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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Piombino. Coppie di fatto, la Margherita boccia i gay
Piombino. Coppie di fatto, la Margherita boccia i gay
«Famiglia al centro della discussione o la nostra disponibilità sarà ridotta»
Mercoledì 08 Dicembre 2004
di Il Tirreno
in Vita di coppia

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PIOMBINO. Non dice mai la parola omosessuali ma si capisce che Marco Macchioni, segretario comunale della Margherita, sulla questione del registro delle coppie di fatto, è disponibile a discutere di tutto meno che di gay. Annunciando anzi che in tutta la vicenda «la famiglia deve avere una funzione, e se quella funzione verrà svolta la nostra disponibilità sarà totale, se la funzione è un’altra, la nostra disponibilità sarà molto, molto ridotta».

Per il resto, commentando le prese di posizione sull’istituzione delle coppie di fatto pubblicate ieri dal Tirreno, Macchioni sostiene che «la Margherita non si trova affatto in difficoltà a esprimere liberamente il proprio convincimento, in una materia in cui è necessario riconoscere anche una libertà di coscienza. In primo luogo è bene definire che, la legge recentemente approvata, non intende equiparare le componenti di una unione di fatto ai coniugi, se non per particolari specifici, e che la Costituzione richiama la famiglia, la fotografa come entità basilare della società: e nell’Assemblea costituente credo che dei buoni laici fossero presenti al momento della stesura, ma fu definita così».

Insomma per la Margherita «questo discorso è molto diverso dalle convivenze, dalle unioni di fatto e da alcune cose, da alcune situazioni che la proposta in oggetto intende o intenderebbe regolare». Macchioni è convinto che «la legislazione Italiana abbia già raccolto molte delle condizioni che in questa proposta si richiamano, non si dica pertanto che si vuole fermare il tempo, obbligare qualcuno a essere quello che non vuole essere, questo vuol dire che dobbiamo riconoscere la libertà di coscienza, e quindi all’interno della legislazione dobbiamo garantire una condizione di parità, anche di impostazione di tutta quella che è una giurisprudenza legislativa».

La Margherita comunque si dice per «l’assoluta libertà di pensiero, in un partito che certamente ha al suo interno sensibilità su alcuni aspetti non omogenei. La Margherita infatti, non si è intestardita a voler imporre la famiglia tradizionale, abbiamo detto che la famiglia ha un ruolo, ha il riconoscimento di ordine etico, morale e culturale, che richiama e rappresenta anche la cultura dei cattolici, altrimenti se così non fosse il discorso cambierebbe e cambierebbe in maniera sostanziale. Se si mettono insieme persone anziane per fare sinergie - conclude Macchioni - se convivono insieme fratello e sorella, nonna e nipote, e così via ci mancherebbe altro che non gli venisse riconosciuto tutto quel che è possibile, e noi faremo la nostra parte perché questo avvenga, allo stesso modo se il ragionamento tende riconoscere famiglia dove sulla traccia del diritto naturale, in attesa di consolidare un rapporto, come si usa dire “si convive”, noi ne prendiamo atto, e anche su questo aspetto ci troveremmo condiscendenti, se invece il discorso è un altro abbiamo tutte le nostre riserve».



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