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| Slovenia. Matrimoni gay: no del governo Jansa |
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| Se ne discuterà in aula il mese prossimo. Resta aperta l’ipotesi della registrazione |
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| Sabato 26 Febbraio 2005 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Vita di coppia |
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Bocciata la seconda proposta presentata dai due principali partiti di opposizione Socialdemocratici e Democrazia liberale
LUBIANA La seconda proposta di legge sulla regolamentazione delle unioni omosessuali, presentata all'inizio dell'anno dai due principali partiti di opposizione, Democrazia liberale e Lista Unita dei socialdemocratici, è stata bocciata dal governo di Centrodestra del premier Janša e anche dalla Commissione parlamentare per i diritti umani e le pari opportunità. È molto probabile, a questo punto, che il dibattito in aula, previsto per il mese prossimo, si risolva in una stroncatura. Per il governo, la nuova proposta di legge sulle unioni omosessuali non si differenzia da quella precedente, che l'esecutivo aveva già ritirato dalla procedura parlamentare lo scorso dicembre, e non contiene la valutazione dei costi per la sua attuazione. Trattandosi comunque di una materia che necessita di essere regolata, il ministero del lavoro, la famiglia e gli affari sociali sta preparando una proposta alternativa, sulla «registrazione delle unioni omosessuali». I contenuti di questo documento non sono ancora noti, ma si presume che sarà una proposta meno generosa nei confronti dei gay rispetto a quella formulata dall'opposizione.
Tornando all'iniziativa della Democrazia liberale e della Lista unita dei socialdemocratici, la loro idea sui matrimoni gay prende spunto dalla legge sul matrimonio classico, quello tra uomo e donna, ma con alcune differenze sostanziali. Consente infatti di regolare molti aspetti legali, soprattutto patrimoniali, quali l'eredità dei beni o la possibilità di beneficiare della pensione del partner deceduto, ma esclude in maniera categorica tutti i diritti riguardanti l'adozione e l'affidamento di minori. Per gli omosessuali, che in Slovenia secondo stime ufficiose rappresentano tra il 3 e il 10% della popolazione, non è una proposta perfetta, ma permetterebbe di rimediare in parte alla discriminazione nei loro confronti, ma come detto è stata bocciata. Inoltre due dei partiti che solo pochi mesi sostenevano la proposta, ossia il Partito Popolare e il Partito dei pensionati, ora che sono al governo si sono dichiarati contrari. Di matrimoni gay, insomma, in Slovenia si continua a parlare, ma senza veri risultati.
c.p.
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