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| I Patti per le coppie gay agitano il centrosinistra |
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| Le reazioni a Prodi che frena sul modello francese. Grillini: è comunque un’apertura. Ma la Buffo: no, troppa prudenza |
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| Martedì 26 Aprile 2005 |
| di Corriere della Sera |
| in Vita di coppia |
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ROMA - Era in carica il secondo governo Amato, quando il ministro cattolico Patrizia Toia (ora della Margherita) bloccò in pre-consiglio un disegno di legge della collega comunista Katia Bellillo (Pdci) che regolava i «patti notarili di convivenza» per le coppie di fatto etero e omosessuali: «Non se ne fece niente perché il provvedimento non era nel programma di governo», spiega oggi la parlamentare europea Toia. «Fu bloccato un testo minimo», ribatte la Bellillo. E anche Franco Grillini (Ds) ricorda bene quel rifiuto: «Con la Bellillo ci precipitammo sotto Palazzo Chigi: era la prima volta che un ministro manifestava contro il suo governo».
PRODI - Oggi, quell’argomento lasciato in sospeso è ripiombato nell’agenda dell’Unione dopo il primo sì del Parlamento spagnolo al matrimonio tra persone dello stesso sesso. «Nessuno pensa di adottare in Italia la soluzione Zapatero», ammette la Bellillo che pure appartiene a un partito favorevole alla soluzione spagnola. Stesso approccio da parte di Grillini che ha saggiato le reazioni delle parole di Romano Prodi al Corriere , un niet ai matrimoni tra gay, in una platea sensibile: «Al Festival del cinema gay di Torino, molti sono rimasti sconcertati per le parole nette che Prodi ha avuto contro la legge spagnola. Anch’io non condivido il giudizi del Professore su Zapatero ma ho apprezzato quella che considero una sua apertura sui "Pacs", i patti civili di solidarietà».
I PACS - Quel discorso interrotto 4 anni fa riparte dunque dai «Pacs», termine mutuato dal modello francese, che riguardano gli omosessuali conviventi ma anche le coppie di fatto eterosessuali e, perché no, due anziani che abitano insieme per dividere i costi della badante e mettere insieme due pensioni. Ma l’argomento che scotta è quello dei gay, tanto che Prodi è stato tiepido: «Quando parlo di assistenza e sostegno mi riferisco a interventi concreti e questi lo sono. Quanto agli strumenti però aspettiamo: non è detto che importare modelli da altri Paesi, come dalla Francia nel caso dei Pacs, sia la soluzione più adatta». Davanti a tutto questo ha applaudito anche Francesco Cossiga.
Eppure, al congresso dei Ds, il segretario Piero Fassino aveva detto che i «Pacs» sarebbero entrati nel programma di governo mentre alla Camera c’è - oltre a quelle di FI, An e dei socialisti - una proposta di legge Grillini firmata da tutti i Ds ai quali sono aggiunti 10 colleghi della Margherita: Bianco, Colasio, Gentiloni, Giachetti, Maccanico, Marcora, Papini, Realacci, Santagata e Vernetti. Poi, però, a sentire Rosi Bindi si capisce che quei «Pacs» non vanno bene: «C’è una disponibilità a discutere, non a copiare i modelli degli altri. Perché noi dobbiamo rinunciare a soluzioni che potrebbero essere migliori di quella francese. In ogni caso non si toccano la Costituzione e il diritto di famiglia».
CHITI - E anche nei Ds si è aperto un confronto sulla sortita di Prodi. Spiega Vannino Chiti, coordinatore della segreteria: «Prodi si è mosso con intelligenza perché, pur con i suoi distinguo, mette al centro del dibattito il tema dei "Pacs". Certo, noi siamo convinti della bontà del nostro testo: ma una cosa è la proposta di un partito e un’altra è il programma di governo. Il nostro testo, che si muove in un’ottica europea, andrà confrontato con gli altri contributi dell’Unione. E vedrete che troveremo la soluzione». In altre parole, il testo Grillini è solo un punto di partenza.
Ma Gloria Buffo (sinistra Ds) trae un’altra conclusione: «Nel giudizio di Prodi sui "Pacs" ho letto un eccesso di prudenza. Capisco che in Italia non abbiamo Zapatero, però gli italiani sono maturi al pari degli spagnoli. E da una svolta politica si aspettano qualcosa di importante in tema di diritti civili. Insomma, non serve un governo codino e prono davanti a una parte della curia vaticana».
CAMPIDOGLIO - Se ne riparlerà il 21 maggio in Campidoglio al «Pacs day», quando 30 coppie di fatto (etero e omosessuali) saranno ospiti del Comune di Roma per la manifestazione «Un "Pacs" avanti». Però, precisa Grillini, «il sindaco Veltroni non ci sarà».
Dino Martirano
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