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| Latina. Registrazione matrimonio gay, no della Procura. La decisone definitiva il 19 maggio |
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| Ricorso proposto dalla coppia omosex. Per il Pm Gentile, Comune e Avvocatura dello Stato va respinto |
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| Sabato 19 Marzo 2005 |
| di Il Tempo |
| in Vita di coppia |
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LATINA
LATINA — Tutti contrari alla registrazione nei registri dello Stato Civile del capoluogo pontino del matrimonio contratto in Olanda dai due artisti latinensi Antonio Garullo e Mario Ottocento. Contrari a registrare quell’atto la Procura, il Comune e l’Avvocatura generale dello Stato, costituitisi ieri in tribunale, dove si è tenuta la prima udienza per il ricorso promosso dalla coppia gay. I giudici hanno quindi rinviato la discussione a maggio, dove si dovrà prendere una decisione su un caso presentatosi per la prima volta in Italia. Antonio Garullo e Mario Ottocento si sono sposati il primo giungno 2002 a L’Aja. Quando hanno chiesto il 12 marzo dello scorso anno la trascrizione dell’atto nei registri dello Stato Civile dal Comune hanno ricevuto un rifiuto. Da Palazzo è stato chiesto il parere del Ministero dell’Intero e il dicastero retto da Beppe Pisanu ha ritenuto di negare la trascrizione giudicando l’unione gay contraria all’ordine pubblico. Ottocento e Garullo sono soggetti divenuti pericolosi con quel matrimonio, per cui magari è necessario piazzare dinanzi a casa loro gli uomini del reparto mobile di Roma? A chiederselo sono stati in tanti, ma la contrarietà all’ordine pubblico dell’unione è stata giustificata in base alla nozione di famiglia data dalla Costituzione. I due giovani latinensi hanno deciso di tentare un ricorso in tribunale, assistiti dall’avvocato Alessandro Mariani. Un ricorso articolato quello depositato dal legale, in cui si sottolinea in particolare che non riconoscere un atto compiuto in uno stato dell’Unione europea mina le basi della stessa Unione. Ieri mattina la prima udienza, dinanzi al collegio presieduto dal giudice Francesco Coniglio e composto poi dai giudici Emilia Fargnoli e Cecilia Bernardo. Il sostituto procuratore Simona Gentile, nel parere depositato, si è dichiarata contraria alla trascrizione, ricorrendo sempre alla questione dell’ordine pubblico. Idem l’avvocato Francesco Di Leginio per il Comune e l’avvocato dello Stato Adele Quattrone. Nessun cenno ad un’eventuale contrarietà alle norme dell’Ue. Un punto su cui è intervenuta solo l’Avvocatura dello Stato, ma basandosi su una sentenza della Corte Costituzionale di sedici anni fa. Sarà ora l’avvocato Mariani a dover replicare. L’udienza, dove si deciderà se accogliere o meno il ricorso, è stata fissata al 19 maggio, alle 12.30. Cle.Pis.
Venerdì 18 Marzo 2005
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