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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Brescia. Il circolo Orlando scrive a Bresciaoggi
Brescia. Il circolo Orlando scrive a Bresciaoggi": i diritti delle coppie gay non sono in conflitto con quelli della famiglia etero
Non potete "insinuare l’idea che la loro tutela, purtroppo ancora futuribile, vada a discapito della tutela di altre tipologie familiari"
Domenica 06 Febbraio 2005
di La redazione di Gaynews
in Vita di coppia

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Lettera al Direttore del quotidiano ‘Bresciaoggi’.











Gentile Direttore,



Le scrivo con riferimento all’articolo pubblicato dal Suo giornale in data 01.02.05, dal titolo ‘Famiglie vedove e sole’, per precisare il nostro punto di vista su quelli che ci appaiono come due gravi fraintendimenti, e cioè di definire le unioni-gay un “caso limite”, e di insinuare l’idea che la loro tutela, purtroppo ancora futuribile, vada a discapito della tutela di altre tipologie familiari, come quella oggetto dell’articolo citato.



L’Associazione che mi onoro di presiedere non può infatti accettare di essere definita, nel 2005, associazione di casi-limite, prima di tutto per la consistenza numerica dei suoi soci e ancor più per la consistenza numerica della popolazione a tutela della quale si prefigge di operare, e secondariamente per l’ampia rispettabilità e il produttivo inserimento, nel consesso sociale, degli omosessuali, soci e non di Arcigay Orlando. E tutto questo, converrà con me, non può che interpretarsi come positivo segnale di un progresso umano contro cui possono recriminare solo le frange più retrive della società, tra le quali non credo che vadano annoverati i Suoi giornalisti e i Suoi lettori.



Le unioni civili, tra omosessuali ed eterosessuali (perché non si può ignorare che questa tutela non va ad esclusivo beneficio dei gay), possono apparire una garanzia per una minoranza della popolazione, ma una minoranza in costante e inarrestabile crescita, a dispetto di ogni moralismo.



Perché appunto il problema di fondo del diritto di famiglia italiano è che esso è ancorato a una visione ottocentesca della famiglia, che tiene poco conto di una nuova morale sessuale, non solo omosessuale, ma anche eterosessuale, del cambiamento del ruolo della donna, che si inquadra in una parità ancora perfettibile tra i sessi, delle diverse condizioni di lavoro e del diverso livello medio di istruzione. Insomma del fatto che ormai, in Italia e in tutto il mondo occidentale, anche i ‘Promessi Sposi’ manzoniani rappresenterebbero una minoranza, benché il modello giuridico di famiglia, oltreché gli slogan di buona parte della nostra classe politica, tengano ancora più conto di questa visione romantica del matrimonio che della molteplicità del reale.



Arcigay si batte quindi per il riconoscimento dei diritti di una minoranza, che in qualsiasi democrazia dovrebbero essere salvaguardati, e ora in Europa lo sono per quasi tutti i cittadini, ma non da noi.



E qui arriviamo al secondo grave fraintendimento, quello di credere che i diritti concessi a una minoranza ne danneggino un’altra. In realtà è vero il contrario, perché la nostra battaglia è contro la massificazione e la prevaricazione della (sedicente) maggioranza sugli individui, perché sono essi appunto, e non le maggioranze, i titolari di diritti. Nel difendere le unioni civili, noi difendiamo il diritto degli individui a non riconoscersi in modelli etici prevalenti come modelli unici riconosciuti e quindi tutelati, ma a scegliere liberamente, nello specifico, la tipologia familiare che meglio risponda alle proprie necessità o aspirazioni. Anche il diritto dei vedovi e degli orfani, anche il diritto dei fratelli e delle sorelle, oltreché appunto quello di tante coppie, omosessuali ed eterosessuali, stabilmente conviventi.



La nostra convinzione, ma pensiamo anche la Sua e quella dei Suoi giornalisti e lettori, è che famiglia sia ovunque ci sia amore, a prescindere dalle sovrastrutture civili e sociali, che sono accidenti, e non sostanza, dei legami affettivi.















Luca Ceglia



Presidente Arcigay Orlando – Brescia



www.arcigaybrescia.it



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