna elettorale: "Ci sarebbe - dice Rutelli - un consenso ancora inferiore a quello sui referendum sulla procreazione assistita". I Ccs sono contratti di convivenza solidale e sono validi anche per le coppie omosessuali "a cui vanno assicurati i diritti civili, perché sono inaccettabili le aree di discriminazione che ancora persistono nella società italiana". Ma, aggiunge, il suo è anche un "no tassativo al matrimonio gay e ad altre figure giuridiche che possono introdurre forme simil-matrimoniali". Forse seguendo il suggerimento della Chiesa, che ha consigliato di farsi "furbi" perché in fondo basta cambiare i nomi ai Pacs, Rutelli lancia i Ccs, "una normativa - scrive - che regola i Contratti di convivenza solidale per tutte le persone, compresi gli omosessuali, che intendono vivere insieme, prestandosi mutua assistenza, con beni e abitazione in comune". Fin qui non sembra esserci una grande differenza rispetto ai Pacs. Subito dopo però Rutelli parla di "codificare simili contratti di diritto privato nel codice civile". Ed è su questo punto che insorge la comunità gay. "I contratti proposti dal leader della Margherita - dice il presidente Sergio Lo Giudice - sono contratti di natura esclusivamente privatistica che non hanno la forza giuridica di risolvere la gamma delle questioni affrontate nella proposta di legge sui Pacs". Quella che per l'Unione è stata presentata da Grillini, firmata da 160 parlamentari e condivisa dal leader dell'Unione Romano Prodi. La diessina Barbara Pollastrini cerca di smussare. Avverte Rutelli: "Non siano i nomi a dividere la coalizione". "L'importante - dice - è che ci sia l'accordo sulla sostanza, cioè sulla possibilità che vengano riconosciuti, pubblicamente e attraverso delle leggi, diritti e doveri delle coppie di fatto, omosessuali e non". Ma arrivano le critiche di Verdi ("Rutelli sbaglia, servono norme pubbliche" dice Paolo Cento), Rifondazione ("irricevibile" dice Titti De Simone) e dei Comunisti italiani. "La proposta di Rutelli mortifica tante aspettative" dice Katia Belillo. Con il leader dl, alla fine, è d'accordo solo l'Udeur: "Rutelli si è aggiunto a noi nel dire no ai Pacs" dice Mauro Fabris. Il sociologo Marzio Barbagli non si addentra nella proposta Rutelli. Autore dell'unico libro italiano sulla comunità gay contemporanea ("Omosessuali moderni", Il Mulino, 2002), rileva che "l'Italia è veramente l'ultimo paese in Europa ad adeguare la legislazione sui diritti civili agli omosessuali". Un ritardo che si spiega con due motivi. Il primo è "politico" e rinvia alla diaspora della Democrazia cristiana: "Il partito cattolico è presente in tutti gli schieramenti e riesce ovunque a far scattare meccanismi di difesa e di blocco per una legislazione per i gay". Il secondo motivo è più sociologico e chiama in causa "il peso specifico della famiglia tradizionale nella struttura sociale". (c. fus.).



Rutelli: E' bufera nell'Unione

(Secolo XIX, Il del 18/09/2005)

Apri in una nuova finestra - Stampa

Rutelli: "No ai Pacs sì ai contratti per conviventi" E' bufera nell'Unione Nuova lite sulle unioni gay Roma Sembrava che Romano Prodi fosse riuscito a metterci un punto. E invece i Pacs tornano a infiammare il dibattito nell'Unione. Ci pensa Francesco Rutelli questa volta a far scoccare la scintilla. In una lettera pubblicata sul sito ufficiale della Margherita, il segretario dei Dl interviene sulle 'unioni civilì, dice no a Pacs e matrimoni-gay, e lancia - seppure a titolo personale - l'idea dei 'Ccs', contratti di convivenza solidale. La differenza più significativa rispetto agli ormai noti Pacs, sta nel valore giuridico dei Ccs, che sono semplici contratti di diritto privato stipulati tra i contraenti, anche se - precisa Rutelli nel documento - "si possono codificare nel codice civile". Al contrario, i Pacs comportano il riconoscimento 'pubblicò delle coppie di fatto. Un passo indietro inaccettabile, secondo Franco Grillini (Ds), promotore della legge sui Pacs: "Non si cominci a giocare a ribasso" sbotta al telefono "Il Pacs è già una mediazione della mediazione, al di sotto di questo c'è solo la rinuncia". E poi è possibile garantire tutti i diritti ascrivibili alle coppie di fatto attraverso contratti privati? Il presidente onorario di Arcigay ha dei dubbi. Si arrabbia anche Paolo Cento, Coordinatore dei Verdi: "è sbagliato ridurre le coppie di fatto a una logica privatistica", che cioè esclude lo Stato. Sulla stessa linea Titti de Simone, Prc, che bolla la proposta di Rutelli come "non comprensibile nè condivisibile", oltre che "al di fuori della legislazione europea". "Uno schiaffo in faccia alle aspettative di tanti uomini e donne", le fa eco Katia Bellillo, Pdci. Un plauso a Rutelli arriva solo dall'Udeur. "Prendiamo atto con soddisfazione - esordisce Mauro Fabris, portavoce della segreteria politica del Campanile - che Rutelli si è aggiunto a noi nel dire no ai Pacs''. Tocca alla Quercia, per bocca di Barbara Pollastrini cercare di spegnere l'incendio prima che sia troppo tardi. La coordinatrice ci prova dando tutta la colpa alle parole: "Non devono essere i nomi a dividerci - ammonisce -. L'importante è confrontarci ed essere d'accordo sulla sostanza".''Si tratta di una soluzione seria ed equilibrata - prosegue la coordinatrice delle diessine, che conclude richiamando all'impegno preso "limpidamente" da Prodi qualche giorno fa di inserire i Pacs nel programma dell'Unione. Intanto dalla Cdl arriva puntuale la strizzatina d'occhi: "Quella di Francesco Rutelli sui Ccs è una buona proposta - fa sapere Francesco Giro (Fi) - siamo disponibili ad approfondirla". 18/09/2005.

Questo articolo ha ricevuto 235 visite.



Articoli correlati...

Arcigay. Fornero, odioso il no al matrimonio tra persone dello stesso sesso Primo piano
Martedì 22 Maggio 2012
Arcigay. Fornero, odioso il no al matrimonio tra persone dello stesso sesso
Il ministro Elsa Fornero ha scritto ieri una lettera al quotidiano della Cei, Avvenire, per chiarire le parole espresse durante la Giornata della famiglia
di La redazione di Gaynews
Andria. Sede vandalizzata: omofobia, ora basta, chiediamo impegno di tutti Primo piano
Lunedì 14 Maggio 2012
Andria. Sede vandalizzata: omofobia, ora basta, chiediamo impegno di tutti
Nella giornata di ieri i volontari di Arcigay Bat, Barletta, Andria e Trani, hanno denunciato alle forze dell’ordine l’ennesimo atto vandalico ai danni della sede del comitato
di Arcigay
Amministrative 2012: sosteniamo i candidati gay, lesbiche e trans alle elezioni Primo piano
Venerdì 04 Maggio 2012
Amministrative 2012: sosteniamo i candidati gay, lesbiche e trans alle elezioni
Il 6 e 7 maggio, si rinnoveranno numerosi consigli comunali, provinciali e di quartiere e più di 7 milioni di italiani saranno chiamati alle urne
di Arcigay
Nazismo, Giovanardi (Pdl) a Klauscondicio: 'L’Olocausto dei gay non c’è mai stato' Opinioni
Giovedì 26 Aprile 2012
Nazismo, Giovanardi (Pdl) a Klauscondicio: 'L’Olocausto dei gay non c’è mai stato'
'L’Olocausto dei gay non c’è mai stato. C’è stata invece, questo si, una persecuzione dei gay. Ma per essere chiari di Olocausto ce né stato uno solo, quello del popolo ebreo' (video)
di La redazione di Gaynews



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI