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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Torino. La casa alle coppie di fatto spacca la giunta comunale
Torino. La casa alle coppie di fatto spacca la giunta comunale
I popolari bloccano il documento proposto dal verde Tricarico «Così si equiparano i conviventi a quelli uniti dal matrimonio»
Mercoledì 23 Febbraio 2005
di La Stampa
in Vita di coppia

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SOSPESA LA DELIBERA CHE VOLEVA PRIVILEGIARE I GIOVANI NELL’ASSEGNAZIONE DEI NUOVI EDIFICI IN COSTRUZIONE A MIRAFIORI SUD



DOPO aver rischiato di cadere sulle case popolari ai gay (ai tempi del primo Castellani) la giunta comunale si divide anche sulle case abitate dalle «coppie di fatto», conviventi che non sono marito e moglie. Uno di quei classici temi che riguardano le coscienze e che in tempi di accordi fra Radicali e un centrosinistra che comprende i cattolici, è più che mai attuale.

Lo strappo si è consumato ieri nella Sala dell’Orologio del Comune, nella consueta riunione del martedì fra il sindaco Chiamparino e i suoi assessori. Uno di questi, Roberto Tricarico (delega all’Edilizia residenziale pubblica) ha presentato, come annunciato in precedenza, la delibera per definire il nuovo bando per accedere agli alloggi della nuova via Artom.

Bando rivoluzionario, che prevedeva, per la prima volta nella storia di questo Comune, che le coppie costituite da giovani sotto i 40 anni, fossero da considerarsi privilegiati: «Abbiamo scelto di ripopolare questo quartiere con giovani coppie che possano fare figli e rivitalizzare così il suo tessuto sociale - ha detto Tricarico - ma mi sarebbe piaciuto poter allargare questa possibilità anche alle giovani coppie che convivono semplicemente, ma non sono sposate». A quel punto i cattolici della Margherita che compongono la giunta sono insorti: «Sono completamente favorevole a un bando che inserisce come titolo preferenziale la giovane età - ha detto l’assessore ai Servizi Demografici Marco Borgione - ma non posso accettare che l’assessore Tricarico utilizzi questa delibera, questo atto amministrativo, come strumento per equiparare le coppie di fatto alle coppie sposate, dal momento poi che la legge regionale considera come giovani coppie solo quelle sposate».

Tesi, questa, condivisa anche dal vicesindaco Calgaro («la famiglia è fondata sul matrimonio»). A quel punto è intervenuta nella discussione anche l’assessore ds Paola Pozzi che ha suggerito di inserire come elemento di stabilità della «coppia di fatto», la presenza di un figlio. Il sindaco Chiamparino ha allora chiesto qual è il criterio che normalmente si segue per l’assegnazione delle case Atc. I popolari hanno insistito per ribadire il loro «no» a un allargamento alle semplici convivenze e a quel punto la delibera è stata sospesa e Chiamparino ha chiesto a Tricarico di ripresentarsi martedì prossimo con una nuova proposta. Quale sarà, assessore? «Ci riproverò adducendo maggiori motivazioni e chiarendo ulteriormente lo spirito della delibera».

Nel pomeriggio la polemica è continuata anche fuori da Palazzo Civico. Il Radicale Silvio Viale, per esempio, ha dichiarato: «Sono desolato: si tratta di una posizione più arretrata della famigerata legge 40, che permette l’accesso anche alle coppie conviventi stabili». Pollice verso anche da parte ds (il capogruppo Borgogno ha dichiarato «Non c’è nucleo famigliare meno saldo di chi non ha una casa» e il consigliere Cuntrò si è associato a queste critiche). Perplessità anche da parte dell’ala laica della Margherita. Martedì nuovo match in giunta.

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