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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Famiglie e formazioni sociali. Pubblichiamo la relazione introduttiva di lalla Golfarelli, ex assessore ai servizi sociali del Comune di Bologna, tenuta al convegno sulle famiglie
Famiglie e formazioni sociali. Pubblichiamo la relazione introduttiva di lalla Golfarelli, ex assessore ai servizi sociali del Comune di Bologna, tenuta al convegno sulle famiglie
Il convegno si è tenuto giovedì 9 dicembre nell'aula consigliare del Comune di Bologna e vi hanno aprtecipato fra gli altri anche Franco Grillini e Marzio Barbagli.
Venerdì 10 Dicembre 1999
di Franco Grillini
in Vita di coppia

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Nel marzo ‘97 è stato votato dal Consiglio Comunale un ordine del giorno di Anna Del Mugnaio, Marcella Di folco e altri sulle “formazioni sociali”.



ODG 34 LINEE DI SVILUPPO DELLE POLITICHE FAMILIARI. P.G.N. 13642/97 (ARGOMENTO)





ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DALLA CONSIGLIERA DEL MUGNAIO , DISCUSSO E VOTATO NELLA SEDUTA CONSILIARE DEL DEL 3 MARZO 1997



“Il Consiglio Comunale

sentita e apprezzata la relazione dell’Assessora alle politiche sociali, le analisi in essa contenute e le proposte illustrate;

alla luce dei contributi emersi nel corso del dibattito espressivi delle diverse sensibilità e aree culturali di riferimento, che hanno fra l’altro richiamato l’attenzione dell’Amministrazione Comunale sulla situazione demografica bolognese e sulle trasformazioni sociali avvenute nella nostra città;

chiede alla Giunta di proseguire il metodo di lavoro che ha portato all’acquisizione delle proposte provenienti dal Consiglio e di proporre al Consiglio stesso un report periodico;

impegna la Giunta a promuovere politiche mirate a breve, medio e lungo termine per favorire lo sviluppo della città contribuendo a rendere positivo il saldo migratorio e a diminuire il costo della vita, considerando la politica urbanistica elemento chiave di uno sviluppo sostenibile e solidale;

giudica essenziale associare la prosecuzione e la valorizzazione dell’azione dei servizi con la pratica di nuove modalità di intervento integrativo volto ad assicurare pari opportunità a ogni famiglia con figli e carichi di cura, oggi di fatto svantaggiata. Questo obiettivo è di tale rilievo e complessità che può essere perseguito realisticamente solo attraverso un forte coordinamento di tutti i settori dell’Amministrazione.

Il Consiglio Comunale

ritiene essenziale l’esigenza che anche la legislazione nazionale individui appropriate politiche fiscali, del lavoro, della casa e di sostegno alle famiglie, a partire da un profondo adeguamento dell’istituto degli assegni familiari.

Il Consiglio Comunale

considera che l’impegno complessivo dell’Amministrazione Comunale debba rivolgersi sia in favore della famiglia sia in favore delle diverse formazioni sociali, attraverso politiche socio-assistenziali, e attraverso misure di “pari opportunita”, utilizzando anche strumenti innovativi quali, ad esempio, le scale di equivalenza.



In particolare:

sostiene l’azione volta a riconoscere pari opportunità fra chi ha figli e chi non ne ha: le donne e gli uomini devono poter scegliere con il massimo di libertà se avere figli o non averne: è per questo che occorre sostenere anche le donne sole, che aspettano un figlio;

ritiene prioritario riferirsi in particolare alle famiglie con figli per sostenerne le funzioni genitoriali e alle famiglie e formazioni sociali con particolari carichi di cura nei confronti delle persone anziane, handicappate o gravemente ammalate. In particolare è necessario sostenere le famiglie con un solo genitore, le donne in attesa di un figlio, le famiglie e le formazioni sociali in formazione. Parimenti devono proseguire e trovare ulteriore forza gli interventi socio-assistenziali specifici per le famiglie, le formazioni sociali, le famiglie svantaggiate provenienti da altri paesi;

auspica che venga presentato al più presto al Consiglio un insieme di provvedimenti sulla casa che possano facilitare la sistemazione dei nuclei privi di alloggio, favorendo al contempo l’accoglienza di nuovi nuclei, compresi quelli provenienti da altri Paesi.

Il Consiglio Comunale

riconosce che questo insieme di scelte non è esaustivo e conferma il proprio impegno a far sì che le formazioni sociali, che segnalano nuovi modelli di convivenza, trovino una loro forma giuridica in una adeguata legislazione nazionale;

Il Consiglio Comunale

al fine di realizzare gli obiettivi suindicati impegna la Giunta a compiere nei tempi previsti, le seguenti azioni prioritarie e a modificare in tal senso le schede presentate dal Consiglio stesso:

1. attuare entro giugno ‘97 le nuove proposte di ulteriore riequilibrio delle tariffe, dei servizi comunali per le famiglie con figli, dando indicazioni in tal senso anche alle aziende pubbliche di servizi (ATC, Seabo, ecc.);

2. presentare entro il marzo ‘97, il primo progetto per la prima infanzia che dovrà contenere le ipotesi di sviluppo del servizio nidi e le proposte integrative al servizio stesso, tra le quali dovrà essere prevista la sperimentazione, da prevedersi a partire da settembre ‘97, dall’erogazione dell’assegno per le madri e/o i padri che scelgono di assentarsi dal lavoro per seguire i figli entro l’anno di vita, promuovendo la condivisione delle funzioni di cura. Tale sperimentazione sarà preceduta dalla definizione dei criteri per l’accesso all’assegno;

3. predisporre entro aprile ‘97 un progetto operativo orari della città che faciliti la conciliazione degli impegni lavorativi e di cura;

4. predisporre un progetto operativo da marzo 1998 di sostegno alle donne in attesa di un figlio e in condizione di bisogno, per garantire alloggi adeguati al nucleo madre/bambino e favorire il rientro al lavoro dopo il parto. Si propone di definire un “minimo vitale”, con criteri da stabilirsi, per le donne in difficoltà economica dopo il III° mese di gravidanza e per un periodo che, perdurando la necesità, arrivi fino al II° anno di vita del bambino;

5. sostenere con particolare attenzione le inziative di affido familiare ed i progetti di mutuo aiuto tra famiglie;

6. approfondire i progetti già indicati di nuova residenzialità, attuando entro ottobre ‘97 il progetto di prestito sull’onore in conto interessi per le famiglie in formazione. Tali progetti vanno collegati a un più generale progetto-casa per famiglie con bambini con carichi di cura, per le famiglie in formazione, donne sole in attesa di un figlio e nuove formazioni sociali. Si sottolinea inoltre che le politiche per la residenzialità sono cruciali per molte categorie di cittadine e cittadini in stato di bisogno. Vanno sostenute in questo ambito: anziani soli, nuclei provenienti da altri paesi, studenti e giovani lavoratori e lavoratrici;

7. promuovere strumenti di informazione delle famiglie in situazione di emergenza sociale e in difficoltà abitativa,

8. attivare entro giugno ‘97 una prima sperimentazione di edilizia abitativa che ampli le tradizionali modalità di edilizia sociale (casa che cresce con la famiglia, cooperative edilizie di solidarietà sociale);

9. sostenere le esperienze di sussidiarietà e le reti e le relazioni fra servizi pubblici e servizi privati in campo sociale, sanitario ed educativo e in particolare tra quelli di accoglienza, di sostegno alle competenze genitoriali e i consultori, sia pubblici che del privato sociale;

10.presentare al Consiglio un documento di indirizzo per l’applicazione del principio di sussidiarietà;

11. utilizzare le risultanze della ricerca sulle scale di equivalenza per rendere più adeguate e paritarie le politiche familiari a partire dal ‘98, applicandole in via sperimentale almeno ad un servizio alla persona;

12. attivare il servizio sociale territoriale entro il marzo ‘98;

13. adottare, indicatori ai quali rapportare le singole iniziative per consentire la valutabilità del loro impatto sociale sia singolarmente che nel loro complesso.

Il Consiglio Comunale

impegna la Giunta a proporre alle Commissioni competenti trimestralmente gli stati di avanzamento dei progetti proposti;

consapevole del fatto che ogni famiglia rappresenta una risorsa della nostra società e quindi ognuna e tutte sono soggetto e non solo oggetto di politiche sociali, volendo valorizzare e promuovere l’auto organizzazione e il mutuo aiuto fra le famiglie; utilizzando altresì la ricca presenza attiva di associazioni familiari, genitoriali, di genere e di Associazioni interessate, richiede:

venga indetto un Forum a cui chiamare tutti gli interlocutori interessati a collaborare alla nuova stagione di politiche familiari della nostra città per un largo confronto sulle idee e i progetti scaturiti dal lavoro del consiglio e da quello della Giunta municipale,

si istituisca una forma di consultazione permanente con le associazioni suddette e con le OO.SS. nelle forme che verranno precisate dal Consiglio stesso previa la necessaria istruttoria presso le Commissioni competenti. Per parte sua la Giunta viene impegnata ad un esame continuativo delle proposte di progetto presentate in tali sedi o qui pervenute da Associazioni attive nel settore e operanti esperienze significative per le famiglie.

F.to Anna Del Mugnaio - Franco Sisto Malagrinò - Marcella Di Folco - Filippo Boriani - Carlo Castelli - Vania Zanotti - Paolo Mengoli - Paolo Zanca - Giovanni Salizzoni”””

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APPROVATO: con 27 voti favorevoli (DT - DB - GB - VERDI )

13 voti contrari (PRC - AN - GRUPPO MISTO - BN)





Molto di quanto proposto è stato attuato e i contenuti sono ancora attuali e consentitemi anche i favorevoli e i contrari.

Contro quell’ordine del giorno era infatti il centrodestra, in apparenza favorevole a politiche per la famiglia ma nella sostanza incapace di proporne di autentiche al di là di affermazioni integralistiche. Il nostro Stato pone la famiglia fra le sue premesse costitutive eppure e allo stesso tempo lo Stato ha fornito alla famiglia sostegni largamente inadeguati fino alla svolta dei Governi, Prodi e D’Alema.

Recentemente sia con Leggi straordinarie e di progetto sia con Leggi ordinarie sia nell’ambito delle Finanziarie, l’ultima in particolare, si sono colti importanti segnali di cambiamento e attenzione ai bisogni delle famiglie, in particolare di quelle con figli e a basso reddito. Basti pensare all’aumento degli assegni famigliari, all’assegno per maternità, all’assegno per le famiglie numerose, alle importanti detrazioni fiscali, particolarmente significative per le famiglie con figli, specie se sotto i 3 anni, al pacchetto di misure finalizzate alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza a partire dalla Legge 285, pacchetto che ha portato la spesa per l’infanzia in un rapporto da 10 a 300, al sostegno alle giovani coppie e alle famiglie monogenitoriali per l’affitto e l’acquisto della casa, ad un sistema di norme teso ad armonizzare i tempi di lavoro e di cura, ai contenuti della riforma del sistema di solidarietà sociale.

Anche se siamo ancora lontani da misure risolutive, credo si debba riconoscere che alla base di queste innovazioni sta una crescente consapevolezza pubblica del costo dei figli e del valore sociale delle funzioni di cura, indotta, non dobbiamo nasconderlo, anche da una crescente attenzione al fenomeno del calo della natalità e del contestuale invecchiamento della società italiana, che produce un rapporto squilibrato fra pensionati e lavoratori.

Questo dibattito ha visto, negli anni passati, la nostra città contribuire a determinare una prospettiva che individua nell’assenza di figli un costo per la collettività e nella svalorizzazione delle funzioni di cura una delle cause sia delle difficili scelte procreative sia di molte, difficili solitudini.

Le politiche del Governo, che pongono al centro la famiglia, i figli, la cura hanno avuto nella Regione Emilia-Romagna con gli Assessori Signorino e Borghi, e in Bologna un luogo di sperimentazione e anticipazione.

Temiamo che anziché riproporre politiche significative questa Amministrazione riprenda un atteggiamento di ideologica stigmatizzazione del comportamento riproduttivo, particolarmente femminile e delle libere scelte di relazione.

Continuiamo a ritenere, anche dall’opposizione, che bisogna partire dalla realtà così com’è e a questa commisurare l’adeguatezza delle politiche sociali.

Noi sappiamo che una delle malattie più gravi della nostra società è la solitudine. Basti pensare all’aumento delle famiglie unipersonali nella nostra città o al numero e alla qualità delle separazioni.

L’altra difficoltà è ancora nella disparità di genere, che ancor oggi fa sì che gran parte del lavoro di cura nei confronti dell’infanzia, delle persone non autosufficienti o anche semplicemente nei confronti del partner sia ancora delle donne, che continuano nella fatica della doppia presenza, perché hanno saputo dare un valore ed un significato a molti gesti e azioni, che si svolgono nella quotidianità.

Se da un lato l’impegno delle donne nel lavoro di cura all’interno delle famiglie resiste, ugualmente le donne stanno opponendo una resistenza silenziosa e sofferta a una maternità non valorizzata e sostenuta.

Sono ancora molti e notevoli gli ostacoli che si oppongono a chi desideri formare una famiglia e fare figli.

Sono altresì grandi e spesso drammatici gli ostacoli che si frappongono a chi vuole formare unioni d’affetto, scambiarsi compiti di cura, assumersi responsabilità scambievoli.

La Costituzione italiana riconosce oltre alle famiglie anche altre formazioni sociali. Se la solitudine e la svalorizzazione delle responsabilità scambievoli sono un problema, allora anche in Italia a partire da quella indicazione costituzionale è necessario dare riconoscimento a unioni d’affetto e di responsabilità. La Francia insegna.

Vogliamo considerare la responsabilità e il lavoro di cura come grandi beni sociali, vera base di una sussidiarietà ricca di senso.

Così come sottolineava l’ordine del giorno del ‘97 vogliamo partire dal riconoscere pari opportunità fra chi ha figli e fra chi non ne ha: le donne e gli uomini devono poter scegliere con il massimo di libertà se avere figli o non averne, ed è per questo che occorre sostenere le scelte più complesse e difficili come quelle di donne sole che aspettano un figlio e delle famiglie monoreddito o monoparentali. Ancora oggi chi ha figli è oggettivamente svantaggiato, nonostante la grande attenzione fiscale e spesso star soli porta vantaggi fiscali.

Crediamo che l’essere genitori, assumere un impegno di cura, educazione, trasmissione di valori e saperi nei confronti di una persona, sia di per sé un patrimonio sociale da valorizzare, così come sono da valorizzare le funzioni di cura e di esplicita responsabilizzazione reciproca.

Crediamo che non sia libertà se un giovane o una ragazza per uscire di casa e far famiglia, devono spesso uscire dalla città, se non, semplicemente, rinunciare. Crediamo che restare insieme sia un scelta, ma che non si debbano abbandonare quanti si separano.

E allora le famiglie per le politiche sociali sono quelle che hanno sancito patti di mutuo aiuto attraverso relazioni parentali o di affidamento. Ci sono oltre ai figli, sempre più, nella famiglie bolognesi persone diversamente non autosufficienti che chiedono e hanno diritto di avere aiuti e cura adeguata. Le famiglie possono essere valorizzate anche come portatrici di risorse proprie, perché come ha fatto la Regione Emilia-Romagna, non ampliare questo valore sociale anche a chi si assume impegni stabili di cura?

Se la cura, la responsabilità, la solidarietà sono la base di relazioni sensate allora vanno comunque sostenute.

Non è necessario confondere la famiglia con le unioni d’affetto e di solidarietà, ma entrambe possono avere uno statuto sociale, basato su indicazioni costituzionali.

Ma torniamo alle politiche, come potete vedere in cartella il Governo ha operato con determinazione nella Finanziaria:



FISCO

Le maggiori entrate fiscali derivano essenzialmente dall’incremento

· Dell’ IVA per l’ 8%

· Dell’ IRPEF per il 13%

· Dell’ IRPEG per l’ 82%

· Dei giochi, lotto e lotterie del 127%



Esse vengono così destinate fra l’altro:

· Riduzione dal 27% al 26% dell’aliquota IRPEF per la fascia di reddito da 15 a 30 milioni; il risparmio ammonta a 7.000 miliardi;

· Aumento della detrazione IRPEF sulla prima casa da 1,4 a 1,8 milioni, così l’ 85% delle famiglie italiane, proprietarie della casa dove abitano, sono esentate dall’imponibile IRPEF sulla casa;

· Aumento delle detrazioni fiscali relative ai contratti di locazione “convenzionati”;

· Aumento delle detrazioni fiscali per i figli a carico e detrazioni aggiuntive per il figli fino a 3 anni;

· Aumento delle detrazioni fiscali per le famiglie con componenti portatori di Handicap;

· Aumento delle detrazioni IRPEF per le persone anziane con più di 75 anni e con un reddito fino a 18 milioni;

· Riduzione degli oneri relativi ai trasferimenti immobiliari;

· Accelerazione degli effetti della DIT per le imprese ed estensione alle società di persone ed alle ditte individuali dell’artigianato e del commercio;

· Aumento del Fondo nazionale per il sostegno al pagamento dell’affitto della casa;

· Istituzione di un fondo di 20 miliardi per persone bisognose e senza fissa dimora;

· Aumento detrazioni per lavoratori para-subordinati e coniugi separati;

· Aumento detrazioni I° scaglione IRPEF per lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e redditi d’impresa;

· Crediti d’imposta (19% dei compensi in natura) alle aziende per alloggio concesso ai propri dipendenti che, per motivi di lavoro, debbano cambiare la loro residenza anagrafica.







Negli anni dal 2000 al 2003, i contribuenti risparmieranno 45.000 miliardi.



Il Governo ha preannunciato, inoltre, un emendamento, a seguito delle decisioni comunitarie, volto a ridurre l’ IVA sulle manutenzioni straordinarie e ordinarie delle case dal 20% al 10%. Mantenendo la possibilità di deduzione fiscale di una parte cospicua dei costi sostenuti (attualmente al 41%).

La riduzione dell’ IVA sarà estesa alle attività di assistenza alle persone svantaggiate, all’infanzia, alle persone anziane.



POLITICHE SOCIALI

La riforma del welfare viene integrata da un sistema organico di politiche familiari e demografiche:

· Viene confermato ed esteso anche alle cittadine extra-comunitarie in possesso del permesso di soggiorno, l’assegno di maternità.

· Si estende la tutela della maternità ai casi di adozione. Il costo dell’indennità di maternità viene attribuito alla fiscalità generale e si riduce di pari misura l’onere a carico delle imprese;

· Si aumentano le detrazioni per i figli, con un particolare bonus per quelli di età inferiore ai tre anni;

· Si aumentano le dotazioni finanziarie per la fornitura dei libri di testo;

· Si dà copertura finanziaria alla legge sulla riforma dell’assistenza;



L’eredità locale è particolarmente rilevante sia in servizi che in prestazioni, basti pensare agli interventi per le madri in attesa e per le madri e i padri soli, l’iniziativa un anno in famiglia, gli sconti tariffari, che riconoscono il costo della cura, a partire dal costo dei figli, ai nostri straordinari servizi sociali ed educativi.

Sono interventi che hanno in molti casi anticipato interventi ora previsti per legge.

Il silenzio tombale della Giunta Guazzaloca sulle politiche familiari ci inquieta.

C’è molto lavoro da fare.

E’ stata l’opposizione a proporre il gruppo di lavoro sull’ISE.

Noi a chiedere come si intenda operare per i nuovi interventi sulle funzioni genitoriali e ora chiediamo: si intende procedere a un sistema informativo, si intende lavorare per armonizzare gli interventi? Si intendono cogliere le nuove opportunità che la legislazione regionale ci offre?

Ci sono importanti questioni di equità relativa che derivano dalle relazioni che intercorrono fra interventi nazionali, regionali, locali e fiscali.

La Giunta Guazzaloca riduce le rette dei nidi, bene.

Ma dopo aver parlato di scale di equivalenza e avendo il Prof. Donati, Consigliere del Sindaco, avviato un’importante riflessione, perché non se n’è tenuto conto?

Sul resto, riduzioni e attacchi alla qualità come nel caso dei nidi.

Si gioca al ribasso per la non autosufficienza, basta guardare le proposte di bilancio per l’assistenza domiciliare agli anziani e la debolezza negli incrementi necessari per l’handicap. Non basta contare sull’aumento dell’assegno di cura come deciso dalla Regione.

Le stesse riforme organizzative languono e il processo di delega ai Quartieri dei servizi all’infanzia, all’età evolutiva e alla famiglia ha subito una battuta d’arresto.

Vorremmo altresì conoscere il programma del Centro per le Famiglie e del Centro Studi e il futuro dell’ Osservatorio Nazionale deciso durante l’incontro nazionale sulla famiglia di un anno fa.

Non ci sono ne parole ne fatti, all’oggi sulle famiglie abbiamo isolati proclami di Garagnani sul buono scuola, non c’è nessun programma. La fortuna della città è che c’erano già prima interventi di tutto rilievo.

Persino sul tema particolarmente bruciante, per le famiglie italiane e straniere, della casa si rallentano, in piano di investimenti, gli interventi previsti con i proventi della vendita A.F.M. e non c’è l’ombra di un programma.

Alla positività della riduzione delle tariffe dei nidi, previste anche dal programma di Silvia Bartolini, fa da contrappunto la “mungitura” delle famiglie bolognesi attraverso l’addizionale IRPEF, qualora avesse avuto come scopo il miglioramento delle prestazioni e degli interventi per le famiglie bolognesi, allora avrebbe avuto senso, ma così non è.

Quindi oltre che bugiarda dei confronti dei propri elettori, ai quali si è rivolta promettendo di non aumentare le tasse, la nuova maggioranza è inadeguata nella proposta.

Si toglie alle famiglie per favorire automobilisti trasgressori e commercianti che ritengono, sbagliando, quelle trasgressioni a loro vantaggio: + IRPEF - multe.

Temiamo che al silenzio segua la crociata ideologica e che alla saggezza che definiva referenti delle politiche familiari sia le famiglie che le formazioni sociali, subentrino chiusure ed esclusioni.

Temiamo che si appanni la consapevolezza della necessità di sostenere il soggetto, che porta le funzioni di cura nella famiglia, sostenendo le donne ma anche la condivisione di donne e uomini.

Temiamo la svalorizzazione dei tanti e delle tante che lavorano nei servizi.

Temiamo che non si sostenga chi da una famiglia in crisi esce, come soggetto più debole, più povero, più responsabile, spesso una donna, i suoi figli e le sue figlie.

Temiamo che ai poveri si chieda conformismo in cambio di assistenza e si neghi libertà.

Temiamo che non si sappia riconoscere il valore di chi si prende cura delle donne maltrattate e dei loro bambini.

Temiamo chi sceglie la fantasmatica famiglia dell’ideologia e lascia nel bisogno le famiglie reali.

Proponiamo di armonizzare le politiche familiari alla luce dei nuovi interventi, di rivisitare le politiche abitative in una prospettiva familiare e intergenerazionale, di riconoscere il “costo della cura”, di fare dello spazio urbano uno spazio “buono” per i bambini e le bambine, (di accelerare i processi di integrazione delle famiglie immigrate, favorendo i ricongiungimenti, di promuovere strutture abitative solidali) di stringere il nesso fra politiche sociali, politiche familiari, politiche di pari opportunità e politiche dei tempi, anche a partire da esemplari pratiche associative che nella nostra città hanno siglato i progetti della 285, la banca del tempo, tante iniziative per l’handicap, innovazione nei servizi come La Casa dei Risvegli, e molto altro ancora.

E’ per questo che abbiamo chiesto a tante e a tanti di dire e suggerire, oggi, per continuare domani a fare insieme, per un fare sociale e politico, anche fuori dal luogo del governo cittadino, in un legame forte con gli eletti e gli amministratori, a partire dai quartieri.



Lalla Golfarelli



Bologna, 9 dicembre 1999

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