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| La Toscana prima regione in Italia a riconoscere coppie gay per Statuto |
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| Nuovo Statuto della Toscana approvato in via definitiva. Pubblichiamo il commento di Sergio lo Giudice presidente dell'Arcigay |
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| Lunedì 19 Luglio 2004 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Vita di coppia |
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Nella foto Martini presidente della Regione Toscana e Alessio de Giorgi presidente dell'Arcigay Toscana
La Regione Toscana è la prima in Italia a riconoscere, nel nuovo Statuto regionale approvato oggi in via definitiva, le convivenze gay e lesbiche e a mettere al bando le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale. La decisione giunge dopo un lungo e articolato dibattito e dopo l’approvazione dello Statuto in prima lettura, nel maggio scorso.
Il nuovo Statuto approvato oggi dall’assemblea regionale della Toscana sancisce, infatti, tra le finalità prioritarie della Regione, all’articolo 4, ''la tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio '' ma anche ''il riconoscimento delle altre forme di convivenza'' e “il rifiuto di ogni forma di xenofobia e di discriminazione legata all’etnia, all’orientamento sessuale e a ogni altro aspetto della condizione umana e sociale”.
“La Toscana oggi è una regione dell’Europa – commenta il presidente nazionale Arcigay, Sergio Lo Giudice -. Il Consiglio regionale toscano ha contribuito a colmare la distanza esistente tra la legislazione italiana e quella ampiamente diffusa nel resto del continente, dalla Penisola Iberica alla Scandinavia. La Toscana si avvia ad essere una regione più sicura e accogliente per le persone omosessuali, in cui chi viene offeso, escluso, aggredito unicamente sulla base del proprio orientamento sessuale potrà proteggersi meglio. Sarà più facile inoltre anche per le convivenze gay e lesbiche non essere escluse e discriminate dalle politiche sociali della Regione”. “Siamo lieti – continua Lo Giudice - dell’apertura sulla parità dei diritti delle persone omosessuali arrivata in questi ultimi giorni dalla Conferenza episcopale della regione. E’ una positiva novità nel panorama delle posizioni espresse dai vertici del clero cattolico. Può essere un buon punto di partenza per un confronto sereno, ma le Istituzioni e le politiche devono mantenere un carattere di laicità”.
Norme simili a quelle dello Statuto della Toscana sono già state approvate negli Statuti regionali in discussione anche in Umbria e in Emilia Romagna. Nella prima lo Statuto è già stato approvato in prima lettura dal Consiglio Regionale. Nella seconda il nuovo Statuto è già stato approvato dalla commissione competente e attende il via definitivo da parte del Consiglio.
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