(ANSA) - ROMA, 7 giu - ''L'iniziativa del governo di istituire il premio 'La famiglia' e' sacrosanta e doverosa'': lo affermano i senatori Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di AN per le politiche della famiglia e presidente della Consulta etico-religiosa del partito, e Michele Bonatesta, componente della direzione nazionale di AN e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai.
''Quella di dissacrare la famiglia, di sparare ad alzo zero contro i valori familiari tradizionali, di presentare negativamente e pessimisticamente l'istituzione familiare, -osservano i due esponenti di AN- e' una vera e propria moda. La vulgata dominante, il conformismo imperante, la dittatura del politically correct prescrivono che ogni fiction, film e spettacolo che si rispetti, debba parlare dello sfascio della famiglia, illustrare lo scoppio della coppia, raccontare del fallimento delle relazioni tra i componenti del nucleo familiare, con alcolismo, botte, pedofilia, separazioni, divorzi, tradimenti, amanti gay, figli omosessuali, drogati o sbandati, promuovendo cosi' il superamento progressista della famiglia naturale e tradizionale fondata sul matrimonio, anche attraverso l'enfatizzazione dell'avvento delle nuove forme familiari e la loro sovraesposizione. E si dice: e' la realta' che e' cosi', noi la rappresentiamo, non bisogna aver paura di guardare in faccia la realta', di interrogarsi e di riflettere su di essa. Ma cosi' non e'. La maggioranza delle famiglie italiane, ad esempio, -sottolineano Pedrizzi e Bonatesta- e' unita, e' sana, non e' in crisi, non e' in dissoluzione, vive in amore, in fedelta' e in armonia tra coniugi, tra questi e i figli e tra fratelli. Solo che non e' mai rappresentata nei media, e' totalmente assente e invisibile, non esiste''.
In un Paese dove cattolici praticanti e coerenti ''ci sono ancora, e non pochi, -aggiungono Pedrizzi e Bonatesta- l'assenza di visibilita' del nostro modello di vita dovrebbe preoccuparci.
Va bene padre Pio, ma ci farebbe piacere che si veda da qualche parte che esistono anche degli sposi cristiani. Gli omosessuali, che sono meno del 2% della popolazione, godono ormai di una sovraesposizione mediale che li rende presenti dappertutto (con l'invenzione patetica di stereotipi a rovescio). Ormai, non per la societa', ma per la televisione italiana, i veri 'diversi', i veri extraterrestri, sembrano coloro che pensano di vivere la sessualita' all'interno di un matrimonio indissolubile: quelli che fanno scelte cristiane, insomma. Pertanto, -concludono i due esponenti di AN- se, grazie a questa iniziativa del governo tesa a restituire alla famiglia la par condicio mediatica, i nostri figli, per una volta, non vedranno il solito spettacolo, quello che vedono sempre, l'unico che e' concesso loro di vedere, uno spettacolo che deforma la realta', davvero non pensiamo che la comunita' possa dolersene''. (ANSA).
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