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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Pacs Day. Pubblichiamo una selezione della rassegna stampa sulla manifestazione
Pacs Day. Pubblichiamo una selezione della rassegna stampa sulla manifestazione
A Roma oltre 50 coppie hanno celebrato la loro unione nel giorno del "Pacs day". Ne ha parlato tutta la stampa nazionale e diversi TG
Domenica 22 Maggio 2005
di La redazione di Gaynews
in Vita di coppia

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Pacs Day, rassegna stampa del 22 maggio 2005-05-22



La Repubblica

DOMENICA, 22 MAGGIO 2005



Pagina 21 - Cronaca



Deputati e consiglieri comunali da tutta Italia per partecipare all´iniziativa. L´ira di An: "Proposta ipocrita e farisaica"



Sì in piazza per cinquanta coppie gay



Cerimonia simbolica a Roma. "E ora la legge per legalizzare le unioni di fatto"



1 milione







Grillini: "In questo campo il nostro paese è il fanalino di coda dell´Europa"



PAOLO G. BRERA



ROMA - Sono arrivati da tutta Italia per la prova generale di un matrimonio che la legge non consente ancora, e il costume fatica ad accettare. Cinquantadue coppie gay e lesbiche mano nella mano, ieri mattina alle 11.30 in fila verso un altare di calle e gigli bianchi al centro di piazza San Lorenzo in Lucina, nel centro storico di Roma. Consiglieri comunali cinti da una fascia arcobaleno si alternano a officiare il rito inedito del Pacs, il patto civile di solidarietà insabbiato in commissione Giustizia alla Camera con poche chance di divenire legge.Nicola e Stefano chiudono gli occhi e si baciano davanti a una folla di giornalisti: «Abbiamo celebrato la nostra unione. Siamo una famiglia, è importante che siano rispettati i nostri diritti». «Sono i primi "pacsati" d´Italia», chiosa Franco Grillini, voce storica degli omosessuali e primo firmatario del disegno di legge sul Pacs che offrirebbe le tutele dei coniugi a tutte le coppie, indipendentemente dall´orientamento sessuale. Conviventi e omosessuali, amici o amanti indifferentemente. «Rischiamo di rimanere gli ultimi - continua Grillini - a non avere una legge. In Europa ormai manchiamo solo noi, l´Austria e la Grecia».Gli organizzatori aspettavano una ventina di coppie, ne sono arrivate più del doppio, comprese un paio di eterosessuali. Barbara e Odette dicono un "sì" trepidato in dieci anni di convivenza, tra gli sguardi incuriositi di turisti sorridenti e l´indifferenza dei romani a spasso. Poi si chinano sull´altare a firmare il loro patto, un documento che non ha valore di legge «ma un´immensa forza simbolica». Per mettere quella firma Francesco e Santo sono venuti da Genova: «Siamo legati da un´amicizia fraterna - racconta Santo, 45 anni - siamo gay ma tra noi non c´è sesso. Io voglio poterlo assistere, se si sente male, e invece la legge attuale non me lo consente perché non sono suo parente». Eva e Domenica, due belle ragazze di 33 e 31 anni, a beneficio dei fotografi uniscono le dita nel vecchio segno delle battaglie femministe. Ma non hanno quell´antica aria aggressiva verso l´altra metà del cielo. Vivono in un paese vicino a Bologna: «Ci conosciamo da dieci anni - dice Eva - e ci amiamo da tre. Problemi? Mai. Qualcuno ancora oggi fa finta di non capire, ma appena siamo arrivate in paese lo abbiamo detto alla nostra dottoressa e si sa... il paese è piccolo e la gente mormora». «Ora - dice Domenica - ce ne andiamo una settimana a Berlino. Sarà il nostro pseudo viaggio di nozze». In piazza, sotto un sole da cartolina illustrata, c´è aria di festa. Grillini stringe mani e distribuisce una raccolta di "storie di ordinaria discriminazione" delle coppie non sposate: «Stiamo lanciando la Lega italiana delle famiglie di fatto (www.liff.it), chiederemo sia aggiunta alle consulte per la famiglia di tutti i comuni». Mentre cinquantadue storie di amori diversi sfilano all´altare tra chicchi di riso e bouquet di fiori, si levano sorrisi e applausi come a una festa, conclusa da una sfilata in via del Corso e da una breve riunione celebrativa in una sala concessa dal Campidoglio.Ma non per tutti è festa. Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia, è durissimo: «Quella del Pacs è una proposta ipocrita e farisaica: si vuole il matrimonio gay alla Zapatero, ma si reputa conveniente non dirlo. Estenderebbe a tutti i benefici dei coniugi, ma non i doveri previsti dal diritto di famiglia». «È inaccettabile - rincara Francesco Giro, responsabile di Forza Italia per i rapporti con il mondo cattolico - la furbizia di confondere le nozze gay con i Pacs: un conto è venire incontro a difficoltà di natura giuridica-legale di alcune coppie conviventi, un conto è abolire la famiglia come la intende una cultura millenaria».









La Stampa



ROMA

Il colpo d’occhio, innanzitutto. In nero lui, in bianco lui, mano nella mano, si avanzano trepidanti verso un ufficiale di stato civile che per l’occasione ha svestito la fascia tricolore e ne ha indossato un’altra arcobaleno, e quindi una formula non di rito («Oggi vi impegnate a esprimere vicendevole solidarietà»), due «sì» abbastanza intimiditi, bacio, fotografie. Piazza San Lorenzo in Lucina, Roma: nella prima Giornata dei Pacs, formula un po’ criptica per dire «unioni tra i gay», cinquanta coppie omosessuali si sono «unite» in una cerimonia collettiva abbastanza festosa, in un tripudio di telecamere, di curiosi e anche di amici degli «sposi». Osservavano compiaciuti gli organizzatori, storici leader del movimento omosessuale italiano: Vanni Piccolo, Franco Grillini, Maurizio Palomba. Dice Grillini, che è presidente onorario dell’Arci Gay e deputato Ds: «Ne faremo tante altre di queste manifestazioni, in diverse città d’Italia. Abbiamo appena fondato la Liff-LLega italiana famiglie di fatto e chiederemo di entrare in tutte le consulte familiari di Comuni, Province e Regioni. I tempi sono maturi per la legge sui Pacs: dobbiamo trovare forme di tutela alle piccole e grandi discriminazioni nella vita quotidiana per le unioni gay».

Il Pacs (Patto civile di solidarietà) è oggetto di diverse proposte di legge, ma è malvisto dal mondo cattolico, che vede insidiato il matrimonio classico. «Posso capire la resistenza di chi non vuole comparare la Pacs al matrimonio; - sostiene Piccolo, presidente dell’assemblea nazionale Gay Left - l’importante è che abbia gli stessi effetti giuridici. Molti di noi sono stati esclusi dalla propria famiglia di origine, e questa battaglia che riconosce la solidarietà e l’affetto che si instaura tra due persone, viene da molto lontano». Si aggiunge la voce del diessino Luigi Manconi, eterosessuale, ma attento alle istanze del movimento gay: «Fui il primo - dice - a presentare una proposta di legge per istituire i Pacs nel 1994. E me ne sono occupato anche prima da sociologo dei comportamenti. Io sostengo il fondamento morale di queste unioni».

Intanto la cerimonia si dipana veloce. Una coppia si alterna all’altra. Qualcuno fugge subito via. Qualcun altro più estroverso si dilunga in baci appassionati per la gioia dei fotografi. Stefano e Nicola, giovani conviventi di Perugia, appena firmato l’impegno (che naturalmente non ha alcun valore legale, anticipa una legge che ancora non esiste) si sono precipitati a telefonare a casa. C’era la mamma di Nicola in ansia. «Era combattuta. Un po’ le sarebbe piaciuto esserci, un po’ la turbava la risonanza mediatica. Ma capisce che per noi è importante questa battaglia». A «officiare» con la fascia multicolore ci sono diversi consiglieri comunali di tante città italiane. C’è anche Andrea Benedino, assessore all’Istruzione di Ivrea: «L’idea è di mettere in piazza che le coppie di fatto sono una realtà. Questi ragazzi pongono delle domande alla politica e aspettano risposte. Spesso subiscono discriminazioni. I Pacs potrebbero essere una risposta».





Il Messaggero



Domenica 22 Maggio 2005 Chiudi





DOMANI SERA







di MAURO EVANGELISTI



Era una simulazione, ma le lacrime, le emozioni, i sorrisi, i fiori, le foto, insomma gli ingredienti classici alla base di un tradizionale matrimonio, sono stati veri. Quando un serio e tranquillo quarantenne ha suggellato il patto di convivenza con il suo compagno, sotto il sole di piazza San Lorenzo in Lucina, insomma quando ha detto “sì”, ha cominciato a piangere senza riuscire a fermarsi. In quelle lacrime c’era un mix fra i sentimenti che trovano sostanza e il ricordo di storiche lotte del movimento dei gay e delle lesbiche che chiedono di essere riconosciuti, rispettati, legittimati dalla società. «Non vogliamo essere dei fantasmi».

No, ieri mattina, nel cuore di Roma, la colorata ma seria manifestazione tutto è stato meno che invisibile: 52 coppie, fra gay, lesbiche, transessuali (ma anche cinque eterosessuali), hanno partecipato al Pacsday, organizzato dall’Arcigay, a ridosso di via del Corso. Numerosi consiglieri comunali, in un paio di ore, hanno celebrato le simulazioni del Pacs, il patto di convivenza. L’iniziativa serviva a sostenere progetti di legge che vanno a tracciare una regolamentazione giuridica del rapporto fra le coppie di fatto. Fotografi, baci, duecento curiosi, consiglieri comunali che invece della fascia tricolore vestivano quella ”Rainbow”, vale a dire l’arcobaleno del movimento gay. Poi, mano nella mano, le coppie - molte romane, tante venute da ogni parte d’Italia - hanno marciato fino al Campidoglio. C’era una ragione particolare: proprio in via del Corso, qualche tempo fa, una coppia di giovani omosessuali fu aggredita perché si teneva per mano. Ad officiare le unioni civili, fra gli altri, Alessandro Zan, consigliere Ds a Padova, i romani Patrizia Sentinelli (capogruppo Prc), Pino Galeota (Ds), Maurizio Bartolucci (Ds), Enzo Foschi (Ds), l’ex ministro Katia Bellillo dei Comunisti Italiani, il presidente nazionale Arcigay, Sergio Lo Giudice, insieme a Franco Grillini e Vanni Piccolo, leader del movimento omosessuale in Italia.

Un successo? Imma Battaglia, leader di DìGayproject, analizza: «E’ stato emozionante, davvero. E’ stato un successo per la grande partecipazione, per la sua valenza simbolica. Per l’accoglienza da parte della città. Però bisogna anche vedere il lato negativo, l’assenza dei politici. Non c’erano i leader dei partiti, non c’era il sindaco. Resta sempre una diffidenza di fondo, quando invece in paesi europei come la Spagna chi governa ha saputo dare un riconoscimento alle coppie di fatto. Qui anche la cultura laica e liberale resta distante». Uno degli organizzatori, Alessando Zan, aggiunge: «La proposta di legge riguarda tutte le coppie di fatto, è meno vincolante del matrimonio ma tutela tutti gli aspetti pratici della vita a due». Chiude Sergio Lo Giudice, presidente nazionale Arci Gay: «Quando metti in gioco le emozioni, la tua vita, allora il messaggio arriva».



Corriere Adriatico





Gay uniti nel Pacs day





ROMA - Oltre cinquanta coppie gay provenienti da tutta Italia hanno festosamente partecipato al Pacs Day, il patto civile di solidarietà, l’iniziativa dell’Arcigay Nazionale per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla legge ferma alla Camera per regolarizzare le coppie di fatto. Ad officiare l’inconsueto contratto di unione, che si è svolto in piazza San Lorenzo in Lucina nel centro della capitale, sono stati numerosi consiglieri comunali, Alessandro Zanna, consigliere Ds a Padova, e i consiglieri comunali romani Patrizia Sentinelli di Prc, Pino Galeota dei Ds, Maurizio Bartolucci dei Ds, il presidente nazionale Arcigay, Sergio Lo Giudice, insieme con Franco Grillini e Vanni Piccolo, leader storici del movimento omosessuale in Italia. Che in merito alle sei proposte di legge sul tema spiega. “La chiamino come vogliono, a noi non interessa il nome ma non è possibile accettare surrogati”.





La Padania



50 COPPIE OMOSEX UNITE CON UN PATTO

“Oggi sposi” gay a Roma





Roma - Si sono detti sì in modo simbolico, ma i baci appassionati scambiati davanti a decine di fotografi, turisti e cittadini curiosi, non erano affatto simbolici. Così, ieri, una cinquantina di coppie gay provenienti da ogni città d’Italia, hanno voluto celebrare a Roma il Pacs Day, ovvero la legge, ferma alla Camera, che, una volta approvata, darebbe una regolamentazione giuridica alle coppie di fatto. Ad officiare le unioni civili, numerosi consiglieri comunali insieme a deputati e parlamentari. Alessandro Zan, consigliere Ds a Padova, i romani Patrizia Sentinelli (capogruppo Prc), Pino Galeota (Ds), Maurizio Bartolucci (Ds), Enzo Foschi (Ds), Katia Bellillo dei Comunisti Italiani, il presidente nazionale Arcigay, Sergio Lo Giudice, insieme con Franco Grillini e Vanni Piccolo, leader storici del movimento omosessuale in Italia. Una festa colorata e festosa, a due passi da Montecitorio. Le coppie, di cui solo due eterosessuali, dopo aver riempito un modulo con le proprie generalità, hanno ascoltato gli articoli del Pacs letti dall’ufficiale civile di turno. Pochi minuti di burocrazia hanno lasciato presto il campo a baci, abbracci e urla di gioia tra l’applauso generale. Qualcuno ha lanciato manciate di riso. La giornata del Patto Civile di Solidarietà promossa da Arci Gay e Arci Lesbica nazionali e organizzata insieme al Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e Dì Gay Project in piazza San Lorenzo in Lucina, si è poi conclusa in Campidoglio dove i novelli sposi si sono recati tutti insieme, mano nella mano. Franco Grillini ha voluto sottolineare come l’Italia sia “il fanalino di coda d’Europa, insieme ad Austria e Grecia” mentre da ieri è attivo il sito www.liff.it, ovvero il sito dedicato alle famiglie di fatto. Per Vanni Piccolo, invece, “non ha importanza il nome che si vuole dare alla legge ma che venga al più presto dato seguito alla risoluzione di Strasburgo del '94 che prevede le pari opportunità per le persone omosessuali”. In molti hanno voluto ricordare come il Pacs sia uno strumento più snello e meno vincolante del matrimonio cui si possono rivolgere, sia coppie gay che eterosessuali. Inoltre, che in Francia, Germania, Olanda, Belgio, Portogallo Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Lussemburgo e nelle regioni spagnole di Catalogna, Aragona, Navarra, leggi specifiche riconoscono dignità e diritti alle coppie omosessuali mentre la Gran Bretagna, la Svizzera e la Croazia stanno per approvare leggi analoghe su proposta dei rispettivi governi.





L’Unità





di Delia Vaccarello / Roma



«IO E NICOLA siamo e diventeremo una famiglia», dice Stefano, occhi nerissimi e determinati. «Si costituisce il Patto civile di Solidarietà», conclude il celebrante. È la prima coppia a unirsi secondo un rito simulato che ha il sentore dell’ufficialità. Applauso fe-

stoso, lancio di riso, scatti dei fotografi, emozione che fa arrossire, e un bacio che suggella. Hanno meno di trent’anni, sono uniti da tre, guardano al futuro. Arrivi al centro di Roma e trovi cinquanta coppie che si tengono per mano. Davanti a loro un banchetto, con una tovaglia di colore amaranto che evoca la passione, vasi di fiori candidi, candele profumate. Dietro, alcuni consiglieri comunali, con una fascia trasversale che reca non il tricolore, ma l’arcobaleno: simbolo del movimento gay e della speranza di pace. Cinquanta coppie sono in fila per la pace sociale. Oltre i pregiudizi che feriscono la dignità di tutti, pacsarsi – unirsi secondo il Pacs, patto civile di solidarietà – significa costruire una società senza conflitti tra etero e omosex, tra ciò che per gli uni è un diritto e per gli altri ancora un sogno. Si dice Pacs, si legge Pax. Le coppie in fila e i tanti presenti che assistono hanno le idee chiare: «Vogliamo che questo rito diventi realtà prestissimo». Angelo e Pier Giorgio festeggiano le loro «nozze d’argento». Sono insieme da un quarto di secolo, sulle loro magliette c’è scritto «Swimingay». Hanno fondato il «Gruppopesce», sono nuotatori omosex. I corpi asciutti e morbidi hanno imparato a prendere l’onda dell’amore e a reggere l’urto dell’assenza di riconoscimento. «Nel mondo c’è molto bisogno di far vedere chi siamo. Guardateci: siamo uniti da un legame profondo». Firmano i moduli, copia di quelli adottati dai nostri cugini francesi. La grafia è tremula. Si abbracciano. Le coppie sfilano: Gianni , 32 anni, e Alessandra, 26, etero; Celeste e Marina, trans; Mario e Sergio, Marco e Dario, Walter e Davide, gay. Che cosa c’è che fa deglutire, arrossare gli occhi, piangere? Enrico e Fabio sono due signori distinti, si amano da un tempo che non conosce inizio. Sono scossi. «Piango perché sono in piazza con Fabio». Anni, a decine, di amore tra le pareti dell’anima, del circolo associativo, della politica. Quando finalmente l’amore viene celebrato sotto il cielo di tutti, dentro una comunità varia, in una piazza della capitale, sembra che il silenzio sia stato sconfitto. Ed è così. L’emozione è un’ostia condivisa. «La bellezza della nostra battaglia – dice Sergio Lo Giudice, presidente Arcigay – è nel mettere in gioco le emozioni più profonde». Pace sociale, desiderio di stabilità, creatività: sono la mano tesa degli omosex alla società. È così difficile capirlo? «Il Consiglio pastorale diocesano di Firenze ha discusso sulla comunione vietata a coppie di fatto e divorziati, dicono che non ci si può arroccare, che esistono le coppie gay – dichiara Aurelio Mancuso, segretario Arcigay, credente – La chiusura delle alte gerarchie non è l’unica posizione». Un vasto schieramento sostiene il Pacs, presenti: Bellillo (Pdci), Manconi (Ds), Sentinelli (Prc), esponenti dei Verdi, dei radicali. Grillini, mente pensante della proposta sul Pacs che ha raccolto quasi duecento firme, cita la Liff, lega delle famiglie di fatto (www.liff.it). In prima fila circoli e leader storici, il Mieli con Rossana Praitano, Benedino e Concia di Gayleft, Alessandro Zan coordinatore della campagna per il Pacs, Vanni Piccolo, Imma Battaglia, le responsabili di Arcilesbica. La fila delle coppie si allunga. «Vogliamo che il Patto sia legge domani»: Viviana, 24 anni, e Antonia, 40, arrivano in treno dalla Puglia, hanno dormito un’ora. Gli occhi sono densi del sonno perso e della speranza mai smarrita. Volete unirvi? «Sì». Che il Pacs sia con loro.



La Gazzetta del Mezzogiorno







la cerimonia festosa “celebrata” da consiglieri comunali e parlamentari diessini e comunisti



Cinquanta coppie omosessuali festeggiano, a due passi da Montecitorio, il “patto civile di solidarietà”, sollecitando la legge

Un «sì» soltanto simbolico, ma baci appassionati

Adriana Terzo



ROMA – Si sono detti sì in modo simbolico, ma i baci appassionati scambiati davanti a decine di fotografi, turisti e cittadini curiosi, non erano affatto simbolici. Così, ieri, una cinquantina di coppie gay provenienti da ogni città d'Italia, hanno voluto celebrare a Roma il «Pacs Day», ovvero la legge, ferma alla Camera, che, una volta approvata, darebbe una regolamentazione giuridica alle coppie di fatto. Ovviamente, non solo gay. Ad officiare le unioni civili, numerosi consiglieri comunali insieme a deputati e parlamentari. Alessandro Zan, consigliere Ds a Padova, i romani Patrizia Sentinelli (capogruppo Prc), Pino Galeota (Ds), Maurizio Bartolucci (Ds), Enzo Foschi (Ds), Katia Bellillo dei Comunisti Italiani, il presidente nazionale Arcigay, Sergio Lo Giudice, insieme con Franco Grillini e Vanni Piccolo, leader storici del movimento omosessuale in Italia. Una festa colorata e festosa, a due passi da Montecitorio, ma anche seria. Le coppie, di cui solo due eterosessuali, in ordinata fila ad aspettare il proprio turno e, dopo aver riempito un modulo con le proprie generalità, ascoltano in piedi gli articoli del Pacs che legge loro l'ufficiale civile di turno. Pochi minuti di burocrazia che lasciano presto il campo a baci, abbracci e urla di gioia tra l'applauso generale. Qualcuno lancia manciate di riso. La giornata del «Patto Civile di Solidarietà» promossa da Arci Gay e Arci Lesbica nazionali e organizzata insieme al Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e Dì Gay Project in piazza San Lorenzo in Lucina, si è poi conclusa in Campidoglio dove i novelli sposi si sono recati tutti insieme, mano nella mano. Con una coda in serata per una mega festa alla discoteca Alpheus. Franco Grillini ha voluto sottolineare come l'Italia sia «il fanalino di coda d'Europa, insieme ad Austria e Grecia». Per Vanni Piccolo, invece, «non ha importanza il nome che si vuole dare alla legge ma che venga al più presto dato seguito alla risoluzione di Strasburgo del '94 che prevede le pari opportunità per le persone omosessuali». In molti hanno voluto ricordare come il «Pacs» sia uno strumento più snello e meno vincolante del matrimonio cui si possono rivolgere, ma solo se lo desiderano, sia coppie gay che eterosessuali. Ed ancora: che in Francia, Germania, Olanda, Belgio, Portogallo Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Lussemburgo e nelle regioni spagnole di Catalogna, Aragona, Navarra, leggi specifiche riconoscono dignità e diritti alle coppie omosessuali mentre la Gran Bretagna, la Svizzera e la Croazia stanno per approvare leggi analoghe su proposta dei rispettivi governi.







Reuters



Coppie gay celebrano "matrimonio" a Roma





Sat May 21, 2005 4:38 PM GMT ROMA (Reuters) - Circa cinquanta coppie gay si sono unite simbolicamente oggi nel centro di Roma, non troppo lontano dal Vaticano che si oppone fermamente all'unione tra omosessuali, facendo pressione sul Parlamento per varare una legge sulla regolarizzazione delle coppie di fatto. Negozianti curiosi hanno osservato in piazza San Lucina in Lucina la cerimonia, celebrata da attivisti per i diritti dei gay e consiglieri municipali che appoggiano la loro battaglia, a fianco di tabelloni con scritto: "Libera l'amore dalle fobie religiose" Le associazioni gay stanno facendo pressione perché passi la legge che dia alle coppie di fatto, sia omo che eterosessuali, uno status legale su questioni come pensione e tasse. "E' la madre di tutte le nostre battaglie", ha detto Franco Grillini di Arcigay. "Sono fiducioso che (la legge) sarà approvata in almeno uno dei due rami del Parlamento prima della fine della legislatura (maggio 2006)".





Il Manifesto



GIANNI ROSSI BARILLI

ROMA

tefano e Nicola, Eva e Nica, Celeste e Marina, Dario eMarco, Angelo e Piergiorgio. Una cinquantina di coppie gay, lesbiche transessuali (ma anche qualcuna eterosessuale) circondate da amici, parenti simpatizzanti, giornalisti e servizio díordine di polizia si sono date appuntamento ieri mattina a Roma in piazza San Lorenzo in Lucina. Nel pieno centro della capitale e proprio allíangolo con via del Corso, dove poche settimane fa due ragazzi gay che si tenevano per mano sono stati aggrediti e malmenati da un gruppetto di giovani picchiatori autoinvestiti del ruolo di difensori della morale tradizionale.Ieri mattina, perÚ, niente botte. Solo una festa per celebrare in piazza, visto che in municipio ancora non Ë possibile, una realistica simulazione del Pacs, il patto civile di solidariet‡ che una volta approvato dal parlamento dar‡ il sospirato riconoscimento giuridico alle unioni di fatto etero e omosessuali. Una cerimonia collettiva, officiata da un folto gruppo di consiglieri comunali di Roma e di altre citt‡ muniti di fascia arcobaleno, in cui le coppie convenute si sono dette ´sϪ per rivendicare la parit‡ etica e giuridica del loro amore. Con formule di rito in tutto simili a quelle del matrimonio civile, bouquet floreali e lanci di riso propiziatori. Tutto ´come si deveª, insomma, rinunciando per questa volta al creativo pluralismo estetico tipico dei gay pride che tanti nasi fa storcere ai benpensanti di destra, centro e sinistra. La mancanza della vituperata atmosfera da carnevale dionisiaco far‡ di sicuro storcere altri nasi (in realt‡ perlopi¢ sempre gli stessi) per i presunti scimmiottamenti dellíeterosessualit‡ coniugale e della famiglia con la effe maiuscola. Ma nella festosa cerimonia di ieri non cíerano sentimenti di seconda mano. Tutto autentico, a cominciare da qualche lacrima di commozione che parecchi dei partecipanti non sono riusciti a trattenere e dai baci in pubblico avidamente ripresi dalle telecamere delle tiv¢. Lacrime e tenerezze che non discendono tanto dalle soap operas o dal dilagante culto della coppia da romanzo harmony, quanto piuttosto dal senso di liberazione che d‡ manifestare in pubblico la dignit‡ dei propri sentimenti dopo la quantit‡ industriale di mortificazioni che ancora oggi la stragrande maggioranza dei non eterosessuali continua a subire, per via di discriminazioni consapevoli o ancora pi¢ spesso (e pi¢ dolorosamente) inconsapevoli in famiglia, a scuola, sul lavoro e in tutti gli ambiti del pubblico discorso. Altro che desiderio di omologazione, quindi. Si piange e si gioisce soprattutto per aver trovato il coraggio di pretendere riconoscimento e rispetto per ciÚ che si Ë e si desidera essere. Come ha detto il presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice al termine della manifestazione, che si Ë conclusa con un incontro in Campidoglio, ´la forza della nostra politica sta nel fatto che mettiamo in gioco le nostre vite e i nostri sentimentiª. Qualcosa di vero e di ben lontano dallíastrattezza siderale dimolta altra politica. Al ´Pacs dayª di ieri ha aderito unitariamente la gran parte del movimento gay, lesbico e transessuale e hanno partecipato numerosi sostenitori di vecchia data del diritto al riconoscimento delle coppie di fatto, in rappresentanza di forze politiche (partiti di sinistra e radicali), associazioni e forze sindacali (Cgil). Anche se non si Ë trattato di una manifestazione imponente come quella che lo scorso anno aveva raccolto sempre a Roma oltre 1.700 coppie in attesa di Pacs, la cinquantina di coppie che ieri si sono ´pacsateª in piazza si sono comunque assunte una molto pi¢ ampia responsabilit‡ di rappresentanza. ´In Italia - ha spiegato infatti Alessandro Zan, dirigente di Arcigay e consigliere comunale a Padova, pi¢ di un milione di coppie di fatto aspettano di vedere riconosciuti i loro diritti ª. Sempre che il letargico sistema politico italiano si risvegli dallíincantesimo bigotto che lo possiede. La prossima volta, si augura la presidente di Arcilesbica Cristina Gramolini, dovr‡ essere ´tutto veroª (comprese le carte bollate). ´E speriamo, aggiunge Gramolini, che sia presto. Anzi subitoª.



Roma, un momento del Pacs day in piazza del Campidoglio. Foto Reuters

ILMESEDEIPRIDE



Il Pacs day di ieri Ë stato il preludio di una lunga serie di iniziative politiche e culturali che si susseguiranno nel prossimo mese e mezzo. Dalla prossima settimana la palla passa a Milano, dove il 4 giugno sfiler‡ il Pride nazionale, che ha come prima rivendicazione líapprovazione della legge sul patto civile di solidariet‡. Tra il 23 e il 25 giugno sono invece in programma a Salerno tre giorni di eventi per il Pride del sud, sempre incentrato su lotta alle discriminazioni e riconoscimento delle unioni affettive omosessuali. Il 2 luglio, infine, uníaltra sfilata dellíorgoglio gay, lesbico e trans nella capitale. La manifestazione di ieri Ë servita anche per rilanciare la Lega italiana famiglie di fatto (Liff) che nei prossimi mesi dovrebbe costituirsi in comitati territoriali in tutta Italia.





Il Corriere della Sera



LA CAMPAGNA

Quei «patti» nati in Francia Un’alternativa al matrimonio

I «Pacs», ovvero i «patti civili di solidarietà», nascono in Francia nell’ottobre del ’99, quando Parigi riconobbe e diede un fondamento legale alle unioni di fatto, sia omo che eterosessuali. In Italia, in testa l’Arcigay e il suo leader storico Franco Grillini ( nella foto ), la campagna(su internet al www.unpacsavanti.it ) si rivolge a tutte le coppie che «non vogliono contrarre matrimonio ma preferiscono una regolamentazione più snella».



I PACS / La cerimonia nella Capitale. Grillini (Ds): l’Unione le inserisca nel programma

Nozze simboliche per 50 coppie gay Dopo la firma davanti ai consiglieri comunali, la lettura della proposta di legge An protesta: così si indebolisce la famiglia

ROMA - Non proprio sposi, ma quasi. Piazza San Lorenzo in Lucina, stamattina ore 11.30: cinquanta coppie omosessuali si ritrovano di fronte a consiglieri comunali. Per una cerimonia che, seppure in modo «simbolico», li unirà. Alle loro spalle, una chiesa. La cerimonia in programma «simbolica e politica» si chiama Pacs: patto civile di solidarietà, ed è alla terza edizione. Da anni, insomma, l’Arcigay vorrebbe trasformarla in legge (attualmente la proposta è ferma alla commissione Giustizia), per dare forma contrattuale alle unioni di fatto. «Sia etero sia omosessuali», specifica il parlamentare diessino Franco Grillini. In effetti, in questa direzione, Roma qualcosa sta facendo: innanzitutto, con la delibera sull’emergenza alloggi che sarà votata lunedì dal consiglio comunale, le coppie di fatto «in caso di sfratto sono equiparate - spiega il consigliere Ds Enzo Foschi - a quelle sposate». Poi c’è il registro delle unioni civili, progetto di qualche tempo fa che adesso il Campidoglio potrebbe riproporre. Ma l’Arcigay, che ieri ha festeggiato i vent’anni di attività nella sala della Protomoteca del Campidoglio, con un convegno dal titolo «Diritti al cuore», chiede, con la voce di Grillini, che i Pacs «siano inseriti nel programma dell’Unione». Per dare visibilità a un progetto che Grillini definisce «ultramoderato» e Foschi «giusto», l’appuntamento è, come detto, per stamattina.

La cerimonia sarà officiata da alcuni consiglieri di Roma (Monica Cirinnà dei Verdi e i diessini Maurizio Bartolucci e Enzo Foschi) e da altri, che arriveranno da Milano, Padova e Bologna. «Ho celebrato 165 matrimoni - racconta Foschi - ma questa cerimonia non sarà come quelle. Il Patto sarà firmato dalla coppia e poi da me, si leggeranno passi della proposta di legge». Una cerimonia semplice, quindi. Che poi proseguirà: corteo «mano nella mano» delle coppie verso il Campidoglio. Qui, l’Arcigay renderà note una trentina di storie di ordinaria discriminazione.

La destra, intanto, insorge: quella estrema (Forza Nuova) con una manifestazione all’Eur e quella in Campidoglio con le dichiarazioni del capogruppo di An, Sergio Marchi: «Non riteniamo che sia giusto richiedere il riconoscimento delle coppie omosessuali, perché mira all’indebolimento della famiglia tradizionale».

Alessandro Capponi



Il Secolo d’Italia



L'Ulivo scimmiotta Zapatero per ottenere consenso. Nella Capitale ci riesce, a Milano e Napoli finisce male



A Roma la sinistra gioca con gay



Finte nozze benedette dai consiglieri comunali. Il sindaco solidarizza, ma si tiene alla larga



ANNAMARIA GRAVINO -



ROMA. Il nome scelto per là formula apripista alle unioni gay è il più burocratico che si possa imma girare: Patto civile di solidarietà. In acronimo:' Pacs. I movimenti omosessuali italiani ne reclamano-con forza l'entrata in vigore per- legge e stanno realizzando una serie di manifestazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica in questo senso. In sostanza, per acquisire quella «Visibilità» che il presidente onorario dell'Arcigay e deputato dei Ds, Franco Grillini, definisce «la religione civile del movimento gay nel mondo».

L'ultima di queste iniziative si è celebrata - è il caso di dirlo - ieri a

Roma dove una cinquantina di coppie gay sono state simbolicamente sposate dal consigliere diessino al Comune di Padova, Alessandro Zan, e dai colleghi romani Patrizia Sentinelli capogruppo del Prc, Pino Galeota e Maurizio Bartolucci dei Ds e da altri esponenti della sinistra locale e nazionale, fra i quali l'ex ministro Katia Bellillo. A completare il quadro c'erano anche un paio di coppie eterosessuali, per le quali i Pacs sarebbero preferibili al matrimonio civile.

La notazione non è irrilevante perché le coppie di fatto composte da un uomo e una donna spesso vengono usate per svincolare i Pacs dall'idea di matrimonio omosessuale. Non a caso Zan, che oltre a essere un eletto nelle istituzioni è anche uno dei responsabili dell'Arcigay, ha parlato di «più di un milione di coppie in Italia che aspettano di vedere riconosciuti giuridicamente i loro diritti».

Il fatto è che in Italia la questione delle unioni gay viene spesso affrontata con una certa dose di ipocrisia o, se. si preferisce, con un approccio strumentale, legato alla mancanza per i movimenti omosessuali di quella copertura politica necessaria a portare fino in fondo la battaglia Infatti, alla sinistra italiana manca il coraggio che va riconosciuto a Zapatero, pur dissentendo completamente dalla sua decisione di introdurre i matrimoni gay.

La connotazione «ipocrita e farisaica» dei Pacs è stata messa in evidenza dal senatore Riccardo Pedrizzi, che ha sottolineato: «Si vuole il. matrimonio gay alla Zapatero, ma si reputa conveniente non dirlo, non farlo ne giovani capire, dando 50 prova di poco

coraggio e di scarsa onestà intellettuale».

Per questo secondo l'esponente di An ieri a Roma si è consumata la «farsa mediatica e provocatoria dei finti Pacs, matrimoni gay all'amatriciana celebrati con l'avallo di quel Veltroni che poi va a baciare deferente la pantofola di Papa Ratzinger».

Anche per i giovani del partito «a San Lorenzo in Lucina è andato in scena il relativismo etico e morale della sinistra italiana». A fronte dei Pacs i ragazzi di Ag ieri hanno manifestato in cinquanta piazze della Capitale a difesa della famiglia tradizionale. «Difendere la famiglia - ha detto il presidente romano Federico Iadicicco - significa difendere storia, cultura, tradizioni e valori che hanno caratterizzato la vita degli uomini. Diciamo no a matrimoni e adozioni gay e non ci sono pregiudizi ideologici in questa posizione».

Quanto all'«avallo» della sinistra Capitolina alle posizioni del movimento gay c'è da sottolineare che anche questo viene concesso in qualche modo sotto traccia. Il sindaco venerdì, in occasione del convegno per i vent'anni dell'Arcigay, ha inviato una lettera agli organizzatori in cui ringraziava l'associazione «per il suo contributo alla democrazia non solo sul fronte dei diritti, ma per una visione nuova del concetto e della pratica di cittadinanza». A corredo del messaggio anche la promessa di intitolare una via della Capitale a Dario Bellezza, poeta-icona del movimento gay. Dallo stesso sindaco, che di questi tempi non nega una strada a nessuno, però, non è arrivato l'invito a concludere la manifestazione di ieri nella sala del Carroccio in Campidoglio, luogo nel quale inizialmente era stata ipotizzata l'apoteosi della giornata.

Il gioco delle parti su questa storia non investe solo la Capitale, ma

molte altre amministrazioni guida-te da quel centrosinistra che da un lato strizza l'occhio a tutte le fasce radicali e dall'altro governa con la massima attenzione rivolta a non dispiacere il sentire diffuso degli italiani.

Un atteggiamento che, senza l'abilità di Veltroni, rischia di creare un corto circuito nelle mani di chi lo porta avanti. Sorte toccata, per

esempio, al presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati.

Dopo aver concesso tempo addietro al "Gruppo soggettività

lesbica" l'uso della sala della Provincia per il convegno «Vite lesbiche tra realtà,immaginario e rappresentazione» ha revocato l'ospitalità a tre giorni dall'inizio dei lavori. La decisione gli ha procurato un'invettiva, per la verità garbata, da parte delle ragazze, che si sono chieste a cosa fosse dovuta: «Sarà per la paura di una ritorsione da parte dei propri membri moderati, sarà la paura dell'opinione pubblica?».

Non va meglio sul golfo di Napoli, dove l'Arcigay nei giorni scorsi ha consegnato al sindaco Rosa Iervolino un registro informale delle coppie di fatto cittadine, per protestare contro «l'inopportuna battuta d'arresto che il sindaco ha inteso dare al lavoro della commissione consiliare che sta lavorando alla costituzione del registro delle unioni civili». Certo è che, per quanto pavida o poco intraprendente sia, il movimento gay è costretto a tenersi cara questa sinistra e i suoi; ammicca-menti su un futuro di unioni omosessuali. Cosa che spiega l'aplomb con cui vengono affrontate le delusioni inferte dalla politica.



Il Secolo XIX



GLI OMOSESSUALI



Nozze (finte) per 52 coppie «Approvate la legge sul Pacs»

nostro servizio



Roma. Sposi per finta, per rivendicare i diritti delle coppie di fatto. Ieri mattina 52 coppie si sono riunite a Roma, in piazza San Lorenzo in Lucina, per festeggiare il "Pacs Day", il giorno delle unioni civili tra coppie di fatto. Coppie di gay, lesbiche, ma anche eterosessuali, hanno finto di sposarsi civilmente davanti a consiglieri comunali venuti da tutta Italia.

Dopo aver riempito alcuni moduli, i ragazzi si sono messi in fila davanti ai consiglieri i quali, da dietro un tavolo coperto di fiori, hanno letto loro . gli articoli del Pacs (Patto civile di solidarietà), contenuto in un progetto di legge da tempo all'esame del Parlamento. Tra i finti sposi c'era anche Santo Balastro, ingegnere di Genova unitosi al suo compagno Francesco Serrelli.

Dopo la cerimonia le coppie han-no poi sfilato fino in Campidoglio. «Con questa manifestazione - ha spiegato Alessandro Zan, responsabile dell'Arcigay e consigliere comunale per i Ds a Padova - abbiamo voluto portare all'attenzione dell'opinione pubblica il problema del Pacs. Visto che la proposta di legge su questo tema è ancora ferma in Parla-mento, vogliamo che il Pacs entri nel programma di governo del centrosinistra per la prossima legislatura».

Molto soddisfatto Franco Grillini, deputato dei Ds e presidente onora-rio dell'Arcigay: «Questa - ha detto - è un'iniziativa che non ha prece-denti ma che si ripeterà presto in tutta Italia. Per questo daremo vita alle Lega italiana per le famiglie di fatto, un'associazione laica che discuterà con tutte le consulte». Duro invece il commento di Riccardo Pedrizzi, deputato di An e presidente della Consulta etico-religiosa del partito: «Quella del Pacs è una pro-posta ipocrita e farisaica: si vuole il matrimonio gay alla Zapatero ma si reputa conveniente non dirlo e non farlo capire, dando così prova di poco coraggio e di scarsa onestà intellettuale».

Luca De Carolis

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