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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Sesto San Giovanni: volantini in chiesa per condannare il registro istituito in comune
Sesto San Giovanni: volantini in chiesa per condannare il registro istituito in comune
I parroci contro le coppie di fatto. Il Corriere della Sera, cronaca di Milano, lunedì 6 dicembre ‘99
Lunedì 06 Dicembre 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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«Questa decisione scardina il valore della famiglia e viola la Costituzione» Contromanifestazione degli omosessuali



SESTO SAN GIOVANNI (Milano) ﷓ Passi che sia stata per mezzo secolo la Stalingrado d'Italia. Ma Sesto San Giovanni non diventerà la Stoccolma del Sud Europa. Almeno non finché don Giovanni Brigatti avrà ancora un foglio nel suo ciclostile: contro il primo registro comunale in Lombardia delle coppie di fatto, nove parroci e il decano di Sesto hanno organizzato ieri il primo volantinaggio clericale. In nome di Dio e della Costituzione. «Per noi questa è ordinaria amministrazione» nega la portata storica dell'iniziativa don Giovanni, da un anno a capo della Chiesa locale. Un ordinario dissenso dal consiglio municipale che, la settimana scorsa, ha approvato l'istituzione del registro delle unioni di fatto. Dal prossimo gennaio, per ottenere la «benedizione» dell'anagrafe sestese, ai registrandi sarà chiesto soltanto di dimostrare che abitano in città da almeno un anno. Due cuori e un domicilio senza altri vincoli: lui e lei, lui e lui o lei e lei. L'ufficiale di stato civile non eccepirà sulla composizione sessuale della coppia che chiederà di essere riconosciuta di fatto. Come ad Amsterdam e come, da poche settimane, a Parigi, dove è nato il Pacs, «patto civile di solidarietà».

Ma il paragone non lusinga il decano della Chiesa di Sesto San Giovanni: «Nessuno vuole condannare gli omosessuali. Ma il mio dovere di prete è ricordare loro che sbagliano. Dicono che vogliono fondare una famiglia, ma quale apporto può dare alla società una famiglia così? Questo è puro individualismo e mi stupisce che sia appoggiato dalla sinistra che si proclama invece solidaristica», E che ha sostenuto il «Pacs» sestese con qualche malcelato imbarazzo interno. Il sindaco Filippo Penati, ex Pci, ha addirittura ammesso le sue perplessità, ma difende il registro, spiegando che dev'essere considerato soltanto un segnale al Parlamento, perché affronti i diritti materiali di tutte le coppie, sposate o no, come la successione ereditaria.

Il suo voto a favore ha spiazzato l'opposizione che contava sulla sua neutralità per bloccare la delibera sul pareggio fra contrari e favorevoli: “Un consigliere del Ppi ha lasciato l'aula cinque minuti prima del voto ﷓ si lamenta Pierfrancesco Gallizzi, capogruppo di Forza Italia, cui appartiene però anche uno dei promotori del registro﷓ La linea del partito rimane contraria. Presenteremo una mozione per abolirlo».

Ma più che dalle contromosse di Forza Italia, il sindaco e la giunta sono stati colti alla sprovvista dalla reazione dei parroci che, ieri mattina, hanno distribuito in chiesa. con il foglio eucaristico, anche un volantino di vibrante disapprovazione corale: «Questa decisione scardina il valore fondamentale della famiglia, nucleo essenziale e determinante di un'equilibrata ed efficiente vita personale e sociale; come tale essa è anche contraria al dettato della Costituzione italiana» stabilisce compatto il clero di Sesto.

Chi non si è fatto trovare impreparato è il fronte omosessuale che ha organizzato un controvolantinaggio sui sagrati: alla messa alta delle Il e 30, accompagnata dal coro degli. scout nella basilica di Santo Stefano, i fedeli sono entrati già con un foglietto in mano, distribuito dall'«Associazione dei genitori di omosessuali» e dal «Coordinamento gruppi di omosessuali cristiani». «Ci ribelliamo a quest'uso ideologico e razzista del concetto di Famiglia come diritto di chi è fatto solo in un certo modo» è la risposta, che si conclude con un invito a «un dibattito pubblico e chiaro sul problema». Se lo augura anche don Mario Moriggi, parroco di Santa Maria Ausiliatrice: «Abbiamo voluto fornire materia di riflessione, ora ci aspettiamo un dibattito civile fra i gruppi impegnati e di volontariato». Civile, sottolinea don Giovanni Brigatti: «Senza scadere nell'aggressività e nell'insulto. Il nostro volantino non manca di rispetto a nessuno.

Da Milano la Curia non si pronuncia, ma don Giovanni assicura di non essersi aspettato alcun intervento in proposito: «Certo sarei contento se il cardinale si esprimesse. No, non ho ritenuto di consultarlo visto che non lo faccio abitualmente per preparare un'omelia o concedere un'assoluzione. La mia iniziativa non è confessionalistica, ma sociale. Ordinaria amministrazione». Il ciclostile è sempre acceso.

Elisabetta Rosaspína






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