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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
GAY. Sì svizzero ai Pacs.
GAY. Sì svizzero ai Pacs.
Approvata l'Unione domestica registrata per le coppie omosessuali. In vigore dal 2007
Martedì 07 Giugno 2005
di Il Manifesto
in Vita di coppia

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SERENA TINARI BERNA



In linea con i pronostici della vigilia, l'Unione domestica registrata è passata con una buona maggioranza alla prova delle urne e dal primo gennaio del 2007 la legge sarà in vigore in tutta la Svizzera. Il risultato è storico davvero: fatto salvo un precedente referendum nel canton Zurigo, per la prima volta al mondo la popolazione è stata chiamata ad esprimersi direttamente sui diritti delle persone omosessuali. Il sì alle unioni civili ha raggiunto una media nazionale del 60 per cento. Hanno votato a favore i centri urbani - contro, le aree più tradizionaliste e periferiche del paese. Sette cantoni hanno bocciato la nuova legge: i più ostili sono stati i cantoni cattolici dell'Appenzello interno (58,4 per cento di no) e il Vallese (55,2). Basilea-città ha invece detto sì alla legge con un sonoro 68,6 per cento.



I promotori del referendum hanno espresso ieri emozione, gioia e soddisfazione per «una vittoria della civiltà e della tolleranza». Secondo il portavoce nazionale Christian Verdon: «È la vittoria di una Svizzera che lascia spazio alle minoranze e che dà a tutti la possibilità di esprimersi. È il fallimento del modello unico tradizionale». Le unioni domestiche sono state bocciate invece dal canton Ticino con il 53,2 per cento, ma la coordinatrice della campagna regionale Donatella Zappa ha spiegato a swissinfo che «ci aspettavamo questo risultato nelle zone dove il cattolicesimo è più forte. Anzi, poteva anche andare peggio. Ma è comunque un momento bello e gratificante, è una vittoria che riguarda tutto il paese. Quello che resta da fare è piuttosto un percorso di informazione e sensibilizzazione nei luoghi dove ha vinto il no alla legge». A cominciare, probabilmente, dall'emittente radiofonica pubblica di lingua italiana. La Rtsi è nell'occhio del ciclone per una performance da lapsus freudiano - o da clamorosa svista, magari, di un tecnico giocherellone e non troppo illuminato. Secondo il settimanale satirico Il Diavolo, sul sito della radio nel week end appena trascorso brillava una sezione dal titolo eloquente: «Speciale sera frocetti».



Affranti, i paladini dell'abrogazione si sono d'altronde prodotti in un notevole florilegio di folclore. Il deputato liberale-radicale Christian Weber, vicino agli ambienti del fondamentalismo cristiano, ha ammonito che «assisteremo a una progressiva omosessualizzazione della nostra società». Mentre Oscar Freisinger dell'Udc ha invitato tutti a «stare molto attenti, perché adesso arriveranno le pretese. Il popolo si è espresso e gli omosessuali si sono guadagnati uno statuto: cercheranno di ottenere anche l'adozione, o di fare entrare l'omofobia nel codice penale». Per la Federazione delle chiese evangeliche (Fces), che aveva raccomandato il sì, la legge «dà un quadro normativo ad una situazione che è già oggi normale». Nel lontano 1995, un sacerdote protestante aveva unito in matrimonio una coppia gay - ma ora la chiesa starebbe pensando ad una forma di benedizione che affianchi l'unione registrata presso gli uffici di stato civile. Persino i democristiani del Ppd cantano vittoria per l'approvazione popolare: «è una legge ragionevole, che mette fine alla discriminazione delle coppie dello stesso sesso».

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