 |
| COPPIE DI FATTO:POLEMICA A VICENZA SU REGISTRO UNIONI CIVILI |
 |
| PROPOSTA DS SOSTENUTA DA SINDACO FORZISTA, INTERVIENE IL VESCOVO |
 |
| Domenica 08 Agosto 2004 |
| di Ansa |
| in Vita di coppia |
|
 |
|
(ANSA) - VICENZA, 7 AGO - E' polemica a Vicenza sulle coppie di fatto e quelle omosessuali. Il sindaco Vincenzo Hullweck, medico forzista alla guida di una giunta di centrodestra, si dice favorevole alla proposta di un loro riconoscimento tramite un Registro delle unioni civili, che le equiparrebbe a quelle civili dal punto di vista burocratico e amministrativo. Ma contro la proposta, avanzata nei giorni scorsi in consiglio comunale da un esponente Ds, scende in campo il vescovo mons.
Cesare Nosiglia.
Al Registro si iscriverebbero le coppie legate da vincoli affettivi e di reciproca assistenza, e coabitanti da almeno un anno, in modo da poter accedere come le coppie sposate ai benefici e provvedimenti del Comune.
Certo, la strada ideale sarebbe quella del matrimonio civile e religioso, e' l'argomentazione del sindaco Hullweck a favore della proposta, ma una coppia di fatto costituisce anch'essa un nucleo, e per il Comune e' sempre meglio rapportarsi con nuclei piuttosto che con singoli. Come nel caso, per esempio, dell' assistenza ad anziani o malati. Insomma, un approccio pragmatico quello di Hullweck, secondo il quale anche una coppia omosessuale, se si garantisce reciproca assistenza, costituisce un vantaggio per la societa'. E dunque il riconoscimento anche di queste coppie sarebbe uno strumento meramente amministrativo.
Ma per mons. Nosiglia, gia' vicegerente del Papa per la Diocesi di Roma, il Registro ''di fatto ricalca ancora una volta una visione distorta di liberta' e introduce un elemento di ulteriore indebolimento di quest'istituto fondamentale della societa', qual e' 'la famiglia societa' naturale fondata sul matrimonio' come recita la Costituzione italiana''. E questo perche', spiega, ''tende ad introdurre surrettiziamente forme di indebita equiparazione tra la famiglia fondata sul matrimonio e altre forme di convivenza, comprese quelle dello stesso sesso, che famiglie non sono''.
''Qui in gioco non e' solo una valutazione morale su comportamenti individuali - osserva ancora il vescovo, dicendo di rispettare comunque chi compie la scelta della coppia di fatto - ma ci troviamo di fronte a una grave deriva che impoverisce sempre piu' il valore e la positivita' della famiglia, non solo sul piano religioso, ma anche civile e sociale. Ogni societa' infatti ha tutto l'interesse di poter contare su nuclei familiari stabili e permanenti''. E' lo stesso linguaggio dell'amore, rileva ancora il vescovo, ''che appella di per se stesso alla stabilita' ed esige fedelta' e responsabilita'. Ma c'e' anche una dimensione comunitaria e sociale nella scelta di due persone di stare insieme. ''Non e' un fatto solo privato - sottolinea - perche' ha conseguenze decisive anche sul piano dei rapporti con gli altri e per l' intera societa''. E il patto matrimoniale ''garantisce a chi lo contrae e allo Stato una solidita' di riferimento che rappresenta il tessuto connettivo dell'intera vita sociale''.
Equipararlo dunque alla coppia di fatto rappresenta, conclude Nosiglia, ''un evidente incoraggiamento a percorrere questa scelta di disimpegno sociale''. (ANSA).
Questo articolo ha ricevuto 220 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|