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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Intervista ad Alessandro Piano, consigliere azzurro di Sesto San Giovanni che ha reso possibile l’istituzione del registro delle coppie di fatto nella sua città. All'interno un'immagine del consigliere di FI.
Intervista ad Alessandro Piano, consigliere azzurro di Sesto San Giovanni che ha reso possibile l’istituzione del registro delle coppie di fatto nella sua città. All'interno un'immagine del consigliere di FI.
Alessandro Piano rappresenta l’avanguardia liberale di quel partito che era nato dalle ceneri della prima repubblica allo scopo di raccogliere il voto dei cittadini moderati, laici o cattolici, che volevano considerare se stessi al "centro" del panorama politico italiano. Di Marco Volante
Martedì 07 Dicembre 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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Intervista ad Alessandro Piano, consigliere azzurro di Sesto San Giovanni che ha reso possibile l’istituzione del registro delle coppie di fatto nella sua città.







Alessandro Piano rappresenta l’avanguardia liberale di quel partito che era nato dalle ceneri della prima repubblica allo scopo di raccogliere il voto dei cittadini moderati, laici o cattolici, che volevano considerare se stessi al “centro” del panorama politico italiano.



Piano ha ricordato al suo partito che esiste una componente laica e liberale nelle sue file e l’ha fatto nel modo più diretto, col voto, con l’esempio, col coraggio di andare controcorrente, cosciente delle possibili conseguenze politiche della sua presa di posizione, sicuro, comunque, di avere l’appoggio di tutta l’ala “liberal” del partito, a partire dal gruppo consiliare di Milano che annovera tra i coraggiosi Fabrizio De Pasquale, Giulio Gallera, Vincenzo Giudice, Antonella Maiolo, Paolo Massari, Stefano Maullu, e Milko Pennisi: tutti firmatari di una proposta di delibera analoga a quella che, presentata da Piano, ha istituito, primo comune in Lombardia, il registro delle coppie di fatto a Sesto San Giovanni, tra lo strepitare dei preti, il tuonare del Papa e lo sconcerto dei politici cattolici di entrambi gli schieramenti. La politica civile e del buon senso infatti è trasversale così come quella del bigottismo ipocrita e miope. “Non sono preoccupato per le conseguenze dirette, di tipo disciplinare, del mio comportamento, quanto per le conseguenze sulla mia «carriera» politica che in Forza Italia potrebbe divenire complicata se non avrò l’appoggio dei liberali del mio partito, che pure esistono ed operano attivamente.” La preoccupazione deriva dall’alzata di scudi del gruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Sesto, nonché dall’irata reazione di Paolo Romani, segretario regionale del partito, il quale ha annunciato che il gesto di Piano “non resterà senza conseguenze”. “L’idea di stimolare il dibattito sui diritti delle coppie di fatto venne spontanea subito dopo l’istituzione a Pisa di un registro analogo. Subito mi misi a studiare la possibilità di portare a Sesto quell’esperienza, anche studiando sul posto la delibera toscana e intervistandone i fautori. L’iter burocratico della delibera, comunque, ha seguito tutti i passi necessari –continua Piano come a voler dar conto della sua correttezza- fermandosi ove fosse necessaria una verifica e proseguendo, per oltre un anno dalla prima presentazione, fino ad approdare al famigerato voto positivo, ottenuto anche grazie ad assenze in aula che, peraltro, erano paradossalmente preordinate a non permettere il voto con il trucco della mancanza del numero legale, che invece è stato raggiunto con mille difficoltà e grazie al sindaco Penati che ha deciso di votare a sorpresa e solo all’ultimo momento”.



Marco Volante

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