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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Cronaca della manifestazione di Sesto San Giovanni contro il volantinaggio dei parroci.
Cronaca della manifestazione di Sesto San Giovanni contro il volantinaggio dei parroci.
Sono stati distribuiti 3000 volantini davanti alle chiese, Alessandro Galvani era presente e ci racconta com'è andata.
Martedì 07 Dicembre 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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UNIONI CIVILI A SESTO SAN GIOVANNI (MI).

REAZIONE CATTOLICA E REAZIONE OMOSESSUALE.

In seguito all'approvazione del Registro per le Unioni di Fatto al comune di Sesto il 30.11.1999, i preti della stessa citta' hanno annunciato che domenica 5.12.1999 avrebbero volantinato, contro quella decisione, davanti alle loro chiese.

Domenica 5.12.1999 pero', presso alcune chiese della citta' di Sesto S.G. (Milano), una dozzina di attivisti/e delle organizzazioni appartenenti all'Arcobaleno lesbico-gay-trans di Milano (il coordinamento dei gruppi GLT milanesi), hanno controvolantinato davanti alle stesse chiese, distribuendo alcune migliaia di volantini ai fedeli e nelle case della stessa citta'. Mentre i preti, in chiesa, annunciavano l'iniziativa invitando i fedeli a prendere la loro lettera di protesta (qua di seguito, all.1), gli/le attivisti/e (da 18 ai 45 anni) distribuivano un volantino (qua di seguito, all.2) sul piazzale delle chiese: il risultato e' che molti fedeli scambiavano noi per i "parrocchiani-distributori", e prendevano il nostro materiale scambiandolo per quello cattolico. Altri entravano in chiesa gia' con il nostro volantino, durante le messe delle 10.00 e delle 11.30.

Nessun episodio di intolleranza: su 3000 volantini distribuiti, solo una decina di persone ci ha risposto che non voleva quel materiale. Altre persone, tra cui moltissimi/e anziani/e e giovanissimi, hanno accettato e intascato il tutto (il racconto del tutto e' qua di seguito, all.3).

Prova che i diktat delle chiese possono essere scavalcati con poca fatica e molto rumore. L'Arcolbaleno LGT, senza fare alcun comunicato stampa, si e' visto citare in cronaca nazionale sul CorSera del 6.12.1999. Segno questo che basta poco per ottenere la visibilita' necessaria: basta indovinare il modo.



allegato 1:

COMUNICATO DEI PRETI DI SESTO S. GIOVANNI SULL'APPROVAZIONE DEL REGISTRO DELLE "UNIONI DI FATTO".

Martedi' 30 il Consiglio Comunale ha approvato l'istituzione del Registro delle "Coppie di fatto"; con esso si apre la possibilita' di dare diritti civili alle coppie eterosessuali conviventi e alla coppie omosessuali.

Noi Preti di Sesto ci sentiamo in dovere di intervenire sulla questione per parlare anzitutto ai cristiani.



Prima di spiegarci ci preme dire che il nostro intervento nasce dal desiderio di contribuire positivamente alla crescita vera ed integrale di ogni persona, e alla costruzione di una convivenza cittadina solidale, produttiva di un pieno benessere, serena e pacifica per tutti.

Aggiungiamo che, se pur ci sono esigenze morali perenni intrinseche alla stessa natura umana, nessuno ha il diritto di giudicare nessuno: ognuno sta davanti a Dio e alla sua coscienza; tanto meno compete a noi preti giudicare il mistero di ogni persona, cui tutti dobbiamo attribuire sempre signorile rispetto.



Detto questo, e proprio per offrire aiuto vero a quanti si sentono personalmente coinvolti nella questione che stiamo trattando, non possiamo tacere la verita' e le sue conseguenze pratiche: diciamo che la decisione di istituire il "Registro delle Coppie di fatto" non e' condivisibile.

Infatti, anche se essa per ora non puo' avere alcun effetto concreto, riveste pero' una grande rilevanza culturale: favorisce l'idea falsa e distruttiva che l'esercizio della sessualita' non esige valori etici oggettivi e va invece lasciato all'arbitrio di ciascuno; per di piu' essa pretende dare a questa impostazione individualistica diritti sociali.

In una parola: la decisione scardina il valore fondamentale della famiglia, nucleo essenziale e determinante di una equilibrata ed efficiente vita personale e sociale; come tale essa e' anche contraria al dettato della Costituzione italiana.



Siamo tutti preoccupati della situazione giovanile; chi ha un minimo di esperienza e di competenza al riguardo sa che dietro lo smarrimento di un ragazzo e di una ragazza sta spesso, certamente non solo, lo smarrimento della famiglia; la decisione presa dal consiglio Comunale si assume drammaticamente la responsabilita' di accrescere questi dolorosissimi smarrimenti.



Per finire domandiamo a tutti, e in particolare a chi ha votato "si" in Consiglio Comunale:

"Quale tipo di societa' vogliamo costruire con queste scelte individualistiche?

Cosa facciamo per aiutare i giovani a costruire una vita sana, bella e felice?

Cosa facciamo per sostenere le coppie di fidanzati a formarsi una famiglia?

Cosa facciamo per le famiglie giovani con bambini?"



Contro la facile acquiescenza alla decadenza morale, invitiamo tutti ad una piu' efficace azione etico-religiosa, culturale, educativa, economica e politica per offrire alla Citta' di Sesto possibilita' concrete di vero progresso civile.

Auspichiamo che questo nostro intervento inizi un dibattito serrato e intelligente con tutti, rispettoso delle persone e pur anche desideroso della verita' e del bene.

Quanto a noi vogliamo impegnarci a svolgere sempre meglio il ruolo che ci compete.

I preti di Sesto S. Giovanni

Sesto S. Giovanni: 1 dicembre 1999

allegato 2: volantino Arcobaleno LGT Milano



Associazione Genitori Di Omosessuali (A.GE.D.O.)

Coordinamento Gruppi Di Omosessuali Cristiani (IL GUADO)

UNIONI DI FATTO A SESTO S.G.



30.11.1999: il Consiglio Comunale di Sesto S.G. approva il Registro delle Unioni Civili.



1.12.1999: i preti di Sesto S.G. condannano la decisione del Consiglio Comunale, in quanto sarebbe anticostituzionale, contro l'essenza stessa della famiglia, e perché sinonimo di connivenza con la Decadenza Morale.



NOI, che di famiglia e del suo valore ce ne intendiamo, perché' la viviamo ogni giorno, ci ribelliamo a quest'uso ideologico e razzista del concetto di "Famiglia" come diritto di chi è fatto solo in un certo modo.

RINGRAZIAMO il Sindaco ed i Consiglieri comunali che hanno saputo capire profondamente il vero valore della famiglia, di tutti i tipi di famiglie, che noi consideriamo il luogo degli affetti e della solidarietà. NON RINGRAZIAMO invece i partiti e i consiglieri che hanno voluto fingere che non vi siano persone senza i diritti umani alla protezione. Una società giusta è tale solo se difende tutti, anche le minoranze, altrimenti vigerebbe la legge della jungla, quella "del più forte" che noi condanniamo.

NOI, che di amore per i figli ce ne intendiamo, non vediamo minimamente minacciato il valore della famiglia, perché le nostre non sono famiglie che si reggono sui divieti di legge, ma sul rispetto, anche quello dei nostri figli. Se qualcuno vorrà ancora insinuare che vogliamo scardinare la famiglia, dovrà d'ora in avanti dimostrarlo, e non più dichiararlo solo ai giornali. Noi siamo pronti ad un dibattito, pubblico e chiaro sul problema. Speriamo, ma non siamo certi, che lo siano altri.



E ricordiamo ancora, nel 1999, l'art. 16 della

DICHIARAZIONE UNIVERSALE PER I DIRITTI DELL'UOMO:

"UOMINI E DONNE IN ETA' ADATTA HANNO IL DIRITTO DI SPOSARSI

E DI FONDARE UNA FAMIGLIA, SENZA ALCUNA LIMITAZIONE…".



Speriamo che finalmente nessuno più si senta in diritto di limitare gli altri che non sono come lui vorrebbe, perché questo a casa nostra lo chiamiamo razzismo. E abbiamo insegnato ai nostri figli a non essere razzisti ed intolleranti se qualcuno non è come si vorrebbe. Speriamo che i nostri figli non siano più costretti a scontrarsi con chi difende la Famiglia negando il riconoscimento di diritti e libertà di scelta e di autodeterminazione ai suoi componenti.

Grazie.



a cura dell'ARCOBALENO lesbico-gay-trans milanese (associazioni, organizzazioni di volontariato onlus, coordinamenti, collettivi, circoli culturali, gruppi di lavoro della provincia di Milano) - f.i.p. c/o C.I.G. Milano - via torricelli 19 - 20136 Milano.



allegato 3: UN RAID GAY

di Alessandro Galvani



Giovedi' 2 dicembre vengo a sapere dal Tg regionale, su Rai3, che le Unioni civili sono passate a Sesto; e che i preti di Sesto vogliono volantinare contro cio'. Bisogna fare qualcosa: faccio qualche telefonata in giro per saggiare le possibilita': in due ore raccolgo un po' di nomi, anche se c'e' qualcuno che parte con i soliti "ma cosa vai a volantinare, lascia perdere!", "sbagli, perche' cosi' darai visibilita' ai cattolici omofobi", e quache "no, guarda, alzarmi alle 9 e' troppo presto, non vengo" (eh gia, le rivoluzionarie del the delle 5!).

Il problema e': cosa fare per dissentire, senza per questo essere cacciati nella solita inutile nicchietta del "movimento gay contro la chiesa"? Proviamo ad usare il metodo cattolico: "dividi e scatena la rissa tra gli altri". Detto e fatto: i preti ce l'hanno con l'etica non-cristiana? E contro la dissoluzione della famiglia? Allora chiamo un gruppo di cattolici gay (il Guado, a Milano), e un gruppo di famiglie (l'Agedo) che accettino di comparire in testa ad un volantino di protesta. Cosi' i cattolici potranno scoprire che ci sono cattolici pro-gay e famiglie pro-unioni civili.

Contatto le organizzazioni del coordinamento Arcobaleno LGT di Milano, e tutti/e acconsentono ad essere presenti davanti alle chiese, lo stesso giorno, fianco a fianco agli eventuali cattolici.

Bastano pochi/e volontari/e, disponibili a prendere vento e freddo e a non scatenare liti furibonde; le regole di partenza sono: niente risse, nessuno/a di noi sui sagrati, sorriso smagliante e volantini a go-go , niente di piu'.

Ci dividiamo per alcune chiese della citta' (dodici parrocchie a Sesto per noi, oggi, sono comunque troppe!), e copriamo ogni uscita dalle parrocchie; ad un certo punto scopriamo che i fedeli arrivano sul sagrato delle chiese gia' con il nostro volantino: come hanno fatto ad averlo? Dopo mezz'ora scopriamo che due dei nostri si sono spinti fin nelle vie adiacenti ad intercettare i possibili cattolici, tanta e' la foga del volerli contattare coi volantini. Poi chi esce dalla messa ci dice spesso: "oh, grazie", oppure "grazie, ce l'ho gia'!": All'inizio non comprendiamo, ma poi scopriamo che i parroci ci vengono in aiuto. Invitando a prendere la lettera di protesta cattolica in fondo alle chiese, mettono confusione ai fedeli, che pensano che siano quei/quelle poveri/e disperati/e la' fuori i distributori "canonici". Cosi' l'effetto della nostra protesta viene moltiplicato, senza ulteriore sforzo. Grazie, parroci di sesto!

Al termine delle celebrazioni ci avanzano ancora dei volantini, decidiamo di continuare e giriamo per le vie di Sesto inserendo copie dei volantini nelle cassette postali dei condomini.

Un freddo del diavolo ma abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, e siamo pure felici; baci e abbracci e ognuno torna a casa a a riscaldarsi.

Lunedi',il giorno dopo, ci troviamo sul Corriere della Sera, in cronaca nazionale, grazie a quell'iniziativa che ci ha richiesto solo alcune ore di impegno e presenza nei piazzali delle chiese!

Mi sia concesso una serie di spunti, alla fine del tutto:



1) esiste un nucleo di attivisti che, nonostante le voci sullo sfascio del movimento, e' disponibile ed e' capace di mobilitarsi in brevissimo tempo per fare azioni di contro informazione importantissime per una comunita' che soffre della mancanza cronica di visibilita' (e con questo dobbiamo ringraziare tutti loro, che hanno offerto per un giorno una occasione educativa di visibilita' e di rispetto delle differenze ad una citta' di quasi 100.000 abitanti, esponendosi a eventuali insulti & c.);



2) esiste la possibilita' di muoversi a favore di grandi progetti culturali senza arenarsi in dibattiti televisivi e mediatici, che tanto sono pochi e controllati: le espressioni dei fedeli in piazza ci dicevano che era la prima volta che vedevano LGT umani e vivi!



3) le iniziative vis a' vis sono forse piu' efficaci delle tribune elettorali e dei servizi sul tg2; il tutto a patto di essere disposti ad esporsi per un impegno di grande spessore civile; in questo caso c'erano persone eterosessuali che hanno rifiutato l'aiuto solo per il poco preavviso, ma sono disponibili nelle prossime iniziative;



4) la' fuori c'e' bisogno di qualcuno che si prenda a cuore i diritti delle persone omo e transessuali, e non delle maggioranze di governo e di giunta: difendere i diritti gay, lesbici e trans significa smetterla di aspettarsi dalla politica, dai consiglieri, dai parlamentari quelle cose che dobbiamo fare Noi, in prima persona, dal vivo, ossia di persona essendo visibili. Ognuno ci metta pure il tempo che desidera per fare il suo coming out, ma si metta in testa che se non ha il coraggio di farsi vedere dal suo parroco o dai suoi amici come gay fiero di cio', non ci muoveremo mai dalle catacombe, cioe' dal luogo (e nella lettera dei preti di Sesto e' chiarissimo) che gli altri vorrebbero noi abitassimo.



5) ci hanno insegnato che noooooo, non potevamo essere gay: hanno sbagliato!

ci hanno insegnato che non c'erano persone gay: hanno sbagliato!

ci hanno insegnato che dovevamo tacere per vivere meglio: hanno sbagliato!

ci hanno insegnato che non sarebbe servito a nulla fare rumore: hanno sbagliato!

ci hanno insegnato che non ci avrebbe ascoltato nessuno: hanno sbagliato!

ci hanno insegnato che non servono iniziative di confronto: hanno sbagliato!

ci hanno insegnato che loro non sbagliano perche' sanno come vanno le cose: hanno sbagliato!

A noi sta ora capire che queste azioni sono importantissime, nelle cittadine e nei paesi, cioe' nella maggioranza della popolazione italiana; a noi sta il capire che dobbiamo farci forza (da soli), aiutarci (da soli), motivarci e stimolarci (da soli), perche' solo cosi' potremo prendere in mano la possibilita' di essere quello che siamo alla luce del sole: gli altri non ne hanno mai azzeccata una, e figuriamoci se sarebbero disposti a scommettere cinque lire nelle nostre capacita' di cambiare questo mondo idiota! Quindi sappiamo che, di conseguenza, e' la strada giusta!

Buone manifestazioni a tutte/i.

Alessandro Galvani

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