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| Per Giovanardi, CCD, le coppie gay minano la famiglia e il modello su cui "si regge la società" |
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| Pubblichiamo l'intervento di Carlo Giovanardi in risposta ad un editoriale di Luigi Manconi a favore del riconoscimento delle famiglie di fatto sul Resto del Carlino di martedì 4 gennaio 2000 |
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| Martedì 04 Gennaio 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Vita di coppia |
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Il matrimonio non è obbligatorio
di Carlo Giovanardi*
Luigi Manconi ha raccontato ai lettori la triste storia di Gianni e Giovanna: convivevano, volevano sposarsi, ma essendo lui in attesa di divorzio un tumore lo ha stroncato prima delle seconde nozze. Risultato: Giovanna per lo Stato non è vedova e quindi non titolata ad ottenere la reversibilità delle garanzie economiche di cui beneficiava Gianni. Morale della storia secondo Manconi: si deve arrivare al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto attraverso la proposta di «accordi di convivenza» elaborata dal ministero delle Pari Opportunità o analoghe iniziative. Devo dire subito che l'esempio proposto è sbagliato e fuorviante: nel caso citato da Manconi infatti i due volevano sposarsi e non essere coppia di fatto. Può essere discutibile se nel nostro ordinamento tre anni fra separazione dal primo coniuge e divorzio siano troppi; bisogna però ricordare che oltre i diritti della donna che Gianni voleva sposare dopo il divorzio devono essere presi in considerazione anche i diritti economici del primo coniuge. In realtà Manconi, che si dichiara esplicitamente a favore dei riconoscimento anche delle coppie omosessuali, sostiene l'obiettivo intermedio (prima di arrivare al riconoscimento anche di questi tipi di coppia) di arrivare a forme di coniugalità adottate in alternativa al matrimonio. Ora nel nostro Codice Civile gli art. 143 e seguenti spiegano chiaramente cos'è il matrimonio (civile o religioso) per chi vuole sposarsi: diritti e doveri dei coniugi, indirizzi della vita familiare, obbligo di istruire educare e mantenere i figli. Non piace questo modeIlo? Nel nostro Paese per fortuna ognuno è libero di vivere dove vuole e con chi vuole senza doversi assumere oneri e responsabilità che nascono dal matrimonio. E non essere per il riconoscimento delle coppie di fatto non vuol dire assolutamente pensare che queste forme di convivenza abbiano qualcosa a che fare con il libertinaggio ed una sua istituzionalizzazione. Ci possono essere milioni di motivi per i quali due persone vogliono vivere assieme senza sposarsi, ed altrettanto numerosi sono ì mezzi attraverso i quali possono regolare fra di loro modalità di vita, interessi economici, intestazioni di beni ecc. Non si capisce per tanto perché lo Stato dovrebbe riconoscere queste scelte individuali come matrimoni di serie B o di serie C, a meno che non ci sia la riserva mentale, come fa capire Manconi citando il caso francese, di fare accedere a questi contratti anche le coppie omosessuali. E su questa prospettiva non c'è soltanto l'ostilità dei Pontefice e della dottrina cattolica: ma di tutti coloro che ritengono che la famiglia si costruisca con l'incontro tra un uomo ed una donna e guardano con sospetto chi, partendo da casi più o meno limite, vuole allargare a tal punto tale concetto sino a mettere in crisi irreversibile il modello sul quale ancora oggi si regge (per fortuna) la nostra società.
* Deputato del Ccd Questo articolo ha ricevuto 155 visite.
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