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| Che sia etero o omo, in amor vince chi fugge |
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| Nella rubrica Questioni di cuore curata da Natalia Aspesi un lettore racconta la sua storia di amore con un ragazzo conosciuto in chat |
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| Domenica 14 Agosto 2005 |
| di Il Venerdi di Repubblica |
| in Vita di coppia |
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Ci siamo conosciuti in chat e dopo circa un mese di conversazioni virtuali improntate alla leggerezza abbiamo deciso di incontrarci. Già dal primo incontro è scoppiata una passione rovente con un coinvolgimento emotivo molto forte da parte mia, frenato però dalla sua ferma reticenza a rendere questo rapporto ufficiale e a darmi delle certezze in più. Continua a sostenere che per lui sono importante, ma che non se la sente di intraprendere una relazione seria, per un periodo di depressione causata da una forte insoddisfazione di lavoro. Mi fanno stare male ancora di più i suoi lunghi silenzi, le giornate intere in cui non mi chiama e la fatica che devo fare per riuscire a incontrarlo. La sua vita perme è piena di misteri: vive con la madre vedova che da quando ha scoperto la sua omosessualità gli rende la vita impossibile, controllandolo in ogni modo e facendogli pesare il tempo che trascorre lontano da lei. Inoltre lui ha strane Idee sull'omosessualità e sulla ragione di esistere della coppia gay, idee che provengono dall'educazione rigida e bigotta che deve avergli inculcato sua madre.
Così è come se avessi Ingaggiato una lotta silenziosa contro di lei per portare il figlio fuori da quell'isolamento fatto di paure e insicurezze, anche se so che è una battaglia persa in partenza. Sono stanco di essere sempre all'ultimo posto nella sua vita, di venire dopo la madre e il suo lavoro e di subire la sua incapacità di valorizzare il nostro rapporto, e riconoscere che sono Il suo compagno. Tuttavia credo di amarlo perché è la persona più pulita e con valori forti che stavo cercando da tempo. E se mille volte ho messo in crisi il nostro rapporto, mille volte mi è sembrato ineluttabile tornare da lui e lottare con tutte le mie forze nella speranza che un giorno cambierà.
Pietro Roma
'amore, etero o omo, è esattamente
la stessa cosa. C'è una persona che ama di più e una di meno, una che vorrebbe la stabilità e l'altra no, una che vorrebbe ufficializzare il rapporto e l'altra mantenerlo segreto, una che antepone questo amore a tutto e l'altra che lo relega dopo la famiglia e il lavoro.
Nel suo caso direi che la cosa più sbagliata è mettersi in competizione con la madre, che quasi sempre ha sui figli, soprattutto maschi, un potere molto forte. In più si può essere gay in modi diversi: apertamente, come mi sembra faccia lei, o cautamente, come per ora ha scelto di fare il suo compagno, per non ferire la madre o perché non se la sente di affrontare eventuali difficoltà. Potete parlarne, ma lei non può imporsi al suo amico che per ora, mi scusi, non mi sembra intenzionato a fare coppia con lei. Lei stesso dice che si tratta di una battaglia persa in partenza, ma non so-lo, mi pare, per ragioni familiari.
Tra i valori forti di questa persona, non c'è quello di amarla appassionatamente. Rifletta sul fatto che difficilmente le persone cambiano, soprattutto se si tenta di costringerli a farlo.
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