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| Ds e Prc corteggiano i cittadini omosessuali |
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| Manifesti della Quercia per il riconoscimento delle coppie omosessuali |
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| Venerdì 29 Luglio 2005 |
| di Il Resto del Carlino |
| in Vita di coppia |
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di Marco Ascione
Era stato attento, il Professore. Anche a non inserire la parola 'omosessuale' nel manifesto dell'Unione. Stretto nella morsa, sotto il fuoco di fila delle gerarchie cattoliche e dell'ala moderato del suo schieramento, Prodi aveva provato ad annacquare. A mediare, dicendo che sì, i Pacs per il riconoscimento delle coppie di fatto, genericamente intese, vanno bene, ma "che questo nulla ha a che fare col matrimonio". Quasi a sperare che alla fine passasse un po' sottotraccia. E ora che fanno i Ds, suoi principali alleati? Partono con una campagna pubblicitaria pro Pacs, a tutta pagina, con candide foto maxiformato di coppie gay e lesbiche (ma anche eterosessuali), per spiegare ("Unità" di ieri) che "Marco e Matteo condividono casa e sentimenti, oggi vorrebbero condividere dei diritti".
Insomma, se sui cosiddetti temi etici, dall'aborto alle coppie gay passando per il divorzio, il nucleo cattolico dell'Unione frena, aggiusta, precisa, nel timore di perdere terreno al centro, a sinistra si tira allegramente la corda in direzione opposta. Non c'è solo la Quercia, ma anche, ancor di più, Rifondazione (leggere "Liberazione" di ieri) che, in vista delle primarie, chiede espressamente il voto gay per il suo candidato Bertinotti.
"Che bello", gongola il diessino Franco Grillini, che da Bologna iniziò trent'anni fa le sue battaglie per i diritti degli omosessuali. "Che bello, finalmente c'è la gara ad accaparrarsi il nostro voto - insiste il presidente onorario dell'Arcigay -. Quello omosessuale è un pezzo di mondo che non si può più ignorare nelle grandi questioni politiche. La parola gay non figura nel manifesto dell'Unione? Beh, questo è il nostro prossimo obiettivo. E comunque non significa che Prodi non sia attento. Semplicemente, è prudente...". Sì, ma quanto vale il 'partito' degli omosessuali in termini elettorali? Stima di Grillini: "Diciamo due milioni di voti, forse più...". Il problema, però, visto dal centro della coalizione è un altro: quanti consensi cattolici si possono perdere? "I voti - commenta severo Beppe Fioroni, esponente popolare della Margherita - non si dichiarano, ma si contano". Come dire: Grillini, attento a non esporti. D'altra parte, Fioroni è tra quelli che sui Pacs ha già espresso una serie di perplessità, specificando di "non sentire alcuna necessità di norme ad hoc per le coppie gay". "Non ci servono - commenta - folcloristici matrimoni di serie B. Il tema delle coppie di fatto merita attenzione, ma il modo più corretto è ragionare intorno ad un contratto di diritto privato".
La Chiesa, sul punto, è stata chiara. Intonando il controcanto al 'cattolico adulto' Prodi (come lui si definì annunciando la sua partecipazione al referendum sulla procreazione assistita). L'ultimo a cantargliele, all'indomani dell'apertura del Professore ai Pacs, è stato monsignor Giuseppe Anfossi, vescovo di Aosta e presidente della commissione sulla famiglia della Cei (il parlamentino dei vescovi italiani): "Speriamo che i Pacs non diventino una specie di 'piccolo matrimonio'. Altrimenti per la Chiesa non sarebbero conformi all'etica cristiana".
Poi, come se non bastasse, è arrivata anche la 'grana aborto', con la frase attribuita a Prodi: "L'aborto è un patrimonio comune di tutta l'Unione". E lui lì a precisare, dalle colonne di "Avvenire": "Non è un patrimonio comune, ma un fatto conquistato".
Smussare, precisare, bilanciare... Questo articolo ha ricevuto 176 visite.
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