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| Vicenza. "Utile l’elenco comunale Ormai le coppie di fatto sono diventate una realtà» |
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| Il Giornale di Vicenza continua a pubblicare interventi e commenti dopo la dichiara zione del Sindaco forzista sulle coppie di fatto |
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| Mercoledì 11 Agosto 2004 |
| di Il Giornale di Vicenza |
| in Vita di coppia |
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di Federico Ballardin
Valentina Paciello compirà 21 anni tra qualche giorno. Lavora come commessa allo Spazio Visione Ottica. È lei l’intervistata numero 232 della rubrica Cornetto e caffé nella Panineria del Centro di contrà Manin. Valentina parla con un accento molto gradevole ma indefinibile, certo il frutto del suo pellegrinaggio per l’Italia dovuto al lavoro del padre (Puglia, Ancona, Trieste).
- Iniziamo dall’elenco delle coppie di fatto che in città ha scatenato una polemica piuttosto accesa anche a livello politico. Lei che ne pensa?
«Ormai quella delle coppie di fatto è una realtà, è impensabile non adeguarsi. La maggior parte delle persone inizia a convivere e credo che sia un modo per regolarizzare la situazione agli occhi del Comune».
- Lei convive?
«Sì, e se potessi andrei a registrarmi. Sarebbe utile per molte persone anche per poter accedere agli elenchi per ottenere le case comunali. Uno dei motivi per cui si convive è proprio economico. Sulla polemica che riguarda le coppie gay non ne vedo le ragioni: credo che siano davvero molto poche. Personalmente non ne conosco alcuna».
- Cambiamo discorso, ha letto del “caporalato” che esiste anche tra le badanti straniere? Che dire?
«Non mi stupisce, sinceramente, era una cosa che si poteva immaginare anche perché, di “mafie” ce ne sono anche in altri settori. Credo che ultimamente in città le cose siano peggiorate: quando giro in città di notte non mi sento molto sicura».
- Vigili di notte, telecamere... cosa la farebbe sentire più sicura?
«Le telecamere non sono il massimo dal punto di vista della privacy, ma secondo me sarebbero molto utili. Qualcuno però potrebbe sentirsi a disagio nel sapere di essere osservato tutto il tempo».
- Il sindacato di polizia propone di allargare a tutti i cittadini la scriminante dell’uso legittimo delle armi. La sua opinione?
«In questi casi si deve ragionare caso per caso, non vorrei che l’estensione della legittima difesa creasse più problemi che soluzioni. Però devo ammettere che se mi trovassi i ladri in casa e avessi una pistola probabilmente la userei. Una volta sono entrati in casa mia mentre dormivo, non mi sono accorta di nulla. È stato comunque un trauma».
- C’è qualcosa che vuole dire su Vicenza?
«La prima impressione che ho avuto quando mi sono trasferita qui é stata molto positiva: è una bella città e soprattutto molto pulita».
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