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| REGIONALI: VENETO; CARRARO A ARCIGAY, SI' A VOSTRE RICHIESTE |
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| ''Mi impegno ad approvare una legge contro le discriminazioni sessuali e a inserire nello statuto un riconoscimento alle convivenze al di fuori del matrimonio'' |
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| Sabato 19 Febbraio 2005 |
| di Ansa |
| in Vita di coppia |
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(V. ''REGIONALI: ARCIGAY, CANDIDATI SI ESPRIMANO..''DELLE 14.05) (ANSA) - VENEZIA, 19 FEB - ''Mi impegno ad approvare una legge contro le discriminazioni sessuali e a inserire nello statuto un riconoscimento alle convivenze al di fuori del matrimonio'': il candidato del centrosinistra e delle liste civiche a governatore veneto, Massimo Carraro, risponde alle richieste avanzate oggi da Arcigay Veneto ai candidati presidenti della giunta regionale.
''Nel Veneto che cambia - osserva - credo sia importante che la Regione rimanga al passo con i tempi. E riconosca dignita' e parita' di diritti anche agli omosessuali. Rispetto alle richieste che l'ArciGay ha rivolto ai candidati presidenti della Regione, mi sento di poter prendere due impegni. Una volta al governo del Veneto, stenderemo una legge contro le discriminazioni di carattere sessuale. Una norma con l'obiettivo di tutelare una categoria di cittadini che ancora oggi e' soggetta al rischio di venire esclusa dalla societa'. E lavoreremo perche' tutti i cittadini della nostra regione siano uguali tra loro''.
Carraro aggiunge che ''l'altro impegno, prendendo l'esempio da altre Regioni d'Italia, e' di assicurare un riconoscimento alla convivenza al di fuori del matrimonio nello statuto regionale.
Lasciando poi alla legislazione nazionale il compito di regolamentarla. Fermo restando il principio costituzionale del prioritario riconoscimento della famiglia fondata sul matrimonio come cellula fondamentale della nostra societa'. E senza dimenticare un forte sostegno alle giovani coppie che vogliono cominciare una loro vita. Nello statuto, che l'attuale maggioranza non e' neppure riuscita ad approvare, comparira' anche il principio di non discriminazione. Un provvedimento che ritengo doveroso - conclude - nel rispetto di quanto prevede la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che anche l'Italia ha sottoscritto proprio nel periodo in cui io ero parlamentare europeo''.(
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