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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
«La riunione di condominio? Per noi diventa un esame»
«La riunione di condominio? Per noi diventa un esame»
Lettera da l'Unità
Mercoledì 07 Luglio 2004
di l'Unità
in Vita di coppia

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«La settimana scorsa ero in vacanza con Marco in Sardegna. Siamo entrati in una pensione e l'albergatore mi ha chiesto: 'Due singole? Oppure sta arrivando sua moglie e le serve anche una matrimoniale?' Ecco, è in casi come questo che mi sento a disagio. E provo anche un po' di rabbia». Francesco ha 45 anni e sta con Marco da quasi venti. Il loro è un menage consolidatissimo, addirittura con una ferrea divisione dei ruoli: Francesco paga le bollette e sbriga tutte le incombenze pratiche. Mentre Marco cucina e si occupa della casa. Insomma, a guardarlo da fuori sembra un matrimonio tra i più tradizionali. Però, la loro è un'unione omosessuale che la legge non riconosce: «Mi viene l'angoscia a pensare che domani potrei morire e a Marco non spetterebbe assolutamente nulla. Certo, ho fatto testamento, perché i miei beni non potrebbero mai essere trasmessi automaticamente, ma ho il terrore che possa essere impugnato». Marco e Francesco vivono nella stessa casa da anni a Testaccio, a Roma, hanno un conto in comune. La casa, però, l'ha comprata Francesco, perché un mutuo non potevano accenderlo in due. Ma non in tutti i posti del mondo è così. Marco e Francesco prima di arrivare a Roma, sono stati anche 8 anni in Inghilterra. Francesco lavorava in un'azienda: «In Inghilterra c'è un termine 'spouse' che indica la persona - uomo o donna che sia - che puoi scegliere come convivente e che ha così una serie di agevolazioni. Per esempio, Marco poteva usufruire della palestra aziendale con me. E in caso io fossi morto, in qualità di spouse gli sarebbe stata corrisposta una certa cifra - racconta - qui da noi, invece, la nostra relazione non esiste. Ieri c'è stata una riunione di condominio. Di solito ci vado io, ma questa volta non potevo. Mentre mariti e mogli sono interscambiabili, io invece ho dovuto fare addirittura una delega a Marco. E poi, non lo so: mi capita di partecipare a convegni: mentre l'invito esteso a una moglie o addirittura a una fidanzata è praticamente scontato, non c'è nessuno che si preoccupi di un compagno di vita».

Marco e Francesco

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