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| Fabrinao. Destre e parte della Margherita dicono no alle coppie gay |
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| "Diciamo decisamente no al riconoscimento delle famiglie di fatto e gay, mentre chiediamo con fermezza di sostenere la concezione di famiglia "quale società naturale fondata sul matrimonio" |
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| Domenica 30 Gennaio 2005 |
| di Il Messaggero |
| in Vita di coppia |
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FABRIANO
Ruggeri e Sagramola: «No alle coppie gay»
di CLAUDIO CURTI
FABRIANO - Netta presa di posizione di due amministratori di spicco della Margherita, Sonia Ruggeri (Assessore comunale a Fabriano) e Giancarlo Sagramola (Vicepresidente della provincia di Ancona) in merito alle polemiche scaturite dall'emendamento di Rifondazione comunista con il quale si richiedeva il riconoscimento delle coppie di fatto etero e gay all'interno dello Statuto comunale fabrianese. Come si ricorderà il capogruppo dell'Udc subito dopo aveva rivolto un invito alla Margherita e a tutti quei partiti di maggioranza che si richiamano ai principi cristiani a fare fronte comune nelle votazioni agli emendamenti previste nella imminente seduta consiliare. Il duo Ruggeri-Sagramola scopre le carte e dice no al riconoscimento delle coppie di fatto. "La Bozza dello statuto del Comune di Fabriano - si legge nella nota a firma congiunta - contempla, allo stato attuale, il rispetto dei valori e principi della Costituzione Italiana a cui giustamente si ispira. Quali cittadini, la cui formazione culturale è di matrice cattolica e soprattutto quali amministratori che hanno sinergicamente lavorato in Comune e in Provincia ad un progetto di governo, nato dal basso e caratterizzato dalla centralità della persona, della vita e della famiglia, diciamo decisamente no al riconoscimento delle famiglie di fatto e gay, mentre chiediamo con fermezza di sostenere la concezione di famiglia "quale società naturale fondata sul matrimonio e quindi primo nucleo naturale della società" (art. 29 Costituzione Italiana), come del resto appare nei relativi comma dell'articolo 2 della Bozza di Statuto". Naturalmente "è implicito il nostro impegno di sempre: tutelare e promuovere il valore primario della persona e quindi quello della famiglia che continuano a sopravvivere ancor oggi e ad essere riconosciuti non solo dai cristiani, ma anche dai laici, quale espressione di tutto ciò che costituisce l'identità della civiltà occidentale. Questi valori che appaiono nella Carta costituzionale, sono più che mai attuali e necessari per abbattere ogni discriminazione ed offrire risposte, secondo la normativa vigente, ai bisogni primari di ogni persona e a unioni libere di persone, che tuttavia riteniamo non siano da riconoscere e tutelare come famiglia". In coda una stoccata a chi "in altri tempi al governo della città di Fabriano si è opposto all'inserimento dei valori della famiglia nello statuto", ed un invito finale. "Noi vogliamo - si conclude la nota - un dialogo sereno nel rispetto delle leggi che lo stato si è dato e lavoriamo, con passione, per la tutela dei deboli ed il riconoscimento dei diritti senza estremizzazioni e facili confusioni demagogiche e populiste".
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