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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Toscana. Statuto e coppie di fatto. Nonostante la richiesta dei vescovi non ci sarà nessuna modifica
Toscana. Statuto e coppie di fatto. Nonostante la richiesta dei vescovi non ci sarà nessuna modifica
I capigruppo in Consiglio regionale non presentano emendamenti. Lunedì l’approvazione definitiva
Sabato 17 Luglio 2004
di l'Unità
in Vita di coppia

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Nencini: «Giù le mani dallo Statuto»





Il presidente del Consiglio regionale: «Lunedì lo voteremo». Ma il governo non ci sta





FIRENZE La Regione usa il pugno duro. E non molla. Anzi. Rilancia ancor più decisamente. «Lo Statuto non si cambia» tuona il presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini. E ancora: «Non ci sono motivi per cambiare il testo. Resta così com’è. Lunedì lo voteremo in aula per la seconda volta e sono molto ottimista sulla sua approvazione». Se così sarà, la carta diventerà definitiva e a quel punto a bloccarla potrà essere solo il governo che potrebbe decidere di impugnarlo di fronte alla Corte costituzionale. Un’eventualità, questa, emersa dopo le osservazioni avanzate dal Ministero per gli affari regionali sulla parte che riguarda le coppie di fatto. Anche i vescovi toscani avevano avanzato preoccupazioni al riguardo e ieri mattina un colloquio telefonico tra Nencini e monsignor Maniago, vescovo ausiliario di Firenze, è servito a chiarirsi e a confermare una decisa apertura al mondo gay da parte degli esponenti regionali della Chiesa.





capigruppo in Consiglio regionale non presentano emendamenti. Lunedì l’approvazione definitiva



Francesco Sangermano









FIRENZE «Non ci sarà nessuna modifica allo Statuto regionale. Il testo che andrà in aula lunedì sarà quello approvato in prima lettura lo scorso 6 maggio». Riccardo Nencini, presidente del consiglio regionale, lo afferma sicuro. Nonostante le osservazioni del ministero agli Affari Regionali e quelle di monsignor Alessandro Plotti, presidente della Conferenza episcopale toscana, in materia di coppie di fatto il testo non sarà modificato. E dopo domani, quindi, dovrebbe venire approvato in via definitiva.

Colloquio telefonico Ieri mattina Nencini e il vescovo ausiliare di Firenze, monsignor Claudio Maniago, hanno avuto un colloquio telefonico. Al centro della conversazione le osservazioni avanzate dalla Cet nella lettera scritta da Plotti e pubblicata da Toscanaoggi in cui i vescovi della regione chiedono di modificare l’articolo 4 del nuovo Statuto regionale relativo alle coppie di fatto. «È stato ribadito l’apprezzamento per il testo varato e sulla leale collaborazione instaurata in questi mesi» si limita a dire Nencini. Altro punto di discussione ha invece riguardato il fatto che la lettera non sia ancora arrivata a Palazzo Panciatichi e che i vertici del consiglio regionale ne avessero avuto notizia «con stupore» dai giornali. Maniago ha precisato che il mancato recapito della lettera di monsignor Plotti è dovuto «ad un puro disguido tecnico che contraddice la normale prassi della Cet» e ha ribadito «la cordiale attenzione al lavoro della Regione Toscana in questa fase istituzionale». Ha quindi sottolineato il tono assolutamente costruttivo della lettera che testimonia, da un lato, l’attenzione con cui i vescovi seguono questa fase istituzionale così delicata e dall’altro, il desiderio di porgere un contributo partendo dalla ricca e significativa esperienza della comunità dei credenti.

Apertura ai gay Nessuno lo dice apertamente, ma leggerlo fra le righe non è poi così difficile. Quella dei vescovi toscani è una presa di posizione innovativa che, per la prima volta, testimonia implicitamente la volontà di aprire anche alle realtà del mondo omosessuale. «Il fatto che nella lettera non si faccia riferimento al sesso, ma si parli genericamente di diritti-doveri per le persone impegnate stabilmente in altre forme di convivenza - spiega Nencini - fa supporre che ciò che preoccupa i vescovi non sia la possibilità che fra le forme di convivenza riconosciute dallo Statuto rientrino anche quelle fra persone dello stesso sesso». Sul tema, affrontato anche ieri mattina telefonicamente con Maniago, Nencini si limita a dire che «si tratta di una posizione molto innovativa da parte dei vescovi toscani». Un’ammissione implicita che l’apertura dei vescovi toscani al mondo gay, effettivamente, esiste.

«Un passo avanti» Non vogliono entrare troppo nel merito, ma la posizione espressa dai vescovi toscani viene comunque giudicata positivamente dal mondo omosesuale regionale. «L’unico ragionamento da fare in questo momento - spiega Alessio De Giorgi, presidente di Arcigay Toscana - è che si registra una presa di posizione avanzata da parte dei vescovi, molto più di quanto faccia la gerarchia ecclesiastica ai massimi vertici. Ci auguriamo sia un sintomo di una strada imboccata dal mondo cattolico per evitare un muro contro muro a livello nazionale sulla questione che non conviene a nessuno».

Nessuna modifica La possibilità di modificare il testo dello Statuto regionale è stata ieri pomeriggio al centro della riunione dei capigruppo in consiglio regionale. «Nessuno ha proposto emendamenti anche perché non ve n’era necessità - spiega Nencini - quindi il testo non cambia. Lunedì sarà portato in aula così com’è». In caso di approvazione («e su questo sono assolutamente ottimista» dice Nencini) la “carta” diventerà definitiva e a quel punto solo il governo potrebbe impugnarla di fronte alla Corte Costituzionale. Dal momento della pubblicazione ci sarà un mese di tempo e una simile eventualità stopperebbe tutto il procedimento bloccando di fatto anche l’avvio della nuova legge elettorale.



Nell'immagine grillini, nencini, de giorgi

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