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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Vaticano.
Vaticano. "Le coppie gay legalizzate distruggono la famiglia"
No del Vaticano alle proposte di estendere alle unioni di fatto i diritti del matrimonio, che la Camera si appresta a discutere
Lunedì 05 Luglio 2004
di la Repubblica
in Vita di coppia

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DOMENICA, 04 LUGLIO 2004 Pagina 24 - Interni L´INTERVISTA



Il cardinale Trujillo: bastano le leggi in vigore



la legge Fare una legge significa accreditare l´idea che esista un tipo di unione alternativa al matrimonio

i gay La Chiesa rispetta i gay, ma c´è un trend pericoloso, si arriva all´adozione dei figli come in Belgio e Olanda



MARCO POLITI



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CITTA´ DEL VATICANO - «Le coppie di fatto... le unioni gay? Si arriverà al crollo della famiglia!». Il cardinale Trujillo, presidente del Consiglio pontificio per la Famiglia, si mostra estremamente allarmato. «Stiamo andando verso una disumanizzazione della società, si è perso l´orientamento. Negli ultimi dieci-quindici anni sono state proposte questioni mai presenti in nessuna cultura e in nessuna nazione».

Alfonso Lopez Trujillo è il collaboratore di fiducia cui Giovanni Paolo II ha affidato uno dei temi-chiave del pontificato: la famiglia. Per Wojtyla la difesa dell´istituto familiare è un principio strategico, in nome del quale è arrivato a scontrarsi ripetutamente con l´Onu e il Parlamento europeo. «Sinora - soggiunge il porporato - il Parlamento italiano ha mostrarsi di ispirarsi ad una visione dei problemi maggiormente fondata sul diritto naturale».

Cardinale Trujillo, anche in Italia si avvia la discussione per legalizzare le coppie di fatto. Qual è la vostra posizione?

«In tutte le culture lo Stato ha manifestato l´interesse per gli sposi e la prole attraverso la pubblicità del matrimonio. Le coppie di fatto, per definizione, non mostrano la minima volontà istituzionale per una continuità del rapporto. Non garantiscono niente né al partner né ai figli né alla società, ma allo stesso tempo chiedono gli effetti legali concessi la matrimonio, che comporta impegni esigenti. E´ una mancanza di coerenza».

Quindi la Santa Sede dice no?

«Noi diciamo che la famiglia è l´unione stabile di un uomo e di una donna, riconosciuta dalla società per l´educazione dei figli e il loro inserimento nel tessuto sociale. Ma le stesse verità sull´amore fra uomo e donna e la procreazione le diceva il filosofo greco Aristotile nel 350 avanti Cristo!».

Però c´è un fenomeno sociale da regolamentare. Anche tra i preti c´è chi sostiene l´opportunità di una legge.

«Oggi proliferano le teorie e le opinioni sul matrimonio. Ma legalizzare le coppie di fatto va contro l´essenza stessa del matrimonio come unione di un amore stabile aperto alla procreazione. Fare una legge significa accreditare l´idea che esista un tipo di unione alternativa al matrimonio».

Chiamiamolo un patto. Lo Stato non può regolare la convivenza di due adulti?

«Stiamo parlando del Patto civile... ma è appunto a proposito del Pacs che i vescovi di Francia hanno detto a suo tempo: perché volere per legge ciò che si può regolare in base alle norme già esistenti senza creare un nuovo statuto?».

Niente Pacs?

«Così si smonta mattone per mattone l´istituto familiare. So che nei media ci presentano a volte come cavernicoli. Ma noi abbiamo a cuore il destino dei figli, che soffriranno per mancanza di sicurezza. Già ora soffrono per i focolari distrutti dal divorzio, soffriranno ancora di più con quei focolari che rappresentano una «specie» di matrimonio. Vogliamo impedire la disumanizzazione della famiglia, la sua atomizzazione nei singoli componenti. Non è un´etica impositiva, la nostra, vogliamo invitare tutti al dialogo e a una riflessione antropologica e filosofica sulla famiglia per garantire integralmente le sue finalità».

Eminenza, la legge servirebbe anche per regolare la convivenza delle coppie gay.

«Fino ad oggi il matrimonio è sempre stato fra un uomo e una donna. Anche parecchie persone omosessuali sono contro questa "elevazione" di un´unione a matrimonio».

I progetti depositati in Parlamento non parlano di matrimonio.

«Ma implicitamente si va verso un modello nuovo di matrimonio che l´umanità non ha mai conosciuto».

Accuseranno la Chiesa di crudeltà verso gli omosessuali.

«Una cosa sono i loro problemi, una cosa è riconoscere legalmente uno statuto sostitutivo della verità matrimoniale. La Chiesa nei suoi documenti ha espresso rispetto per i gay, e un atteggiamento pastorale di cordialità, apertura e accompagnamento. Non siamo chiusi né intolleranti. Ma dobbiamo anche tener conto del trend...».

Dove va il trend?

«Si arriva all´adozione dei figli. Succede già in Belgio, in Olanda, nei paesi nordici. E´ una questione inquietante e non fa bene né ai figli, che hanno bisogno psicologicamente dell´equilibrio di un amore fra un uomo e una donna, né alla società».

In Italia di adozione non si parla proprio.

«Ma la tendenza alla fine è in quella direzione».

Che dovranno fare i deputati cattolici al momento del voto?

«La Congregazione per la dottrina delle Fede si è già espressa. Certamente dovranno ispirarsi all´antropologia cristiana, ascoltare il magistero del Papa, chiedersi cosa sia più utile per il tessuto sociale. E soprattutto avere un cuore aperto al Vengelo, che non è facoltativo! Per noi cristiani c´è una verità sostenuta dalla Rivelazione».

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