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| «La riunione di condominio? Per noi diventa un esame» |
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| Lettera da l'Unità |
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| Mercoledì 07 Luglio 2004 |
| di l'Unità |
| in Vita di coppia |
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«La settimana scorsa ero in vacanza con Marco in Sardegna. Siamo entrati in una pensione e l'albergatore mi ha chiesto: 'Due singole? Oppure sta arrivando sua moglie e le serve anche una matrimoniale?' Ecco, è in casi come questo che mi sento a disagio. E provo anche un po' di rabbia». Francesco ha 45 anni e sta con Marco da quasi venti. Il loro è un menage consolidatissimo, addirittura con una ferrea divisione dei ruoli: Francesco paga le bollette e sbriga tutte le incombenze pratiche. Mentre Marco cucina e si occupa della casa. Insomma, a guardarlo da fuori sembra un matrimonio tra i più tradizionali. Però, la loro è un'unione omosessuale che la legge non riconosce: «Mi viene l'angoscia a pensare che domani potrei morire e a Marco non spetterebbe assolutamente nulla. Certo, ho fatto testamento, perché i miei beni non potrebbero mai essere trasmessi automaticamente, ma ho il terrore che possa essere impugnato». Marco e Francesco vivono nella stessa casa da anni a Testaccio, a Roma, hanno un conto in comune. La casa, però, l'ha comprata Francesco, perché un mutuo non potevano accenderlo in due. Ma non in tutti i posti del mondo è così. Marco e Francesco prima di arrivare a Roma, sono stati anche 8 anni in Inghilterra. Francesco lavorava in un'azienda: «In Inghilterra c'è un termine 'spouse' che indica la persona - uomo o donna che sia - che puoi scegliere come convivente e che ha così una serie di agevolazioni. Per esempio, Marco poteva usufruire della palestra aziendale con me. E in caso io fossi morto, in qualità di spouse gli sarebbe stata corrisposta una certa cifra - racconta - qui da noi, invece, la nostra relazione non esiste. Ieri c'è stata una riunione di condominio. Di solito ci vado io, ma questa volta non potevo. Mentre mariti e mogli sono interscambiabili, io invece ho dovuto fare addirittura una delega a Marco. E poi, non lo so: mi capita di partecipare a convegni: mentre l'invito esteso a una moglie o addirittura a una fidanzata è praticamente scontato, non c'è nessuno che si preoccupi di un compagno di vita».
Marco e Francesco
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